Un lupo nel cuore, Catia P. Bright

Titolo: Un lupo nel cuore

Autore: Catia P. Bright

Genere: Romanzo storico

Sottogenere: Rosa-Fantasy

Formato: Kindle/Cartaceo

Lunghezza stampa: 465

Voto: ♥♥♥♥♥ (5/5)

Descrizione: Gloucestershire, campagna inglese – 1824.
Sposarsi non è tutto nella vita. Se poi una brutta nomea ti perseguita da quando eri una ragazzina, meglio mettersi subito il cuore in pace e vivere libera di dire e fare quello che vuoi, senza sperare nei confetti. Così Annabelle Bright è arrivata all’età di ventuno anni, crescendo spensierata, impulsiva, fin troppo schietta e in apparenza priva di futili sogni romantici. Solo un’ombra è capace di offuscare il suo temperamento solare e positivo: il ricordo di un episodio che l’ha “marchiata” e che si riaffaccia, prepotente e rancoroso, col ritorno nella contea di una certa persona… Lord Daniel Carlington non è più il ragazzo di una volta e sa nascondere bene le tragedie che hanno popolato la sua vita, come pure la pesante eredità che grava sulla sua antica e nobile casata. Con un sorriso mozzafiato e il fascino del giramondo, sembra il ritratto della migliore e più squisita aristocrazia britannica. Eppure… Inconfessabili segreti si celano dietro a quegli occhi di smeraldo, mentre il suo incontro con Annabelle sarà l’inizio di una serie di complicazioni che lo porteranno a scontrarsi col misterioso, perfido e pericoloso Lord Salinger, mettendo a rischio le loro stesse vite.
E dunque, potranno dei cuori innamorati trionfare su tutto, persino su un destino che appare segnato e ineluttabile?

Diventa fan

– – – L’autrice – – – 
Il lato nascosto di Catia P. è venuto finalmente allo scoperto.
Dopo una lunga scia di fatti inquietanti, presenze sovrannaturali e morti ammazzati, era davvero giunto il momento di scrivere altro. Qualcosa di divertente, dolce, profondamente romantico. E di gettarsi a capofitto nell’avventurosa e palpitante ricerca di un vero e proprio happy ending. Sarà stata una buona idea? Sarete voi a deciderlo… Buona lettura!


Recensione

FarfallaPurpurea

A volte pensi che la tua vita non cambierà mai. Da un lato ne sei atterrita e dall’altro rassicurata. Il terrore nasce dalla brama inappagata di un sussulto, di quel palpito, di quell’euforia, capaci di sconvolgerti la mente e i sensi, capaci di spingerti verso emozioni inesplorate che una vita sempre uguale a se stessa non potrà mai regalarti. La sicurezza nasce dalla certezza che qualcosa di già noto, solido e ripetitivo non potrà mai farti del male. La routine non può ferirti in alcun modo. E se tu immagini la tua esistenza sempre uguale, senza scosse, con rassegnazione, non dovrai mai soffrire.

… questo romanzo è anche un po’ tuo. Fanne buon uso. In queste parole, poste nei ringraziamenti alla fine di Un lupo nel cuore, Carla P. Bright concretizza le speranze, i desideri, forse anche i timori di ogni scrittore, ma su tutto svela quanto l’atto dello scrivere sia un viaggio, una ricerca fiduciosa tesa a condurlo verso delle anime affini; un cammino senza certezze che ha per destinazione tutti coloro che nella storia narrata riconosceranno l’opportunità di esplorare il proprio mondo emotivo. È un tempo prezioso quello del lettore e l’autrice ne è chiaramente consapevole: una consapevolezza che si delinea nell’estrema cura con cui ogni singola parola e ognuna delle scelte narrative prendono forma all’interno del suo romanzo. Con una prosa calda, elegante e sempre appropriata Carla P. Bright ci prende per mano e ci conduce attraverso la bellissima – ed estremamente romantica – storia di Annabelle e Daniel. La sua scrittura –  mai banale o piatta – è vellutata, piena, frizzante, spiritosa quando necessario, e pagina dopo pagina mi ha conquistata tanto quanto la trama che costruisce. Una magia che si sviluppa dal perfetto equilibrio tra forma e contenuto: una forma e un contenuto che mi hanno offerto tutto ciò che cerco in un romance storico.  Dice bene l’autrice: è anche un po’ mio questo romanzo e lo è perché miei sono i palpiti delle emozioni che si agitano nell’animo dei protagonisti, perché miei sono gli occhi con cui Annabelle guarda Daniel, perché vorrei fossero miei gli occhi su cui si punta lo sguardo del settimo marchese di Landmark, perché è mio questo modo di rappresentare l’amore e la vita. In Un lupo nel cuore ho trovato una familiare e rassicurante dimensione emotiva che si dispiega in un sentimento sempre altruista, sempre pronto al sacrificio per il bene dell’altro, fatto di solidale partecipazione al destino dell’amato, costruito sulla fiducia, basato sul rispetto, arricchito da un totale coinvolgimento dei sensi che in nessun momento è uso arido e vuoto del proprio compagno.

Dolcezza e passione si fusero insieme in quel bacio fatto di onde e tumulti. Quelle bocche, che tanto a lungo si erano desiderate e cercate, ora si ponevano come sigilli l’una sull’altra. Io sono tua e tu sei mio. Io sono tuo e tu sei mia. Questo sembrava voler dire quel bacio interminabile dove le lingue non parevano mai sazie l’una dell’altra… 

Un sogno d’amore capace di far sospirare, fremere, sorridere, commuovere, sperare, grazie a una caratterizzazione dei personaggi totalmente tridimensionale, a un intreccio sempre coinvolgente, ricco di romanticismo, di certezze consolatorie, di brillante arguzia, e valorizzato da un tocco fantasy che non fa altro che sottolineare il messaggio che pervade ogni pagina di questa storia: l’amore vero ha il potere di salvare da ogni istinto negativo. L’incapacità di provare la purezza di questo sentimento, non riuscendo a viverlo come autentico dono e bisogno di salvaguardare chi si ama, porta solo alla solitudine e alla distruzione, così come fa la sorda insensibilità al richiamo del bene. Una fiaba rassicurante che mi ha condotto nei luoghi dell’animo umano, donandomi quella piena soddisfazione che viene dall’incontro con una realtà e degli interpreti tanto in sintonia col mio immaginario. Annabelle di cui, inizialmente, risalta il carattere un po’ ribelle, impulsivo, a volte sopra le righe, scopriremo che è invece dotata di una lungimiranza e maturità che saprà guidarla alla conquista di ciò che è giusto per lei.

«Daniel, voglio che tu te ne vada.» Passò d’improvviso al tu. Sembrava determinata anche nel tono modulato della voce. «E non intendo solo da questa stanza. Voglio che tu sparisca dalla mia vita.» Del gelo puro iniziò a scorrere nelle vene di Daniel dove un attimo prima c’era stato un fuoco divorante. «Questo non posso prometterlo.» affermò con sofferta sincerità. «Allora devi almeno starmi lontano.» Anche se gli occhi erano lucidi di lacrime trattenute, mentre lo chiedeva, il volto era quello di chi ha maturato una decisione definitiva. «Provo qualcosa di così intenso per te,» continuò, «che sarei disposta a lasciarti fare di me qualsiasi cosa… Ma non voglio perdermi per qualcuno che non ha intenzione di ricambiare i miei sentimenti. Qualcuno che è solo preda dell’alchimia tra i nostri corpi e nient’altro.» Infine concluse, con sforzo evidente: «Perciò ti chiedo di non essere crudele o egoista e di rispettare almeno la mia richiesta di mantenerti a distanza.»

Sua sarà la voce che ci accoglierà ma non sarà l’unica: Catia P. Bright porta avanti un’alternanza perfetta tra una narrazione intima e soggettiva – quella che ci fa da guida dentro il pov di Annabelle –  e una ricostruzione più completa che, usando la terza persona, entrerà nei pensieri, nelle azioni ed emozioni di ognuno degli attori della storia e che ci regalerà un quadro magistrale di tutti gli avvenimenti. In questo appassionante  avvicendamento di punti di vista la nostra Miss Lentiggini si dimostra capace di agguantare la vita a dispetto di quegli ostacoli che David pone al realizzarsi della loro unione. E Daniel è un eroe quasi fiabesco, su cui grava una terribile maledizione, ma che con la forza del suo cuore generoso, della sua integrità e dell’amore per Annabelle saprà sconfiggere la crudeltà di un destino che non ha cercato ma col quale si trova a dover convivere. Un uomo che, spaventato dal male che potrebbe fare alla donna che gli è più cara al mondo, cerca di reprimere i sentimenti provati ma che con gli atteggiamenti, l’istinto protettivo e la gelosia li esprime ancora più chiaramente che se li manifestasse a voce alta.

Daniel non vedeva e non ascoltava veramente ciò che stava accadendo fuori da quella camera, perché tutti i suoi sensi erano catturati da ciò che avveniva dietro di lui, tesi nello sforzo di mantenersi impassibile e lontano da lei. Le sue priorità, in ogni circostanza, erano il benessere, l’incolumità e la salvezza di Annabelle. Così era stato poco prima… così era in quel momento, così sarebbe stato sempre.

Attorno a loro altri personaggi perfettamente delineati calcano la scena e interagendo coi protagonisti ci permettono di approfondirne il carattere e la bellezza. Anche loro, insieme ai nostri eroi ci accompagneranno nel viaggio che ogni amante del romance vuole vivere: gettarsi a capofitto nell’avventurosa e palpitante ricerca di un vero e proprio happy ending.

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