Perché leggiamo il Romance

 

 

PERCHÈ LEGGIAMO IL ROMANCE #pinkpride

 

La lettrice di romance, prima ancora di essere un’amante della lettura, è una donna; una donna i cui desideri pulsano; una donna curiosa, pronta a sperimentare, a mettersi in gioco; pronta a vivere la scoperta di sé e a SENTIRE le prepotenti istanze di un retaggio ancestrale che continua a vibrare e a guidarne gli istinti.

La lettrice di romance sa ritrovare una dimensione essenziale, che parla al suo immaginario, che ne colpisce i sensi e ne appaga i bisogni. È in questo “luogo emozionale” che ogni donna fissa l’appuntamento col proprio universo erotico ed emotivo…  (QUI)

Appena una settimana fa iniziavo con queste parole una mia recensione: era un lunedì e, per quanto i lunedì stiano simpatici a pochi, nulla – ho avuto modo di scoprire solo qualche giorno dopo – hanno a che vedere coi Venerdì, soprattutto se quei Venerdì nel calendario si associano a un numero come il 13.

L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi e testo

Ignara di quello che sarebbe accaduto alcuni giorni dopo, mi inoltravo all’interno del macrocosmo rappresentato da un Romanzo Rosa e non immaginavo, in quel momento, che la mia analisi introduttiva sul perché una donna scegliesse di leggere il Romance potesse essere tanto necessaria. Ero consapevole del pregiudizio che colpiva sia l’etichetta letteraria che chi vi si avvicinava, però, non pensavo che di lì a breve mi sarei  confrontata con giudizi così severi e carichi di valutazione negativa: veri e propri giudizi di qualità non solo sul tipo di lettura, ma soprattutto sulle persone che  leggono o scrivono il Romance.

La Letteratura Rosa continua a pagare lo scotto di essere considerata un genere privo di spessore e il cui unico pregio sarebbe quello di offrire un rifugio illusorio – una sorta di contentino, un modo per tenere buone le masse – a una categoria culturale intellettualmente inadeguata, al cui petto sarebbe un’infamia attaccare la medaglia di  “lettore”. E, forse, quando è nata, la narrativa dedicata alle sole donne ha avuto anche questo tipo di ripercussione: concedere uno svago che rabbonisse le sfruttate e poco stimate figure femminili del tempo, mostrando contemporaneamente la benevolenza maschile nei loro confronti. D’altra parte sappiamo bene quanto le donne siano state tenute lontane dalla cultura, così da essere meglio manipolate e sottomesse.

Ma i tempi sono cambiati e, nonostante gli ancora pesanti strascichi di un fardello sessista con cui siamo continuamente chiamate a fare i conti, noi donne rivendichiamo il nostro status di “Lettrici”, senza se e senza ma. Non è il colore delle nostre letture a renderci più o meno degne di questo titolo; tanto più che il mondo rappresentato dalla Letteratura Rosa è un universo infinito di sfumature – che non si limitano alle, misere, 50 di Christian Grey -: è così vasto, declinato in una tale molteplicità di forme, che pure un lettore che vi si dedica da decenni non riuscirebbe ad averne piena conoscenza. Non parla solo di amore, sesso ed emozioni, ma si inoltra all’interno delle pieghe di una realtà complessa come quella della natura umana, spingendosi a portare avanti una vera e propria indagine psicologica, costruendo e rappresentando dinamiche relazionali importanti, trasfigurando la fisionomia dei propri personaggi… fornendoli di un cuore palpitante e rendendoli persone. Questo è quanto nasce dal Romance di qualità.

E il lettore consapevole sa bene che, come per tutti i generi, la Letteratura Rosa, può offrire opere pregevoli, così come non è esente da mediocrità: ogni autore ha talento e capacità diversa. Ogni lettrice ha un background culturale differente. Impossibile dare opinioni generiche che investano tutta la categoria, facendo torto, oltre che a molti professionisti, soprattutto alle persone.

Chi, libero da preconcetti, si avvicina e inizia a VIVERE il Romance vedrà bene che esso è acceso dalla concitata energia delle emozioni e agitato dalla smania della passione; è segnato da prerogative sociali, antropologiche, da spinte primordiali nelle quali si identifica quello slancio vitale legato all’essenza più schietta e imprescindibile dell’essere umani: l’urgenza di soddisfare bisogni essenziali, di instaurare relazioni e dispiegare il nostro essere attraverso ciò che consente il proseguire della vita, cioè l’amore nella totalità delle sue forme ed espressioni. In questo non si diversifica da altri generi letterari rispetto ai quali, spesso, la discriminante è solo una questione semantica: thriller, noir, narrativa… hanno di frequente contaminazioni rosa. E, oltre che semantica, la differenza si deve cercare nell’onestà di chi – come gli Autori del Romance – chiama le cose col proprio nome, non ha paura di un’etichetta e VUOLE andare alla ricerca di quelle donne pronte a sognare e a sentire quelle emozioni di cui tutti siamo fatti.

Una donna che non ha mutilato questa componente fatta di sensibilità, cioè di piena attitudine a cogliere tutti gli aspetti della vita per assaporarne la pienezza, diviene consapevole fruitrice di una dimensione emotiva poliedrica e policromatica. Nel saper ascoltare il nostro “io”, nell’entrare in comunicazione con ciò che il nostro immaginario cela e custodisce viene la spinta che ci conduce verso il Romance; è in una ricchezza interiore che sa ascoltarsi e rifiuta di trascurare una parte di sé – tanto basilare quanto necessaria – che riconosciamo il valore rassicurante e consolatorio delle nostre letture.

Facile, per chi sottovaluta o non sa cogliere l’importanza di tali pungoli emotivi, creare motivazioni superficiali o totalmente inadatte a entrare all’interno di quel complicato gioco di forze aventi come risultato l’approdo verso Letture Rosa. Ma niente può risultare più complicato di ciò che – a occhi poco abituati  – viene liquidato con un’analisi, non solo scorretta, ma capace di scalfire soltanto la superficie di un fenomeno tutt’altro che facilmente decodificabile. Insufficiente è parlare di “lettura d’evasione”: la Lettrice di Romance non si limita a evadere, non esce da sé o dalla propria vita, ma ritorna a se stessa. Ritrova. Si riappropria. Fa combaciare tutte le tessere del mosaico.

Non si gioca solo sul terreno del sogno, della leggerezza o della fuga, la partita: il Rosa ha un peso e ognuno ne coglie, secondo la propria ricettività, aspetti diversi e risponde con entusiasmo differente alle sue lusinghe. E se anche una DONNA sentisse il bisogno di ritagliarsi uno spazio rigeneratore non avrebbe da renderne conto a nessuno: quella cultura misogina e retrograda, che la vuole solo dedita al dovere e la colpevolizza se persegue i propri PIACERI, noi Lettrici Rosa la rispediamo al mittente.

Forse è proprio la ricerca di un PIACERE, che le donne si sono viste negare per secoli, e che oggi sentiamo come DIRITTO, la pietra dello scandalo: sta nel rivendicare le nostre esigenze, nel coltivare passioni e nel non essere prostrate all’altare di una divinità arcaica e oscurantista la nostra colpa più grave. La vera  accusa sta nel nostro accostarci, con impudente e disincantata spontaneità, ai PIACERI di una carne che ci sono sempre stati mostrati come prerogativa maschile, a cui avvicinarsi rimanendo incastrate nel subdolo giogo del peccato e dei complessi di colpa. Non solo lettrici di serie B, ma  scomode ribelli, che si rivoltano a un sistema oltraggioso e infido, che rimane turbato nello scoprire che ci piace leggere di ORGASMI, del fatto che per una volta il NOSTRO PIACERE viene messo avanti a tutto e possiamo accedervi RIPETUTAMENTE (leggi ORGASMO MULTIPLO😜); perché questa è una dimensione che ci è stata preclusa, della quale ci riappropriamo e a cui andiamo incontro a viso aperto. I Libri Rosa sono “fantasie” che sollecitano i nostri sensi ed eccitano le nostre menti, e per alcuni pare sia immorale entrare in sintonia con un luogo misterioso, inesplorato e quasi inaccessibile, come quello dell’immaginario erotico: scenario vibrante, risorsa da nutrire e coltivare.  Forse ad alcuni sembra più rassicurante che le donne si confrontino con una rappresentazione mentale della  sessualità e delle relazioni che resti ipoevoluta ed estranea. Tuttavia sarebbe una leggerezza ritenere che le Lettrici di Romance accettino tutto quello che viene loro propinato: sappiamo ben discernere e non sempre accogliamo di buon grado noiose e inutili – perché non ben integrate nella trama e semplici riempipagine – maratone che rimandano un’idea solo performante o quantitativa dell’incontro sessuale. Ci aspettiamo di più. Siamo sensibili a un gioco fatto di aspettative, di suggestioni: vogliamo vedere l’alleanza, la complicità, la dimensione ludica e ogni volta la confrontiamo con ciò che abbiamo dentro di noi.

E se qualcuno ci vede come pellegrine, forse, non ha sbagliato del tutto la definizione, ma ha trascurato di cogliere le vere motivazioni che ci spingono a metterci in viaggio: non ci anima una religiosità vuota o esteriore – unica scusa ammissibile per poter uscire dalle nostre amare realtà – ma  il nostro è un viaggio che ci porta verso una sacralità che è quella dei luoghi dell’anima. In questo viaggio incontriamo chi è pronto a camminare con noi, siano esse altre lettrici o autori: ci confrontiamo, scopriamo affinità e sperimentiamo amicizie.

“Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso.”  (Francesco Petrarca)

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13 commenti Aggiungi il tuo

  1. CHIARA ROPOLO ha detto:

    amen sorella! Condivido tutto

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    1. farfallapurpurea ha detto:

      ahahhaha Possiamo accendere un cero e da buone pellegrine metterci in marcia anche noi 😉

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  2. Lettrice Assorta ha detto:

    Bellissimo articolo, pieno di verità. Hai detto tutto quello che si doveva dire e lo hai fatto con stile! Condivido pienamente. Infatti anche io ho pubblicato la recensione di un romance per sottolineare come la qualità si può trovare in tutti i generi di romanzi e il lettore in quanto tale deve sempre essere rispettato. Buona giornata.

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    1. farfallapurpurea ha detto:

      Grazie mille, sono felicissima del tuo commento. Il punto nodale sta proprio nel fatto che la mediocrità è annidata ovunque e non solo nel rosa e che, in ogni caso, certe opinioni tanto generiche e superficiali sono inaccettabili perché ledono la dignità delle persone. Tanto più che le lettrici di rosa non sono delle decerebrate arrapate che non sanno discernere: molte leggono anche altro e sanno di sicuro cogliere i messaggi profondi che ogni libro ci trasmette. Felice giornata anche a te ❤

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  3. Monica Lombardi ha detto:

    Brava Mariella! In questa partita di tennis contro chi ci vuole ignoranti (autrici e lettrici insieme), mi sembra che continuiamo a segnare punti 😀

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    1. farfallapurpurea ha detto:

      Grazie mille Monica, sono contentissima che tu sia passata ❤
      La base della vera cultura sta nella consapevolezza di "non sapere&quot, che ti porta ad accostarti alle cose col giusto modo, con prudenza e rispetto. E le Lettrici e Autrici Rosa penso lo sappiano bene 😉
      P.S. Non per dire, ma direi che siamo ben in grado di fare l'en plein 😉

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  4. chiccabloglibrintavola ha detto:

    Che signor articolo,completo, preciso, chiaro e scritto meravigliosamente.
    la cara giornalista del venerdì dovrebbe prendere esempio da te, che non solo sei una grande lettrice ma anche una arguta conoscitrice del’animo della lettrice donna e sai mettere giu parole che rispecchiano la pura e semplice verità.

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    1. farfallapurpurea ha detto:

      Come sempre mi lasci senza parole, posso dire solo un GRANDE e IMMENSO GRAZIEEEEEEEEEE ❤ ❤ ❤
      Di cose da dire ce n'erano tante, anche più di quelle che ho detto perché l'articolo di Repubblica era davvero pieno di giudizi e deduzioni scorrette, oltre che troppo generiche e probabilmente limitate alla sola lettura delle 50 sfumature, che pur avendo creato una specie di "precedente" che ha innescato una reazione a catena e aver attratto parecchie lettrici, non rappresenta certo la molteplicità dell'offerta Rosa

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  5. Il Mondo di SimiS ha detto:

    Bellissimo pensiero… sei grande!

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  6. almerighi ha detto:

    certo che le eroine di questi romanze son tutte gnocche!

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    1. farfallapurpurea ha detto:

      Chissà perché ma non ti ci vedo a leggere Romance, nonostante le “attraenti” caratteristiche delle protagoniste

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      1. almerighi ha detto:

        infatti, le immagini di copertina sono molto eloquenti, un giorno ti andasse di deragliare nella poesia, ti consiglio uno dei miei libri

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