Sogni e mostri di divinità – Laini Taylor

Come anticipato nel post di presentazione del GDL (Qui), organizzato da Chiara La lettrice sulle nuvole, il 22 Febbraio si conclude definitivamente il cammino alla scoperta della trilogia di Laini Taylor: oggi è il giorno in cui tutti i Blog partecipanti pubblicheranno la recensione di Sogni e mostri di divinità sul quale abbiamo, via via, espresso il nostro pensiero sia sul Gruppo Facebook  dedicato che nelle varie tappe in cui veniva fatto il punto della situazione.

Se avete voglia di un riepilogo potete leggere tutte le tappe.

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Titolo: Sogni e mostri di divinità
Autrice: Laini Taylor
Editore: Fazi editore

Genere: Modern Fantasy

Età di lettura: Young Adult

Pagine: 570 p.
Serie: #3 Trilogia della Chimera di Praga

Descrizione:  La misteriosa Karou è una chimera unica nel suo genere: al contrario dei suoi simili, l’eroina della trilogia La chimera di Praga ha sembianze umane, impreziosite da meravigliosi capelli blu. È innamorata di Akiva, un angelo dalla bellezza eterea. Angeli e chimere sono però nemici naturali, in lotta da secoli. C’è solo un modo per ristabilire la pace: tentare un’alleanza fra le chimere e quegli angeli che, come Akiva, hanno deciso di ribellarsi al loro imperatore. In questo terzo e conclusivo capitolo della saga entriamo subito nel vivo dell’azione: l’esercito degli angeli discende sulla Terra, in pieno giorno, in una Roma accecata dal sole, con uno stuolo di telecamere intente a riprendere e un pubblico sbalordito a osservare la scena. Nel frattempo, dopo il tradimento che ha portato la sua specie allo stremo, Karou sta ricostruendo l’esercito delle chimere e, grazie a un inganno ingegnoso, è ora alla guida della ribellione contro gli angeli. Il futuro della sua specie dipende da lei, ed è giunto il momento dello scontro finale. Riusciranno Karou e Akiva a realizzare il loro sogno di una realtà in cui i loro popoli smettano di distruggersi e in cui, forse, potrebbe esserci spazio per il loro amore? Con queste pagine mozzafiato, caratterizzate da una tensione costante e una serie di personaggi indimenticabili, Laini Taylor conferma il suo grande talento. Un finale stupefacente per una trilogia fantasy davvero epica, una suggestiva rivisitazione moderna della mitologia classica e cristiana che ha appassionato milioni di lettori in tutto il mondo.

 

Recensione

MaryellaB

Comparvero di venerdì, in pieno giorno, nel cielo dell’Uzbekistan e la prima ad avvistarli fu l’antica città della seta di Samarcanda, dove una troupe del notiziario si dava da fare per trasmettere il filmato dei… Visitatori.

Degli angeli

Recensire Sogni e mostri di divinità mi crea non pochi problemi: sarei molto tentata di applicare una sorta di legge del contrappasso e liquidare la pratica con poche lapidarie parole in totale contrapposizione alle oltre mille pagine – tra secondo e terzo libro della trilogia – con le quali la Taylor ha portato avanti una gestione della storia tanto manchevole quanto inutilmente prolissa. Le difficoltà con cui mi confronto stanno nel trovare nuovi modi di esprimere il mio disappunto dopo aver detto in ogni maniera possibile che l’impianto progettuale messo in atto dall’autrice mancava totalmente di pianificazione: ho notato la costante assenza di un proponimento organico e funzionale che mirasse verso un obiettivo preciso e potesse conferire alla trama un’autentica intenzione narrativa volta a offrire al lettore un prodotto curato, le cui prerogative fossero  coerenti, rigorose e strutturate. La scrittura di Laini Taylor, al contrario, manca di efficienza, di quella fattiva determinazione ad amministrare con scrupolo gli spazi e le risorse, offrendo informazioni e combinando i diversi momenti in un’ottica non dispersiva, ma, piuttosto, proficua, vitale e PIENA. Per assurdo le stesure dell’autrice sono, sì, piene – zeppe – di descrizioni, di  sottotrame, di notizie e di personaggi, ma si tratta di una pienezza che si traduce in una disturbante e abulica sovrabbondanza: in una babele di parole e aneddoti, che in qualche modo illudono il lettore di poter giungere, alla fine della giostra, a  stringere qualcosa di concreto tra le mani, mentre non fanno altro che svuotare le storie, renderle disordinate e farraginose. E più il libro si arrende a questo avvicendarsi infinito di personaggi e contesti diversi più si approda verso un’esperienza scialba, priva di ritmo e azione, monca di quel pathos da cui attingere emozionanti suggestioni, capaci di suscitare una totale e intensa partecipazione emotiva, che scaturisca dall’abilità di infondere un’anima emozionale a tutta la scenografia e ai protagonisti. Manca una resa che sia energica e redditizia, che non faccia del copione messo in scena un’esecuzione sterile, un mero esercizio di stile il cui peso,  al netto della tara, paradossalmente, risulta quasi irrisorio e diviene la prova provata che non si ha nulla da dire e che quella profusione verbale altro non è che il maldestro tentativo di buttare fumo negli occhi.  Dopo che uno scrittore ha preso per il naso i propri lettori menando il can per l’aia per la bellezza di mille pagine – più di cinquecento in Sogni di mostri e divinità – IO  MI ASPETTO – anzi PRETENDO – che, finalmente, quel cane trovi il proprio rifugio, trovi lo spazio adeguato alle proprie necessità e venga compensato della fiducia e della pazienza accordatagli: trovo inaccettabile che si abusi così del proprio pubblico; trovo che ci sia una profonda mancanza di rispetto nei confronti dei lettori quando si conduce un libro con tale superficialità e mancanza di accuratezza. E quando giungo alla conclusione che uno scrittore ha approfittato di me, senza riservarmi l’adeguata considerazione, che viene solo dal consegnarmi quanto di meglio possa fare, senza sviare o bluffare, allora divento molto dura e giungo a pensare che siffatte modalità narrative sottendano o un’incapacità o  una malafede  – o magari entrambe le cose – inammissibili e non posso perdonare.

 

10 commenti Aggiungi il tuo

  1. CHIARA ROPOLO ha detto:

    Mi dispiace, a me è piaciuto ma capisco sia soggettivo. Speriamo nel prossimo gdl

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    1. Maryella B. ha detto:

      Non ci scoraggiamo per così poco ahahahha

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  2. Sorairo ha detto:

    Credo si tratti di incompatibilità con l’autrice. A me , nonostante temessi non mi piacesse visto che il primo non mi aveva convinta alla prima lettura, ha fatto emozionare. Anzi questo è il volume migliore. CI ho trovato molto ed ho trovato appassionanti le vicende. Le questioni in più le ho apprezzate, le verità ricevute le ho gradite moltissimo, come sono andate le cose tra i personaggi realistico per quanto sia un fantasy.
    Però capisco non possa piacere e ci sta tutto. Anche io ho stroncato altre letture considerate ottime da altri.

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    1. Maryella B. ha detto:

      Il fatto è che quando mi accorgo che la narrazione prende una certa piega inizio a farmi molte domande sul perché e a quel punto le risposte non sempre depongono a favore delle capacità di uno scrittore

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  3. chiccabloglibrintavola ha detto:

    Mariella come sai sono molto in sintonia con il tuo giudizio. mi spiace molto perchè da questo terzo capitolo mi aspettavo di meglio e invece sembra sempre che manchi qualcosa.

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    1. Maryella B. ha detto:

      Sì, mancano troppe cose e quando mi accorgo che non tutto funziona come dovrebbe comincio a farmi un bel po’ di domande

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  4. Manuela ha detto:

    Concordo su tutto, soprattutto sullo stile “abulico”: hai reso perfettamente l’idea

    Piace a 1 persona

    1. Maryella B. ha detto:

      Mi sento meno sola ahahhahah

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  5. Mi dispiace che la lettura non ti sia affatto piaciuta. Spero per te che il prossimo GDL sia di tuo gradimento, almeno ti rifarai un po’ 🙂

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    1. Maryella B. ha detto:

      Incrociamo le dita per il prossimo GDL

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