(Tu leggi? Io scelgo ! #8) Il vampiro di Venezia – Giada Trebeschi

 

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Rieccoci con quello che per il mio Blog è diventato un appuntamento consueto: l’angolo dedicato alla Rubrica Tu leggi? Io scelgo!, che nasce da un’idea di Rosaria del Blog Niente di personale e di Chiara La lettrice sulle nuvole.

L’iniziativa ha cadenza mensile e consiste nel leggere un libro recensito da un’altra blogger partecipante: a Marzo mi è toccato in sorte di scegliere tra le letture del Blog la libreria provvisoria di Laura Rossato. Dopo un’attenta sbirciata ho deciso che anche questa volta avrei approfittato per leggere un’autrice che mancava nella mia lista: Giada Trebeschi con il vampiro di Venezia(Qui) potete trovare la recensione che mi ha convinto.

Vi lascio anche il calendario del mese di Marzo.

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Se vi venisse voglia di unirvi a noi raggiungeteci nel gruppo Facebook Tu leggi? Io scelgo!

 

 

Il vampiro di Venezia - Giada Trebeschi - copertinaIl vampiro di Venezia

Giada Trebeschi

Genere: romanzo storico; giallo; suspense
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 6 giugno 2017
Pagine: 256 p.
Descrizione: Venezia, Natale 1576. In un anno la morte nera ha falcidiato un terzo della popolazione della città e, come se non bastasse, la vigilia di Natale non solo avviene il primo di una serie di efferati omicidi ma sull’isola del Lazzaretto Nuovo scoprono una masticatrice di sudari, un mostro che torna dai morti cibandosi di sangue umano. Nane Zenon, un alchimista in odore di negromanzia, rende il vampiro inoffensivo eppure sono in molti a credere che gli omicidi abbiano a che fare con i masticatori e così, per volere del Doge in persona, Nane si troverà ad affiancare le indagini del Signore di notte al Criminàl Orso Pisani. Orso è però un magistrato pragmatico che non crede ai succhia sangue né alle superstizioni e risolverà il caso minando le certezze di Nane e mettendolo di fronte a una realtà ben più terrificante di qualsiasi mostro immaginario.

Recensione

Maryella B.

Quando infine gli tagliarono la giugulare, non ci mise molto a morire. Fece appena in tempo a sentire il fiotto caldo del proprio sangue scivolargli lungo il collo prima del sopraggiungere di quello stato d’incoscienza simile al sonno, alla pace, alla morte tanto agognata.

Corre l’anno 1576: Venezia è al culmine della propria ascesa commerciale, ma è duramente messa alla prova dall’implacabile peste che sta falcidiando la sua popolazione. In quest’atmosfera di terrore gli equilibri sono precari e il ritrovamento di un cadavere, vittima di un cruento e misterioso rituale di morte, scatena le paure più ancestrali, alimentate dalla superstizione e dalla scoperta, sull’isola del Lazzaretto Nuovo, di una masticatrice di sudari, un mostro che torna dai morti cibandosi di sangue umano.

Facile lasciarsi suggestionare da credenze tanto radicate, che si innestano in un quadro di convinzioni , che vedono, in questa serie di eventi, una sorta di insondabile progetto divino volto a impartire un castigo esemplare all’umanità. A indagare sulla vicenda è chiamato Orso Pisani, Signore di notte al Criminàl, magistrato di acuta lungimiranza e refrattario a farsi influenzare da una lettura del caso che non sia razionale e pragmatica. Affiancato da Nane Zenon, alchimista e negromante, non cede al richiamo della superstizione, attirato da tutta una molteplicità di segni che lasciano intuire il coinvolgimento umano in quello che diverrà solo il primo di una serie di efferati delitti. La loro ricerca li porterà ad affondare le mani nei segreti più scomodi della Serenissima, giungendo sul finale a fare luce su una storia di vendetta e dolore.

Orso era piacevolmente sorpreso da quell’osservazione. Chissà, magari Zenon si era convinto che, nonostante la sua incrollabile fede nell’esistenza dei masticatori di sudari, i troppi indizi prettamente umani di quel caso fossero la dimostrazione che, questa volta, non si doveva cercare tra i morti ma tra i vivi.

Il vampiro di Venezia è un giallo di ambientazione storica, che, pur avendo degli spunti interessanti, penso non abbia sviluppato adeguatamente le proprie possibilità: trovo si sia fermato sempre un po’ prima. Si è fermato un po’ prima quando non ha approfondito adeguatamente i suoi personaggi, che, seppur discretamente ritratti, non hanno assunto  quella potenza comunicativa che avrebbe potuto trasfigurare le fattezze del romanzo; si è fermato un po’ prima quando non ha reso la pienezza del pathos legato a una società complessa come quella della Venezia del XVII secolo; si è fermato un po’ prima quando si è limitato a rendere più comparsa che comprimaria la Serenissima, senza, in concreto, riuscire a farci respirare gli odori e gli aspetti più comuni e quotidiani della vita che si dispiegava nelle sue calli o nei palazzi; si è fermato un po’ prima quando ha costruito la componente gialla della storia, in parte poco coinvolgente e in parte abbastanza prevedibile sul lato della soluzione del caso. Insomma, un’architettura che poteva acquisire più ampio respiro, ma che è rimasta, dopo un inizio abbastanza promettente, nel proprio bozzolo,  senza riuscire a eccellere su nessun  fronte. La scrittura non è sgradevole né farraginosa: il romanzo scorre agevolmente però non riesce a essere appassionante, ad acquisire quel quid che possa fare di Il vampiro di Venezia una lettura indimenticabile. Anch’io per la mia valutazione mi fermo un po’ prima di arrivare alle tre stelline.

22 commenti Aggiungi il tuo

  1. Sembrava un libro promettente ma la tua recensione mi ha fatto cambiare idea.

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    1. Maryella B. ha detto:

      Anche a me sembrava potesse dare di più: le recensioni che osannavano al capolavoro mi hanno ingannata.

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  2. floriana ha detto:

    La sinossi mi ha incuriosita vista la mia passione sia per il mistero, l’occulto, nonchè di vampiri ma anche perché è uno storico, ma la tua recensione molto chiara ha fugato tutti i dubbi e penso che per il momento passerò

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    1. Maryella B. ha detto:

      Di vampiri non ne troverai, il titolo inganna parecchio e la storia non si inserisce per nulla in questo filone che anch’io apprezzo molto.

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  3. chiccabloglibrintavola ha detto:

    però dai la cosa bella è aver letto un libro un po’ divers dal solito. sul blog di laura poi si trovano molti libri interessanti!

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    1. Maryella B. ha detto:

      Sì, ho faticato un po’ a scegliere perché ero attratta da diversi titoli, poi mi sono buttata su questo sia perché la trama mi ha convinta sia perché lo trovavo su KU

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  4. CHIARA ROPOLO ha detto:

    non è il genere che prediligo e le tue parole me lo confermano

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    1. Maryella B. ha detto:

      Diciamo che le premesse non erano male

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  5. katybooklover ha detto:

    Il genere mi piace ma la tua recensione un po’ mi frena, lo ammetto.

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    1. Maryella B. ha detto:

      A molti è piaciuto, probabilmente è una questione di gusto

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    2. Ludovica ha detto:

      Sei una certezza,sempre,sia nel bene che nel male. Il tuo sguardo attento mi aiuta a saper scegliere! Grazie!

      Piace a 1 persona

      1. Maryella B. ha detto:

        Che dire Ludovica? Grazie per le parole di stima che mi riservi

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  6. La Biblioteca dei Desideri ha detto:

    Mannaggia che peccato! Dalla trama sembrava così promettente! 😦

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    1. Maryella B. ha detto:

      Sì, anch’io ero stata attratta dalla trama

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  7. Non amo questo genere quindi passo.

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    1. Maryella B. ha detto:

      Diciamo che non sono la persona giusta per tentare di dissuaderti da questo proposito 😉

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  8. Erika Lettrice sfuggente ha detto:

    Non mi incuriosiva già dalla trama, la tua recensione mi fa capire che è meglio passare ad altro..

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  9. dolci73 ha detto:

    Non conosco il libro ma non sono per nulla invogliata a leggerlo

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  10. Erica Libri al caffè ha detto:

    Trama e ambientazione sono molto interessanti ed è un peccato che la lettura non sia stata molto coinvolgente

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  11. Eleonora C ha detto:

    Non conoscevo il libro e, sinceramente, non mi attira più di tanto…

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  12. MARA MARINUCCI ha detto:

    ho notato questo libro tempo fa e forse giace sul mio kindle..chissà se fa per me?

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  13. elladilibrielibrai ha detto:

    Non conoscevo né la storia né l’ autrice, ma non m’ ispira proprio!!

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