Spiral, Monica Lombardi

Monica Lombardi

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Monica Lombardi è nata a Novara da padre toscano e mamma istriana. Lavora come interprete e traduttrice freelance. Sposata, madre di due figli, vive da più di trent’anni a Cornaredo, in provincia di Milano, dove si divide tra la scrittura, le traduzioni e il suo ruolo di mamma.
Con Emma Books ha già pubblicato la commedia romantica Three doors – La vita secondo Sam Bolton e la serie romantic suspense GD Team, così composta: Vertigo (romanzo), Nicky (novella prequel), Free fall (romanzo), Alex (novella), Spiral (romanzo), Miriam (novella) e da una Guida, che comprende, tra le altre cose, un racconto di Natale. La serie Stardust, a cui questo romanzo appartiene, è stata inaugurata dal racconto Stardust – L’inizio.
Monica è anche autrice di una serie rosa crime di cui è protagonista il tenente della Homicide Unit di Atlanta Mike Summers. Ha partecipato all’antologia di Emma Books Gli uomini preferiscono le befane e Voci a Matera. Altri suoi racconti sono riuniti nella raccolta Bluegirl e altre storie  Sito ufficiale

 

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Spiral (GD Team #3)

Titolo: Spiral (GD Team #3)

Autore: Monica Lombardi

Edito da: Emma Books

Collana: Romantic Suspense

Serie: GD Team

Data di uscita: 01-01-2015
Genere: Romanzo contemporaneo
Sottogenere: Romantic suspense
Formato: Digitale
Lunghezza: 299 pag.
Voto: 4/5
Descrizione:  Ariel Levy, detto Digger, ha sempre difeso la sua privacy anche dagli altri membri del Team: non è una scelta, è qualcosa che deve fare. La sua famiglia è stata smembrata, due volte, e ora Digger teme che anche quella sorella che, da bambina, teneva il suo cuore tra le mani, possa essere in pericolo. David G. Langdon rientra alla base dopo gli eventi che hanno sconvolto la vita della sua Alex. Il Team è ancora alla ricerca dell’Olandese, sospettato di essere il responsabile dell’attentato in cui anche GD ha rischiato la vita. L’uomo finora senza volto si è macchiato di un nuovo delitto, ma continua a scivolare tra le maglie della rete che il Team cerca invano di stringere attorno a lui, rimanendo nell’ombra. I misteri attorno al Team si infittiscono. Per avere risposte, GD dovrà ancora una volta cercare nel passato, nel suo passato, e trovare nel presente alleati preziosi: una donna sopravvissuta a stento ai suoi due uomini, un soldato in cerca di un modo per curare una ferita forse insanabile. Il mondo del Team è pericoloso, ma può risolvere, può sanare.


Recensione

FarfallaPurpurea
“Scrivere è sentire il mondo che respira” (Cit. Monica Lombardi)
Coralità. Questa la parola chiave per entrare nel mondo di Spiral: coralità è cogliere la completezza; coralità è entrare dentro la storia e farlo dall’ingresso principale; coralità è avvertire che ogni pagina dilata la tua percezione delle emozioni e dei personaggi; coralità non è razionalizzare, centellinare, sottrarre; coralità è prendere tutto. Sentirlo. Sentirsene avvolgere. Questa è la coralità a cui Monica Lombardi ci ha abituati.
Spiral, terzo episodio della serie GD Team, è corale in tutto. Il suo è uno sguardo ampio: fa respirare la totalità di un universo emotivo che si traduce nelle innumerevoli sfumature che l’autrice sa dare a ognuno dei suoi protagonisti. Tutti diversi. Tutti interessanti. Ognuno caratterizzato in maniera piena, vivida. Tutti, nessuno escluso, fluiscono dalle pagine e creano un legame con il lettore che li sente vicini, ne percepisce ogni sensazione e vive i medesimi turbamenti.
Attraverso la sua prosa senza orpelli, che non ha bisogno di artifizi per operare la magia, la riconosciuta regina del Suspense italiano, sa come ammaliarti e lo fa con semplicità, con la più semplice delle formule: sa come rendere VERA la finzione; sa ispirarsi alla vita, sa sintonizzarsi col mondo e con ciò che è racchiuso in ognuno di noi.
Sono le emozioni che vibrano attraverso la sua scrittura e trasmettono un segnale che giunge dritto fino al cuore.
La bravura della scrittrice – qualora ci fossero dubbi – si conferma  attraverso un plot dinamico e complesso, in cui si alternano le vicende di personaggi a noi familiari e di nuovi comprimari che, se all’apparenza sembrano risolvere dei dubbi e dare alcune risposte, spalancano la porta a nuovi e più intricati misteri.
Ma erano gli occhi che parlavano di un uomo fuori dal comune. Occhi piccoli e chiari che sembravano cogliere ogni dettaglio, che parevano in grado di capire anche quello che una persona non avrebbe voluto dire. Potevano far sentire a disagio, quegli occhi, come se di fronte a loro non esistessero segreti.
È il turno di Digger: lo abbiamo atteso mentre Monica Lombardi ci faceva pregustare il suo rapporto con Megan. Ma non è solo il momento in cui lo sguardo si focalizza sul suo presente, è il momento di scoprire il perché della sua riservatezza, entrare nel suo mondo e fare luce su un passato che ha influenzato la sua esistenza. Monica ci farà conoscere la sua famiglia e – ma già lo sapevamo – lo circonderà dell’affetto di tutti i membri del Team quando la vita gli riserverà l’ennesima sofferenza.
«Questa cosa che i maschi quando soffrono devono stare da soli è una stronzata, lo sapete, vero?» Lo sguardo tempestoso si rivolse a turno anche a Jet e Buck, come se fossero tutti ugualmente colpevoli. Senza aggiungere altro, si voltò e uscì in terrazza.
La guardarono scendere verso la spiaggia, in silenzio. Neanche Jet disse nulla. Il dolore del loro compagno era lì, palpabile, tra loro.
In un ritmo serrato di colpi di scena viaggeremo, ci sposteremo, mentre tutto il gruppo entrerà in azione per parare gli attacchi di un nemico temibile e senza identità. E mentre il Team impiegherà tutte le proprie risorse, osserveremo il consolidarsi delle relazioni d’amore già createsi nei libri precedenti – con degli stupendi Buck e Alex, Jet e Nicky ; assisteremo alla nascita di amori che non erano in conto e diventeremo spettatori di complicati legami che chiedono di avere ancora un’occasione.
Monica Lombardi stuzzicherà i sensi, farà ribollire i nostri ormoni – per lo meno i miei giravano come trottole – mentre la tenerezza di una coppia cede il passo  al rude impatto con l’istinto predatore di un uomo che, a un certo punto, prende il sopravvento sul proprio destino di personaggio e – fregandosene delle intenzioni dell’autrice – decide che è anche il suo momento. Un uomo abituato a combattere per vincere; a portare sino in fondo le missioni che gli vengono affidate e che si ritroverà a fare della sua vita la missione più importante.
Addestramento duro, ferrea disciplina. Ma anche l’amore per la sfida e per il rischio che, alla fine, avevano vinto.
E labbra incredibili, incredibili, muscoli come corde d’acciaio, sotto alle sue mani, e la corta barba che le stuzzicava la pelle del viso… Un bacio lento, sensuale, profondo, eppure non poteva pensare di fermarsi solo a un bacio, il calore che era andato aumentando fin da quando lui si era riavvicinato non poteva spegnersi ora che il fuoco si era diffuso ovunque, scacciando il freddo e la solitudine di mesi trascorsi a guardarsi le spalle, ad accumulare interrogativi dopo interrogativi.
Ora, finalmente, una risposta. Stringersi a quell’uomo era la risposta. Irrazionale, certo, eppure lampante come se l’avesse trovata scritta a grandi caratteri su una lavagna.
La tensione cresce attorno al Team, e soprattutto, attorno al suo Leader: è GD il bersaglio dell’uomo noto come l’Olandese. E David Langdon, con la forza del suo carattere, l’integrità che lo contraddistingue e il suo magnetico carisma, non si sottrarrà a quest’ennesima prova; così come non rifiuterà di cogliere ciò che lungo tutti i libri della serie gli è entrato dentro, lo ha conquistato con la forza delle parole, col potente vigore di un’affinità cresciuta momento dopo momento. Lontani ma vicini.  Presi l’uno dall’altro su un livello – quello dell’intesa cerebrale – che ora diventa bisogno di saldare un’alleanza che vada oltre.

Le parole non dette premono per essere pronunciate.    

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