GDL: Rebel. Il tradimento – Commento ai cap. dal 34 al 41

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Il 12 Aprile è ripartito il GDL grazie al quale, insieme alle mie amiche Blogger, sto proseguendo la lettura della trilogia Rebel di Alwyn Hamilton. Dopo aver concluso Rebel. Il deserto in fiamme (Recensione) eravamo tutte impazienti di scoprire cosa ci avrebbe riservato Rebel. Il tradimento, secondo episodio della serie. Qui potete trovare la presentazione del GDL e le informazioni sul titolo.

E oggi, insieme al Blog Made for books – che anche nello scorso GDL è stata mia compagno di tappa –  tocca a me commentare i capitoli che vanno dal 34 al 41.

 

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Si parte e attenzione agli SPOILER

 

Capitolo 34

Era arrivato il momento. Quella notte avremmo liberato il Djinni e Leyla. E in un modo o nell’altro sarebbe stata la mia ultima notte nell’harem…

Tamid è riuscito a estrarre il bronzo che era stato inserito sotto la pelle di Amani, ma niente ha potuto fare per togliere anche il ferro:  era troppo, diffuso in tutto il corpo della ragazza e il rischio sarebbe stato enorme. Dopo la notte in cui è stata eseguita l’esecuzione di Shira i ribelli si sono impadroniti di una parte della città; il sole di Ahmed spicca sui muri di ogni edificio, ma nessuno se la sente di cantare vittoria: l’offensiva del Sultano potrebbe scatenarsi in qualunque momento e Amani non può ancora far saltare la sua copertura. La giovane, abbigliata a festa – bella come mai si era vista – giunge al cospetto del Sultano: si festeggia l’anniversario del colpo di stato e Rahim le svela di aver ricevuto dal padre il compito di sorvegliarla durante la serata. Mentre i due passeggiano in giardino vengono raggiunti da Imin, il piano è quello di liberare Amani e i Djinn, grazie all’esplosivo introdotto a palazzo da Shazad. Anche Sam, travestito da soldato albi, è presente e avrà il delicato compito di mettere in salvo il vero Bandito dagli occhi blu e Shazad, per poi ritornare indietro a prendere Leyla. Hala proverà a portar via Tamid.

Ma è anche il momento di cercare alleati e Amani e Shazad si avvicinano a Lord Bilal, emiro di Iliaz, ma vengono interrotte dall’avvicinarsi del Sultano. Intanto fanno ingresso un gruppo di xichani a seguito del principe Bao: dietro di lui un uomo molto più alto degli altri.

… il suo viso era rivolto verso di me. Come se fossimo legati da un filo invisibile. Come se fossimo i due aghi di bussole gemelle.
Gli occhi di Jin trovarono i miei. Mi sbagliavo. Non aveva il sorriso del padre. Quella piega da farabutto che gli vedevo sulle labbra era tutta sua.

 

Capitolo 35

Il cuore di Amani batte all’impazzata, ma deve farsi violenza per rimanere impassibile. Jin la raggiunge – si finge il traduttore al servizio del principe xichano –  le chiede se le sia stato fatto del male e le parla chiaramente delle proprie intenzioni.

«Sono venuto ad assicurarmi che tu lasci questo posto, stanotte. Anche se non riusciamo a salvare nessun altro, tu vieni con noi. Mi sono spiegato?»

Poco dopo il Sultano li raggiunge e per la prima volta da quando era bambino Jin si trova faccia a faccia col padre: per fortuna riesce a controllarsi e proseguire la farsa. Il Sultano inizia il proprio discorso e Amani e Shazad, guidate da Sam, iniziano la loro fuga: Hala le aspetta per poterle scortare – usando le sue capacità illusorie – dai Djinni.  Ma nella prigione in cui sono tenuti quegli esseri straordinari si trovano di fronte a una scena inaspettata: Leyla ha costruito uno strumento da cui all’improvviso una lama ricade e si conficca sul petto dell’immortale Fereshteh, uccidendolo.

 

Capitolo 36

Dopo aver assistito a quella scena terrificante Amani e i suoi amici scappano. Hala torna indietro per recuperare Leyla, ma nel giardino succede qualcosa di incredibile: le statue di metallo e argilla prendono vita e accerchiano gli ospiti stranieri. Il Sultano ha fatto scattare la sua trappola.

 

Capitolo 37

La gente iniziò a urlare. Molti non riuscirono neanche ad aprir bocca prima che gli Abdal li mettessero a tacere per sempre. I soldati mirajin si schierarono per bloccare la strada a chiunque cercasse di fuggire.

Shazad e rahim iniziano a combattere contro i mirajin e Amani va alla ricerca di Tamid: i piani sono cambiati e bisogna agire di conseguenza. Ma la ragazza ha alle costole tre guardie che non esitano a sparale, poi vede, finalmente Jin, si impossessa della sua pistola e fa fuoco.

Tre colpi in rapida successione. E poi silenzio. Non sparai più, né lo fecero i soldati.
Non li avevo mancati.

Ma il pericolo non è cessato e Amani non può ancora abbandonarsi tra le braccia di jin, come ha desiderato di fare dal primo momento in cui lo ha rivisto: Kadir, fiancheggiato da due Abdal è di fronte a loro. All’improvviso un’esplosione e i due ragazzi ne approfittano per scappare, devono calarsi con una corda dal balcone del laboratorio di Tamid, ma Jin è ferito.I due giovani trovano un momento per concedersi quei baci che tanto hanno desiderato. Solo un momento. Kadir li sta braccando. Amani resta a coprire le spalle a Jin, sperando che riesca a calarsi nel più breve tempo possibile, ma nella stanza giunge anche il Sultano che, però, con una mossa inaspettata uccide il Sultim e poi inizia un discorso delirante. La ragazza capisce di non avere scampo, il Sultano la ucciderà, ma all’improvviso… Jin arrivò sul muro. Afferrò la pietra e si rimise in piedi con un grugnito di dolore, poi mi afferrò alla vita. Si lasciò cadere dall’altra parte, la mano che scorreva sulla corda. E cademmo. Fuori dalle mura del palazzo.
Ero libera

 

Capitolo 38

Jin e Amni si rifugiano in una casa: il ragazzo si toglie la camicia per farsi medicare e Amani vede che attorno al suo braccio porta lo sheema rosso, quello che lei aveva perso. Il giovane credeva che lei lo avesse abbandonato prima di sparire e aveva interpretato la cosa come un messaggio per lui: ancora una volta la mancanza di comunicazione tra i due aveva creato degli equivoci. È il tempo di parlare, chiarirsi e dichiararsi.

Mi importa di te, e tu sei questo posto. Pensavo che avrei dovuto cavarmela da solo, visto che eri così decisa a lasciare questo mondo. Ma poi sei sparita e avrei rivoltato il deserto pur di ritrovarti.

Un bacio disperato li unisce. La passione divampa. Ma l’arrivo di Sam con in braccio una Leyla svenuta interrompe il momento. Seguito da Hala, Shazad – la casa in cui si trovano è quella di suo padre – e Tamid. Manca Rahid che è stato catturato. Attraverso un tunnel raggiungono l’accampamento dei ribelli: Amani ritrova tutti i suoi amici e anche Ahmed.

 

Capitolo 39

Il Sultano ha diffuso una verità diversa sui fatti accaduti la notte precedente: in un discorso costruito ad arte annuncia l’indipendenza del Miraji, dichiara guerra a chiunque tenti di minacciarne i territori, parla della morte del Sultim, caduto per mano dei fratelli traditori e indice nuove gare per scegliere l’erede al trono. Viene indetto un nuovo coprifuoco e gli Abdal pattugliano le strade: l’obiettivo è mettere i bastoni tra le ruote alla rivolta. I ribelli cercano un modo per poter salvare Rahim e l’unica possibilità sembra quella di inviare Imin a palazzo. I rapporti tra Jin e Ahmed sono molto tesi.

Amani va alla ricerca di Jin e si mette a dormire accanto a lui e quando vengono svegliati da Shazad si recano insieme da Leyla che ha deciso di parlare: la ragazza ha costruito un esercito di creature meccaniche e magiche per il Sultano per proteggere Rahim. Tutto è iniziato quando la madre di Leyla aveva costruito una macchina capace di dare energia a tutto il Miraji: la fonte di quell’energia erano gli esseri viventi.

Mio padre ha capito che, se poteva ottenere un simile effetto con una vita mortale, le potenzialità di un immortale sarebbero state illimitate

Fermare quell’esercito infernale è quasi impossibile, bisognerebbe distruggere la macchina ma il rischio sarebbe quello di distruggere anche tutta la città. La speranza è quella di liberare il Djinni e solo Amani – che lo ha intrappolato – potrebbe farlo.

 

Capitolo 40

È il momento di organizzare la controffensiva:  ma diversi sono i problemi che i ribelli dovranno fronteggiare. È necessario un esercito e potrebbero averlo se riusciranno ad allearsi con Lord Bilal; l’esercito, in ogni caso, non sarebbe in grado di fronteggiare creature non umane, questo rende fondamentale che Amani giunga alla macchina e perché accada bisogna attirare altrove il Sultano con una battaglia; Amani però ha ancora nel corpo del ferro, la soluzione sarebbe quella di trovare un Sacro Padre di fiducia, ma i Sacri Padri sono tutti nelle mani del Sultano. Amani è disposta a rischiare anche se Jin è contrario. La giovane parla con Sam, gli dice che secondo lei anche sua zia sarebbe in grado di toglierle il ferro dal fuoco e chiede il suo aiuto.

 

Capitolo 41

I ribelli si recano all’incontro con Lord Bilal: il luogo prescelto è una casa in cui è ospitato anche Fadi, il figlio di Shira. Bilal è pronto a cedere il proprio esercito a una sola condizione, quella di avere una delle loro Demjii come moglie. L’uomo è malato e ha pochi anni di vita davanti a sé: non gli interessa regnare, perché – se anche riuscisse a ottenere un regno – potrebbe farlo per poco. Legare la propria vita a quella di una Demjii, come narra una leggenda, gli consentirebbe di poter prolungare la propria esistenza. Ora la palla passa ai ribelli. Accetteranno le condizioni di Bilal?

 

Commento

Questo libro mi sta dando molte soddisfazioni: non nascondo che i primi 6/7 capitoli non mi avevano entusiasmata, ero un po’ disorientata perché la narrazione non riprendeva da dove si era conclusa in Rebel. Il deserto in fiamme. Mancavano dei punti di riferimento e la cosa mi aveva fatto perdere un po’ di interesse: in fondo non sarebbe stata la prima volta che un autore, dopo aver dato fuoco alle polveri nel primo episodio di una serie, si trovasse ad aver esaurito le munizioni. Ma superato lo scoglio di quei primi capitoli la storia è ripartita a un ritmo sostenuto e la Hamilton ha dimostrato di avere un arsenale più che assortito. Non manca proprio nulla a questo libro: c’è suspense, c’è tensione, c’è uno straordinario lavoro di worldbuilding, c’è una caratterizzazione dei personaggi eccellente e c’è quel pizzico di romanticismo che attendevamo da un bel po’. Posso dire che c’è stato un vero e proprio crescendo, senza mai un momento di stasi o di inutili divagazioni. Non mi sorprendo che molte delle mie colleghe blogger non siano state in grado di fermarsi e rispettare le tappe: io stessa, che mi ero arenata, nel momento in cui ho ripreso la lettura non sono stata in grado di fermarmi e in meno di due giorni ho recuperato lo svantaggio senza alcuna fatica. Ho trovato interessantissimi e molto belli i miei capitoli: Amani è sempre uno straordinario personaggio; ritrovare Jin è stato emozionante e quei brevi momenti di intima connessione tra i due protagonisti hanno fatto palpitare il mio cuore romantico, bello ritrovare tutti i ribelli, assaporare i legami che li uniscono ad Amani, il cameratismo e l’ironia che percorre i loro scambi – come con Hala o Imin . Mi è piaciuto tantissimo Sam, straordinario nel primo incontro con Amani – accaduto prima dei mie capitoli: esilarante la sua pantomima quando la ragazza lo mette in difficoltà con le sue domande sul Bandito dagli occhi blu. E devo dire che anche il Sultano, che era stato solo un fantasma evocato nel primo libro, diventa una realtà  caratterizzata ottimamente. Tante le dinamiche ancora da esplorare e tantissima la curiosità. Sono proprio entusiasta di questo libro che sta superando la, già, soddisfacente prova di Rebel. Il deserto in fiamme.

 

 

 

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Diana Reydych ha detto:

    Quest’autrice è eccezionale! Non ce ne risparmia una.

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  2. CHIARA ROPOLO ha detto:

    concordo con il tuo pensiero, mi è piaciuto un sacco. Questa parte lascia col fiato sospeso

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  3. Alessia Sideri ha detto:

    Condivido tutto, bella tappa e bel libro!!!!

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  4. Giusy P. ha detto:

    Sono d’accordo con te!
    I primi capitoli non mi avevano entusiasmato e avevo paura che il libro alla fine non mi facesse impazzire, invece mi è piaciuto parecchio! Il ritorno di Jin è stato bellissimo e adoro i momenti insieme ad Amani 😍

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  5. Alessia Sideri ha detto:

    Condivido il tuo pensiero, bella tappa e bellissimo libro!

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