(Questa volta leggo #5) Deus Machinae di Thea Harrison

Con piacere torno a partecipare a un’altra delle rubriche nate dalla fervida inventiva di Chiara La lettrice sulle nuvole con la collaborazione di  Dolci.

Ogni mese verrà scelto un argomento e troverete le recensioni sui vari blog partecipanti. Ognuno quindi avrà un titolo diverso, sarà una specie di catena di recensioni, tutte con un comun denominatore.
Ad Aprile il filo conduttore sarà:
Questa volta leggo… un Fantasy
Così ho deciso di parlarvi di Deus Machinae di Thea Harrison, letto all’interno del GDL organizzato su Fb.
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Deus Machinae - Thea Harrison,Laura Di Berardino - ebook Deus Machinae

 Thea Harrison

Genere: fantasy; romance
Serie: Elder Races #5
Descrizione: Prima di incontrare Dragos, Pia Giovanni, mezza umana e mezza wyr, era sola e in fuga. Adesso ha un compagno, è incinta, e si sta dirigendo verso sud per riparare il fragile rapporto tra i wyr e gli elfi. Stare lontana da Dragos è doloroso, ma per il bene del territorio wyr devono capire come riuscire a essere compagni ovunque, non solo in camera da letto.
A New York, Dragos presiede ai Giochi delle Sentinelle ed è preoccupato per la sua compagna, ma sa che trovare due nuove sentinelle è essenziale per mostrare al resto delle Antiche Razze quanto forte e brutale possa diventare il territorio wyr.
Durante lo svolgimento dei giochi, però, i negoziati di Pia con gli elfi subiscono una svolta pericolosa, mettendo a dura prova il suo legame con Dragos e minacciando tutto ciò che hanno di più caro.

Recensione

Maryella B.
Dopo aver salutato il mini corteo di Pia, Dragos tornò volando in città.
Lei gli mancava già, in maniera feroce, e il dolore era così forte da perforargli il petto. Ogni battito d’ala che lo portava più lontano da lei sembrava totalmente sbagliato. Non erano mai stati separati da quando si erano riuniti e accoppiati, il maggio precedente.
Era ora che Thea Harrison tornasse a scrivere come piace a me e, finalmente, riproponesse una storia con tutta quella serie di prerogative che mi aveva conquistata in Il legame del drago (Recensione), primo episodio della Elder Races series.
Dopo quattro libri – tre dei quali avevano deluso le mie aspettative – stavo meditando di abbandonare la lettura della saga. Era diventato difficile entrare in sintonia col carattere assunto dalla cronaca degli ultimi titoli della Harrison: gli intrecci e i personaggi mi apparivano poco ispirati, incapaci di affrancarsi da un destino scialbo e incolore, povero di energia comunicativa e di quel guizzo vigoroso che potesse attrarre la mia attenzione. L’autrice ci consegnava storie che definirei stagnanti: prive di azione, di tensione emotiva, dimesse in termini di dinamiche romantiche ed esclusivamente chiuse nell’ambito ristretto della coppia. Mancava la spinta grintosa attribuita a Il legame del drago da un carattere maggiormente corale dell’impianto scenico e le stesse rappresentazioni dell’amore delineate negli ultimi libri erano quasi disadorne, impantanate in un limaccioso gorgo narrativo che mi faceva sentire sempre più frustrata. E che dire del fatto che i protagonisti di questa serie venissero presentati come esseri antichissimi e dotati di poteri inimmaginabili? Con mio grande sconcerto mi accorgevo che a questa componente della caratterizzazione dei personaggi la Harrison dava ben poco spazio, finendo col perdere l’occasione di attribuire maggiore carisma e mordente ai suoi copioni.
Ma FINALMENTE con Deus Machinae l’autrice riesce ad aggiustare il tiro: ritrova quella scintilla creativa che aveva percorso la storia di Dragos e Pia e rimette ogni cosa al proprio posto. La storia si apre in un momento molto delicato per gli equilibri dei territori delle Antiche Razze e il potente Cuelebre – dopo aver perso due delle fidate sentinelle – sa di dover dare un segnale forte di stabilità, per rimarcare la posizione del territorio wyr rispetto a se stesso e agli altri.
Si trattava di autorità, dell’ostentazione calcolata e sontuosa della ricchezza, e un esercizio di forza cruda e brutale.
I Giochi indetti al fine di trovare chi dovrà sostituire Tiago e Rune impegnano Dragos e gli impediscono di seguire Pia nel viaggio che la porterà a incontrare gli elfi nel tentativo di fare da mediatrice e risanare i precari rapporti tra le due razze. Ma durante la missione qualcosa inizia ad andare storto ed eventi inaspettati mettono in pericolo la compagna della Grande Bestia: una minaccia mette a rischio l’intera esistenza nei Territori.
In un vortice di tensione e azione – le grandi assenti degli ultimi libri – la Harrison riesce a rendere coinvolgente ogni pagina, gioca con destrezza la carta del POTERE, che, finalmente, non viene più millantato ma  diventa protagonista concreto. Intrighi, lotte per la supremazia, avventura e romanticismo si avvicendano e intrecciano secondo una formula perfetta, in cui viene dato spazio sia alla componente fantasy – finalmente un po’ più epica – sia a quella sentimentale, che appare rinnovata e ricca di suggestioni.
Dragos buca le pagine, e non solo per la forza e la potenza che esercita e trasmette, ma, soprattutto, per la sua capacità di entrare pienamente nei meccanismi relazionali: è ancora disorientato da quanto prova per Pia; non sa bene come muoversi, come trovare un equilibrio, ma sa che il suo istinto lo guida verso un unico obiettivo, la felicità della sua compagna. Le istanze di Pia sono la grande priorità di Cuelebre e di fronte a esse, il potente wyr è pronto a smussare gli angoli,  a  dominare la propria natura e a scendere a compromessi. Territoriale, protettivo, dominatore, dotato di estrema integrità Dragos capisce che deve rivedere la propria indole: è un bisogno che avverte in maniera insopprimibile, mentre si rende conto che con Pia sta avendo tutto quello che non avrebbe mai pensato di volere.
Pia gli aveva detto: Quello che sto cercando di sottolineare è che non so come fare a essere la tua compagna.
Altra verità brutale: era lui a non avere idea di come essere il suo compagno, né il compagno di nessuno, per quello che importava.
Lei avrebbe sempre avuto una personalità più arrendevole della sua, vista l’immensa differenza d’età e di esperienza. Oltre che di bontà. Eppure, si stava di nuovo dimostrando la sua migliore maestra perché gli aveva insegnato che era disposta a piegarsi al suo volere quando sentiva che per lui era importante. E quello era un atto, capì, che implicava una profonda fiducia.
Ora era lui che doveva imparare a piegarsi alla volontà di lei quando lei ne aveva bisogno.
E se ho trovato irresistibile questo aspetto di Dragos, ho adorato alla stessa maniera la lungimiranza e il carattere di Pia: donna volitiva, saggia, ironica, tenera ma forte quando è necessario. Insieme sono eccezionali e il legame che li unisce è straordinario, galvanizzato ancora di più dalla presenza di una nuova vita che cresce dentro Pia. Non ricordate di chi parlo?!?!??! Ma del mio MITO! FAGIOLINO! Mi riempie di commozione e gioia infinita quando la Harrison gli dedica spazio: da lui fluisce un’energia che mi prende e conquista. Mi aspetto grandi cose in futuro!
Avevano svegliato il bambino. Pia sentì una presenza invisibile avvolgerle il collo e le spalle, un’innocenza forte e amorevole. Era una versione da sveglia di quello che sognava spesso in quei giorni: il fagiolino che sistemava il suo grazioso, delicato corpo bianco intorno a lei, le ali lunghe e trasparenti chiuse contro di sé. Nessun altro a parte lei riusciva a sentirlo quando lo faceva, nemmeno Dragos. Si mise una mano alla base del collo con un piccolo sorriso.
Non posso che dirmi soddisfatta di questa lettura e spero che il prossimo libro, i cui protagonisti promettono molto bene, continui su questo binario e non ritorni a riproporre le dinamiche scialbe che hanno caratterizzato le storie di Tiago con Niniane e Rune con Carling. Attribuisco quattro stelle e mezzo a Deus Machinae: non do la valutazione massima perché avrei voluto che si desse maggiore spazio allo svolgimento dei Giochi e che l’epilogo fosse stato maggiormente approfondito in modo da farmi vivere un momento importantissimo della vita di coppia di Dragos e Pia. Ma pazienza, la storia è stata ugualmente molto bella.
Vi lascio il banner con gli altri appuntamenti della Rubrica ed estendo, a chi volesse, l’invito a unirsi a noi: ci trovate (Qui)
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12 commenti Aggiungi il tuo

  1. La Biblioteca dei Desideri ha detto:

    Bella la tua recensione ma purtroppo la trama non mi ha attirato per niente. Sarà per il prossimo 😊

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  2. Niente di Personale Blog ha detto:

    Non ho letto nessun volume della serie e non mi pare il caso d iniziare adesso.

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  3. CHIARA ROPOLO ha detto:

    Che bella recensione! Condivido ogni parola, bravissima

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  4. Bacci ha detto:

    Un genere con il quale ho un rapporto conflittuale, riesco a leggerne solo alcuni e di solito non troppo “fantastici”. Ha fatto eccezione solo Il signore degli anelli

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  5. chiccabloglibrintavola ha detto:

    mariella non ci crederai ma abbiamo scelto lo stesso libro 😀
    e mi trovo molto in linea con la tua recensione!

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  6. manuelita70 ha detto:

    Non conosco…

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  7. Lea ha detto:

    Non sono tanto convinta, ma di sicuro è un mio limite. Tutto non posso leggere. 😉
    Lea

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  8. Ludovica ha detto:

    Che entusiasmo! Visto che le mie blogger preferite ne parlano da tempo,dovrò decidermi a leggere la saga! Per forza!

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  9. Grazia ha detto:

    Umh…non conosco!

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  10. Leen Williams ha detto:

    La cover è veramente bellissima, ma non ho ancora letto nessun titolo di questa serie.

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  11. dolci73 ha detto:

    Pia e Dragos ❤

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  12. MARA MARINUCCI ha detto:

    devo leggerla prima o poi

    Piace a 1 persona

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