(Purché sia di serie! #6) Messa in moto: Terreno Pericoloso 5 – Josh Lanyon

Rieccoci al sesto appuntamento con un’idea nata dalla fervida mente di Chiara La lettrice sulle nuvole: Purché sia di serie! è la Rubrica indirizzata a tutte noi lettrici, o anche lettori, che iniziamo delle serie e poi, sia per mancanza di tempo che perché presi da altre novità librarie che non fanno altro che distrarci, non riusciamo a ultimarle. Purché sia di serie! è la soluzione ai nostri problemi: la rubrica ci pone l’obiettivo mensile di leggere un libro appartenente a una saga già iniziata precedentemente ( quindi non prevede la lettura del primo episodio) e poi di recensirlo sul blog senza porre le solite limitazioni degli spoiler che oltre che ben accetti sono, in questo caso, quasi d’obbligo. Se volete unirvi a noi non potrà che farci piacere: raggiungeteci nel Gruppo Facebook dedicato all’iniziativa.

 

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Questo mese ho deciso di continuare la lettura di una serie di cui vi ho già parlato, Terreno pericoloso di Josh Lanyon. Il titolo del libro è Messa in motoQui potete leggere la recensione a Corsa mortale, l’episodio che lo precede.

 

Messa in moto: Terreno Pericoloso 5 di [Lanyon, Josh]Messa in moto: Terreno Pericoloso 5

Recensione

Maryella B.
Un minuto prima tutto stava andando bene. Un minuto dopo il lavoro era andato a puttane. Rapidamente.
Messa in moto è il quinto titolo della serie Dangerous Ground: pubblicato in Italia nel 2014, ripropone le vicende di Taylor MacAllister e Will Brandt, agenti speciali del Dipartimento di Sicurezza Diplomatica, che nel libro precedente hanno scelto di dare una svolta alla loro vita professionale – ma anche privata – decidendo di mettersi in società e avviando un’impresa autonoma che operi, sempre, nel settore della sicurezza. Purtroppo le cose non vanno per il meglio, il lavoro non decolla e i problemi economici connessi a questa difficoltà di certo non aiutano. Taylor è molto insicuro, mette in discussione la scelta operata a Parigi, una scelta che Will ha quasi imposto a entrambi allo scopo di iniziare finalmente a vivere con pienezza la loro relazione e, addirittura, si spinge a proporre di provare a riavere il precedente lavoro: l’alternativa sarebbe quella di chiedere un aiuto finanziario al patrigno, cosa che per MacAllister sarebbe un boccone troppo amaro da buttare giù. Brandt non prende bene l’atteggiamento disfattista di Taylor e per staccare la spina, visto che al momento sul fronte professionale non ci sono nuovi ingaggi, pensa di tornare a casa e approfittarne per passare un po’ di tempo col fratello, che, arruolatosi nei marines, è in licenza per dieci giorni. Ma l’uomo non ha tenuto in considerazione il particolare che la sua famiglia – nella fattispecie il fratello – non è mai stata messa al corrente della sua omosessualità  e che nessuno sa della relazione con Taylor. Però Will non riesce a dare una delusione al compagno, che tenta di non metterlo in difficoltà proponendo di non seguirlo in Oregon.
“Questo non significa che io debba venire nell’Oregon con te. Se vuoi andare a casa da solo, va bene. Ho un sacco di cose da fare qui.” […]
[…] Will lo osservò e sentì uno strano vuoto nel petto. Un tuffo al cuore.
Quello sguardo negli occhi di Taylor… era l’inizio della delusione? Forse… disincanto?
No.
No, poteva sopportare che Taylor gli desse sui nervi da qui all’eternità prima di dover sopportare un secondo di Taylor che si sentiva deluso e disincantato nei suoi confronti.
“Che cosa? Parli seriamente? Cazzo, io voglio che tu venga!” Disse Will con tanta convinzione che quasi quasi ci credette anche lui.
Messa in moto è un libro in cui la componente suspense è meno marcata rispetto ai precedenti: maggiore spazio viene riservato alle dinamiche interpersonali dei protagonisti, che, non è una novità, si trovano ancora una volta a doversi muovere in una situazione di equilibrio precario; non è facile superare le insicurezze, abbandonarsi totalmente all’altro ed evitare che i contrasti sul lavoro non influiscano sul loro rapporto. A questo si aggiunge l’impasse di mantenere un basso profilo riguardo al legame che li unisce, cosa che Taylor mal digerisce, ma che è pronto ad affrontare pur di dare un sostegno a Will: i problemi sorgono in particolare quando Grant, fratello di quest’ultimo, capisce la verità e non riesce ad accettarla. Il tutto viene ulteriormente complicato dall’inaspettata intrusione di altri personaggi che movimentano un po’ le giornate dei due ex agenti, aggiungendo un po’ di azione a una vicenda di per sé abbastanza tranquilla su questo fronte.
Questa non è la storia che preferisco tra quelle appartenenti alla serie, c’è meno suspense  e ho sentito anche dal punto di vista sentimentale una mancanza di intensità che mi aveva, maggiormente, avvolta in Corsa mortale: un’intensità non certo viscerale o particolarmente travolgente – non sarebbe nello stile della Lanyon –  ma fatta di dolcezza e tenero sentire, di placida passionalità, in cui venivano delicatamente sondati gli aspetti di un amore ancora da consolidare, che, però, già, si avvertiva puro e tangibile. Non sono riuscita a cogliere tutte le sfumature di un legame appassionante, capace di rendere quasi corporeo il fluire di quell’energia emozionale che circola tra i due amanti, anche se la relazione sta acquisendo maggiore stabilità e la coppia sta indubbiamente crescendo.
“La cosa principale, quella importante per tutti e due è ciò che abbiamo già. Noi siamo insieme. E fino a che noi siamo insieme, noi andiamo bene. E se andiamo bene noi, allora veramente tutto va bene.”
Will rimase in silenzio per un momento. Alla fine disse, “Questo è bello, Tay.”
Probabilmente non aiuta la brevità del romanzo che si spinge poco oltre le cento pagine: difficile un approfondimento completo quando gli spazi risultano un po’ angusti, tuttavia resta sempre bello ritrovare personaggi conosciuti, ritrovarne le dinamiche, assaporarne le imperfezioni e lasciarsi trasportare dal tepore rassicurante di sentimenti e legami sinceri; è bello assistere al modo in cui un padre – con garbo e sobrietà – riesce a dimostrare la misura dell’affetto per un figlio.
Nel complesso non posso che definirla una storia gradevole, resa maggiormente godibile dal fatto che ci proponga dei meccanismi in evoluzione. Pensavo che questo episodio fosse quello conclusivo della serie, ma Goodreads ci informa che l’autrice sta lavorando al sesto libro. Io assegno tre stelle e mezzo a questa lettura e, come sempre, ringrazio Dolci Le mie ossessioni librose-. per il banner della Rubrica e vi invito ad andare a scoprire come se la sono cavata le mie compagne d’avventura.
L'immagine può contenere: testo

 

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6 commenti Aggiungi il tuo

  1. CHIARA ROPOLO ha detto:

    se c’è poca azione appassiona meno, ti capisco. Questa serie mi incuriosisce sempre quando ne parli

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  2. Al contrario di Chiara io non ne sono attratta per niente. E direi meno male perché non saprei dove trovare il tempo per leggerla.

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  3. Ludovica ha detto:

    Continui a tentarmiiiiiiiii😖😖😖😖😖

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  4. manuelita70 ha detto:

    Non lo conosco

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  5. chiccabloglibrintavola ha detto:

    io concordo con Chiara, il leggere le tue recensioni su questa serie mi incuriosisce davvero tantissimo. prima o poi proverò a leggerla anche io!

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  6. Sorairo ha detto:

    Al momento non ne sono troppo attirata, riconosco che non sembra male. Come sempre mai dire mai, a meno che non si parli di After, per esempio XD

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