Il giardino di bronzo – Gustavo Malajovich

9788893901383_0_221_0_75Il giardino di bronzo

Gustavo Malajovich

Traduttore: P. Marchetti
Editore: SEM
In commercio dal: 21 marzo 2019
Genere: Romanzo contemporaneo
Sottogenere: Suspense; Thriller; Giallo
Pagine: 505 p.
Descrizione: Fabiàn Danubio è un architetto insoddisfatto del proprio lavoro e del suo matrimonio, con una moglie che soffre di una forte depressione. La figlia di quattro anni è il più grande amore della sua vita. Un giorno la bambina e la baby sitter scompaiono mentre stanno andando a una festa di compleanno. L’unico indizio è una frase che la piccola ha detto al padre qualche giorno prima su un misterioso “uomo del giardino”. Fabiàn si ritrova così in un incubo che durerà per anni. Allo shock iniziale si sostituisce la speranza, che lentamente si trasforma in delusione e in senso di impotenza. In una Buenos Aires dove la polizia è corrotta, la disperazione diventa il motore che muove le azioni del protagonista. Con l’aiuto di uno stravagante detective privato, dalla mente acuta e dotato di pensiero divergente, Fabiàn scava dove in apparenza sembra non esserci nulla trovando una sottile traccia da seguire. La vicenda copre l’arco di un decennio, durante il quale le ricerche della bambina, tra piste false e poliziotti inefficienti, arrivano a un punto morto. Una battaglia infinita contro un sistema cinico e corrotto che diventerà l’unica ragione di vita di un padre che dalla metropoli si spingerà nell’Argentina più rurale e misteriosa in un viaggio dentro un orrore incomprensibile.

Recensione

Maryella B.
Maryella B. – proprietaria del Blog Le Trame del destino: Libri e dintorni – è anche redattrice presso MilanoNera: la presente recensione è stata  pubblicata in precedenza su MilanoNera e solo in seguito inserita legittimamente nel Blog, in quanto spazio letterario proprio dell’autore della recensione. 
In seguito avrebbe ricordato quella sensazione, quei secondi che fecero la differenza, quell’istante che intuiva de-cisivo senza sapere bene perché. Tempo dopo, ormai spro-fondato nel buio del proprio dolore, gli sarebbe tornata in mente spesso quell’impressione che gli era rimasta appicci-cata addosso per tutto il giorno e che non era solo la voglia di condividere qualcosa con Moira, né il senso di colpa per la discussione della sera prima con Lila. C’era qualcosa di più, ma se era stato un segno premonitore, o una percezione che aveva trasceso il presente, Fabián non lo aveva avvertito chiaramente sul momento. Era stato come ascoltare l’eco di un suono già spento, intuire l’ombra di qualcosa che non si riusciva a vedere.

Non è semplice la vita di Fabiàn Danubio: un matrimonio infelice, segnato dalla profonda crisi depressiva di cui  soffre la moglie e un lavoro di architetto, che non riesce ad appagarlo, sono i problemi con cui ogni giorno deve confrontarsi. Mentre si trascina tra le ansie  di un’esistenza tormentata, il cui unico ristoro è rappresentato dall’amore per Moira, la figlioletta di quattro anni, non immagina che il precario equilibrio che sta cercando di tenere verrà stravolto da eventi angoscianti che lo proietteranno in un vero e proprio inferno. In un attimo i fantasmi che ne turbano le giornate saranno spazzati via dal dolore più grande, la scomparsa della sua bambina: la piccola, accompagnata dalla babysitter, non giunge mai alla festa di compleanno a cui era stata invitata. Di entrambe si perde ogni traccia e la polizia, incaricata di svolgere le indagini, brancola nel buio. Ma Fabiàn è destinato a non trovare pace perché un’altra, inaspettata, prova lo aspetta al varco: il suicidio della moglie. Sconvolto dagli eventi, il protagonista dovrà fare i conti con la disperazione crescente legata al desiderio di conoscere la verità sulla sparizione della figlia: purtroppo l’attività investigativa si è arenata, non emerge nessun nuovo indizio e le speranze di ritrovare Moira si affievoliscono ogni giorno di più.

Per Fabián era cambiata la percezione del tempo. I primi giorni erano stati uno shock, ma ciò non vuol dire che fossero passati in fretta. L’unica cosa chiara era che il tempo procedeva lentissimo causando un’enorme sofferenza. Quando riusciva a isolarsi dal dolore, come se riemergesse dall’acqua per prendere fiato, si rendeva conto che il tempo passato era sempre troppo poco.

La situazione sembra uscire dall’immobilismo, a cui si pensava di non poter trovare soluzione, quando un investigatore bussa alla porta di Fabiàn: deciso ad assicurarsi l’ingente ricompensa promessa per il ritrovamento della bambina, l’uomo ritiene di poter colmare le lacune dell’indagine condotta dalla polizia. Troppe le piste trascurate e troppa la superficialità con cui è stato trattato il caso. La speranza torna ad animare il cuore di Fabiàn: in qualche maniera la strategia del detective trova una traccia tangibile da seguire e porta a delle scoperte concrete, ma la verità è ancora molto lontana, avvolta da un segreto scabroso e inimmaginabile e insabbiata da insospettabili mani che hanno operato nell’ombra. Molti anni dovranno ancora passare per riuscire a imboccare la pista giusta e giungere alla soluzione del mistero.

Il giardino di bronzo, primo episodio di un’interessante serie noir con protagonista Fabiàn Danubio – già divenuta una fiction Netflix – segna l’esordio letterario dell’autore nel genere poliziesco ed evidenzia, con grande efficacia, le qualità di sceneggiatore di Gustavo Malajovich, puntando il focus sui tratti essenziali della storia, caratterizzando in maniera fluida i personaggi che calcano la scena, ricreando accuratamente un’ambientazione suspense che accompagna il lettore per tutto lo svolgersi della narrazione. Una scrittura descrittiva e attenta che – a parte alcuni momenti in cui conosce una lieve stasi – propone una serie di imprevedibili colpi di scena che trovano conclusione in un finale tanto potente quanto inaspettato.

È un viaggio negli orrori dell’esistenza quello che Gustavo Malajovich ci consegna, un itinerario cupo e ferale che percorre le controverse rotte dei più abbrutiti recessi dell’animo umano, mentre svela, senza filtro alcuno, una morale fiacca. Colma di mostruosità e miserie, ma, al contempo, mostra la prepotente grandezza dei sentimenti più autentici e il dispiegarsi di un legame che sopravvive al tempo, sfidando le probabilità, aggrappandosi alla speranza: è quell’amore, il trasporto di un padre per la figlia, che impedisce di rassegnarsi e dimenticare, di andare avanti e non voltarsi più indietro. Fabiàn tornerà a scavare, attaccandosi al più debole degli indizi e provocando un antagonista spietato e infido, che ha già mostrato di non fermarsi di fronte a nulla.

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. chiccabloglibrintavola ha detto:

    davvero è anche su netflox? molto interessante!

    Mi piace

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