Rebel. Il deserto in fiamme – Alwyn Hamilton

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Come anticipato nel post di presentazione del GDL (Qui), organizzato da Chiara La lettrice sulle nuvole, il 5 Aprile si conclude il cammino alla scoperta del primo libro della trilogia di Alwyn Hamilton: oggi è il giorno in cui tutti i Blog partecipanti pubblicheranno la recensione di Rebel. Il deserto in fiamme sul quale abbiamo, via via, espresso il nostro pensiero sia sul Gruppo Facebook  dedicato che nelle varie tappe in cui veniva fatto il punto della situazione.

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Se avete voglia di un riepilogo potete leggere tutte le tappe.

Link ai Blog partecipanti

 

8bf31-81utw8x2f1lRebel. Il deserto in fiamme
Autrice: Alwyn Hamilton
Pagine: 272
Casa editrice: Giunti Editore
Genere: Fantasy
Descrizione: Amani non ha mai avuto dubbi: è sempre stata sicura che prima o poi avrebbe trovato una via di fuga dal deserto spietato e selvaggio in cui è nata. Andarsene è sempre stato nei suoi piani. Quello che invece non si aspettava era di dover fuggire per salvarsi la vita, in compagnia di un ricercato per alto tradimento. Tiratrice infallibile, per guadagnare i soldi necessari a realizzare il suo sogno Amani partecipa a una gara di tiro travestendosi da uomo. Tra gli avversari, il più temibile è Jin, il misterioso e affascinante Serpente dell’Est. Troppo tardi Amani scoprirà che Jin è un personaggio chiave nella lotta senza quartiere tra il Sultano del Miraji e il figlio in esilio, il Principe Ribelle. Ormai nota come il Bandito dagli Occhi Blu, Amani dovrà scappare con Jin attraverso un deserto durissimo e meraviglioso, popolato di personaggi e creature stupefacenti: i bellissimi e pericolosi Buraqi, fatti di sabbia e vento ma destinati a trasformarsi in magnifici destrieri per chi abbia l’ardire di domarli; i Djinni, capaci di evocare straordinarie illusioni; e ancora, indomite donne guerriere dalla pelle color oro e spietati skinwalker che divorano gli umani per assumerne le sembianze… Quando Amani e Jin si troveranno di fronte alle rovine di una città annientata da un fuoco di calore innaturale capiranno che la posta in gioco è più alta del loro destino. E il Bandito dagli Occhi Blu dovrà decidere se fidarsi del Serpente dell’Est e unirsi alla rivoluzione del Principe Ribelle…

Recensione

Maryella B.
Amani non ha mai avuto dubbi: è sempre stata sicura che prima o poi avrebbe trovato una via di fuga dal deserto spietato e selvaggio in cui è nata.

Dopo l’esperienza con la trilogia di Laini Taylor, nei confronti della quale ho maturato una poco amichevole avversione, l’incontro con la storia di Amani è stata una vera e propria ventata d’aria fresca. In Rebel. Il deserto in fiamme Alwyn Hamilton, al contrario della sua collega, non è in alcun modo inciampata in quelle sbavature – per usare un eufemismo – che mi hanno reso pesante e insostenibile la lettura della saga della Chimera di Praga.

Un ritmo sostenuto, un’apprezzabile sobrietà – che non è, però, avarizia – nel concedere informazioni, un soddisfacente lavoro di worldbuilding, una caratterizzazione dei personaggi coerente e una cura del plot adeguata sono tutte prerogative che il primo episodio di questa serie non disattende: le pagine scorrono piacevolmente, senza mai  risultare sovraccariche di descrizioni o aneddoti che non siano totalmente organici e mirati. Tutto è amministrato con quella che mi piace definire come “onestà narrativa”, cioè quell’attitudine coscienziosa capace di offrire al lettore un’esperienza godibile, efficiente e non certo farraginosa; una franchezza immediata nel rendere disponibile il materiale che si intende trattare, che si traduce nell’abbandono di qualsivoglia esercizio di stile teso a colmare le lacune in termini di idee concrete e fattive. E senza dubbio Alwyn Hamilton non bara, non confonde le acque gettando fumo negli occhi di chi legge, non divaga inutilmente e consegna una storia che si avvale di un’intenzione tanto lineare quanto leale, non venendo meno ai propri doveri nei confronti del pubblico. Forse le si potrebbe imputare il peccato veniale di essere stata un po’ parsimoniosa in alcuni passaggi dove avrebbe magari potuto soffermarsi un po’ di più, ma il progetto, nonostante queste perdonabili pecche, regge e risulta convincente e pulito. Di sicuro non potremo parlare di capolavoro, ma è impossibile ravvisare alcuna “scorrettezza fraudolenta”, tesa a gabbare i lettori.

Interessante è il tessuto su cui l’autrice imbastisce il proprio copione: un’ambientazione in cui confluiscono, senza attriti o forzature, numerose leggende e suggestioni legate all’immaginario e alla cultura islamica e pre-islamica,  basti pensare alle figure dei Djinn, ricalcate dalla mitologia araba,  e al riferimento, abbastanza ovvio, dell’uso di una parola d’ordine per aprire un varco in una parete rocciosa che richiama la fiaba di Alì Babà e i quaranta ladroni. Uno scenario senza dubbio affascinante che si pone come perfetto sostegno dell’intera storia, del tutto integrato nella narrazione ed elemento essenziale per dare consistenza a ognuna delle altre componenti dell’intreccio: gli stessi personaggi e anche le vicende narrate ne sono un’estensione e risultano più convincenti anche grazie a queste connotazioni.

Ho trovato una buona caratterizzazione dei personaggi, sia protagonisti che secondari, e, senza dubbio è facile cogliere le virtù o i difetti che ognuno interpreta. Amani è un’eroina che porta con sé una gamma di qualità positive: coraggiosa, integra, volitiva, capace di relazionarsi agli altri e di creare legami sinceri. Mi è piaciuto molto  il rapporto tra lei e Jin, per quando a un certo punto della narrazione quest’ultimo sia diventato un attore un po’ marginale e sia venuto meno un importante momento di confronto dovuto ai cambiamenti affrontati negli ultimi capitoli. I dialoghi sono sempre adeguati e ben costruiti e sono piacevoli le sorprese che l’autrice sa riservare al suo pubblico, così come ammiro – ma questa non è una novità – che il libro si animi di molteplici messaggi positivi, che prendono vita da ideali come l’eroismo, il sacrificio per una causa meritevole, la lealtà verso i legami affettivi, il coraggio e l’abnegazione. Se andate alla ricerca di un fantasy non impegnativo e scorrevole per trascorrere alcune ore della vostra giornata, questo potrebbe essere il libro che fa al caso vostro. Io assegno quasi quattro stelle.

8 commenti Aggiungi il tuo

  1. Tutto sommato mi è piaciuto, anche se all’inizio i primi capitoli mi avevano demoralizzato.

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  2. Sorairo ha detto:

    Questa lettura l’ho trovata emozionante tanto ora quanto qualche anno fa! Alwyn Hamilton ci sa proprio fare!

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  3. CHIARA ROPOLO ha detto:

    sono contenta che ti sia piaciuto, anche io l’ho apprezzato anche se mi è mancato qualcosa

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  4. Eleonora C ha detto:

    Ho amato questo primo volume e mi dispiace aver aspettato tutto questo tempo prima di leggerlo!

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  5. dolci73 ha detto:

    Bello bello bello, ho detto bello?

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  6. chiccabloglibrintavola ha detto:

    mi è piaciuto tantissimo, davvero una ventata d’aria fresca. ci voleva e adesso manca poco per ricominciare!

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  7. Ludovica ha detto:

    La tua recensione,come sempre,è stata obiettiva esaustiva e poetica!!! Pienamente d’a Con te

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