(Tu leggi? Io scelgo! 9#) Eleanor Oliphant sta benissimo – Gail Honeyman

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Rieccoci a quello che per il Blog è il nono appuntamento con la Rubrica Tu leggi? Io scelgo! L’iniziativa nasce da un’idea di Rosaria del Blog Niente di personale e di Chiara La lettrice sulle nuvole. e consiste nel leggere un libro recensito da un’altra blogger partecipante: a Marzo mi è toccato in sorte di scegliere tra le letture del Blog Scheggia tra le pagine di Deborah.  Dopo un’attenta sbirciata ho deciso che anche questa volta avrei approfittato per leggere un’autrice che mancava nella mia lista: Gail Honeyman con il suo Eleanor Oliphant sta benissimo. (Qui) potete trovare la recensione che mi ha convinto.

Vi lascio anche il calendario del mese di Aprile.

 

 

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Eleanor Oliphant sta benissimo - Gail Honeyman - copertina Oliphant sta benissimo

Gail Honeyman    

Traduttore: S. Beretta
Editore: Garzanti Libri
Genere: Narrativa contemporanea
Anno edizione: 2018
Pagine: 352 p.
Descrizione: Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo.
Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno alla mia scrivania e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata dalla prigione. Da mia madre. Dopo, quando chiudo la chiamata, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto.
E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo.
O così credevo, fino a oggi.
Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E questo ha cambiato ogni cosa. D’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie stesse paure, e non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene. Anzi: benissimo.
Gail Honeyman ha scritto un capolavoro. Un libro che a detta di tutta la stampa internazionale più autorevole rimarrà negli annali della letteratura. Un romanzo che per i librai è unico e raro come solo le grandi opere possono essere. I numeri parlano da soli: venduto in 35 paesi, per mesi in vetta alle classifiche, adorato sui social dalle star del cinema più impegnate, vincitore del Costa First Novel award, presto diventerà un film. Una protagonista in cui tutti possono riconoscersi. Perché spesso ci si rifugia nella propria realtà per non vivere quello che c’è veramente fuori. In quel riparo si crede di stare benissimo, ma basta una folata di aria fresca per capire che troppo è quello che si sta perdendo.

 

Recensione

Maryella B.

Che meraviglia questo libro! E che meravigliosa protagonista è l’eroina tratteggiata dalla penna di Gail Honeyman! Dopo avere superato i primi capitoli – che hanno svolto una funzione che definirei orientativa ma essenziale per cogliere pienamente ogni gradazione dell’universo in cui si muove Eleanor Oliphant – questi sono stati i pensieri che mi hanno accompagnato per tutta la lettura. Una voce narrante che ha un che di ipnotico. Ti accarezza. Ti blandisce. Sa come stordirti con le voluttuose sfumature del suo singolare carattere, ma sa anche come afferrarti le viscere. Scuoterti nel profondo e rubarti una lacrima.

Eleanor è diversa da tutti, ne è consapevole, o forse, vive più nella consapevolezza della diversità altrui. Avvolta dal tepore rassicurante e consolatorio delle proprie convinzioni e di una routine che la rende serena, ha trovato un equilibrio e pensa di essere feliceHa bisogno di credersi felice. Ciò che ha e fa le basta. Non le serve nient’altro. Ma è sufficiente un nulla perché le sue incrollabili certezze sul resto del mondo e su se stessa si sgretolino come il più precario dei castelli di carte: bastano un paio di eventi che non hanno niente di eccezionale, ma sono in grado di scardinare le fondamenta della sua composta esistenza.

Alcune persone – i deboli – hanno paura della solitudine. Ciò che non riescono a comprendere è che possiede qualcosa di molto liberatorio: una volta che ti rendi conto di non avere bisogno di nessuno, puoi prenderti cura di te stesso. Il punto è questo: è meglio prendersi cura solo di sé stessi. Non puoi proteggere gli altri, per quanto ci provi. Ci provi e fallisci – e il tuo mondo ti crolla addosso, brucia e si riduce in cenere.

Non ha mai avuto un amico, non ha mai ricevuto una carezza o una confidenza, non ha mai ricevuto un invito né ha mai ospitato qualcuno nella sua casa, Eleanor; ha badato bene a mantenere degli spazi rigidi e sovrabbondanti tra lei e qualunque persona; ha ossessivamente organizzato entro rigorosissimi schemi emozioni e gesti. E all’improvviso inizia un cambiamento; un cambiamento che lei, con cautela ma estremo desiderio, è pronta a cavalcare; un cambiamento che coinvolge non solo le sue azioni, ma tutta la sua vita. Attraverso un percorso graduale, ma inesorabile, quelli che per una persona – non per lei – sono istanti di ordinaria quotidianità la portano a mettere in discussione quelle certezze a cui si era aggrappata. Quella presunta felicità era l’altra faccia di una solitudine angosciante, di una sofferenza che era necessario tenere a bada per non rimanerne schiacciata. O peggio ancora, distrutta. Eleonor è una sopravvissuta e come tale non riesce a fare i conti con i sensi di colpa che la dilaniano. Non riesce a perdonarsi e così preferisce chiudere queste emozioni in un luogo sigillato della mente e del cuore. Non sa come perdonarsi perché non sa che non ha nulla da perdonarsi.

Non avevo nessuno ed era insensato desiderare che fosse altrimenti. Dopo tutto non era più di ciò che meritavo. E, in fin dei conti, stavo bene, bene, bene.

Eleanor Oliphant sta benissimo è  una riflessione amara e commovente su un’anima in pena nella quale ognuno di noi potrebbe riconoscere se stesso, ma, al contempo, non manca di essere  uno straordinario percorso di ritorno alla vita, di tenace resilienza, di luminosa speranza. A volte basta un nulla per aggiustare il tiro: bastano piccoli aggiustamenti, basta trovare la predisposizione per aprirsi al mondo  ed essere pronti a farsi  sorprendere  da un’esistenza che ha per noi grandi progetti.

È un racconto che non brucia le tappe quello che prende vita nelle pagine di questo libro; una storia che con parsimonia, ma non certo con avarizia,  gestisce gli eventi e le rivelazioni. Ogni tassello viene collocato con precisione nel tempo e nello spazio narrativo: non ci sono sprechi, non esistono manchevolezze, ma solo un progetto assolutamente funzionale, che parola dopo parola, in un crescendo emozionale carico di prepotente energia comunicativa, completa il quadro e trascina in un copione in cui umano sentire, fragilità, coraggio, fame di vita e di amore rimbombano con la stessa intensità di un’esplosione. È spiazzante trovarsi a dover cogliere la complessità che si nasconde dietro a quelle relazioni che, spesso, si danno per scontate e si resta immobili e agghiacciati quando si viene investiti dalla consapevolezza che certi legami vengono violati. Violentati e offesi. Che chi dovrebbe prendersi cura di noi si rivela il nostro più terribile aguzzino. Ma è meraviglioso scoprire quanto possa essere semplice aprirsi a nuove dinamiche interpersonali e questo l’autrice ce lo fa vivere, in modo assolutamente perfetto, grazie a tutti i personaggi che entrano in scena e coi quali la protagonista inizia a confrontarsi. Raymond, addetto all’helpdesk, diventerà un compagno irrinunciabile, straordinario, empatico, solidale e affidabile e rappresenterà il primo scossone  per gli incrollabili “pregiudizi” di Eleanor, retaggio dell’indottrinamento portato avanti da una madre anaffettiva e violenta.

Era di poco più alto di me e indossava scarpe da ginnastica verdi, jeans della misura sbagliata e una maglietta con la vignetta di un cane coricato sopra la cuccia, tesa sopra una pancia in espansione. Aveva capelli rossicci chiari tagliati corti nel tentativo di nascondere il fatto che si stavano assottigliando e diradando, e una barbetta bionda stopposa. Quel che si vedeva della sua pelle, sul viso e sul corpo, era molto rosa. Una definizione si affacciò alla mia mente: sembrava un maiale.

Perché Eleanor vede tutto ciò che la circonda, e giudica anche se stessa, attraverso il severo e inappellabile giudizio della voce materna: non esistono sconti per nessuno, eppure qualcosa piano piano si incrina quando si superano le apparenze e si consente agli altri di farsi conoscere realmente, Così quel giogo costante che l’ha tenuta schiava inizia a cedere di fronte a nuove esigenze e insopprimibili bisogni. È la libertà l’obiettivo da raggiungere: una libertà emotiva, interiore, una libertà che non si pensava di voler vivere, ma che a un certo punto pretende di essere afferrata. Eleanor con l’autenticità delle sue reazioni, col pragmatismo che la anima, ma col suo essere ingenuamente – deliziosamente e penosamente – disincantata conquista il lettore, lo mette di fronte a una serie di messaggi che non possono essere ignorati e lo fa non trascurando di farsi interprete di tutte le innumerevoli colorazioni con cui la vita si manifesta, passando da un registro malinconico a uno ironico, alternando chiaroscuri a  tonalità più dolci e luminose, amministrando un avvicendamento rigoroso di momenti carichi del più tormentato affanno con altri segnati da sublime commozione. Non voglio aggiungere altro – anche se con le mie parole ho semplicemente toccato la punta di un iceberg – se non che questa è una lettura a cui assegno cinque stelle piene. Non potete perderla.

16 commenti Aggiungi il tuo

  1. La Biblioteca dei Desideri ha detto:

    Ho letto pareri sempre positivi su questo libro quindi mi sa che mi dovrò decidere a leggerlo! Grazie per la recensione 🙂

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    1. Ludovica ha detto:

      Hai detto bene Mariella: Eleanor è in grado di scuotere anima/cuore/mente! Mi ha scombussolato parecchio,ma mi ha anche emozionato e fatto riflettere non poco!

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  2. Di questo libro ho letto pareri discordanti, sono molto curiosa e voglio recuperarlo!

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  3. CHIARA ROPOLO ha detto:

    ho in lista questo libro da quando è uscito. L’ho anche già comprato e credo che le tue parole siano proprio la spinta giusta per leggerlo a breve

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  4. floriana ha detto:

    E’ la seconda recensione positiva che leggo di questo romanzo, che non conoscevo, anche questa molto esaustiva, ma non riesco a sentirlo ancora come probabile lettura

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  5. Sono felice che il libro ti sia piaciuto. Anche io l’ho adorato 🙂

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  6. chiccabloglibrintavola ha detto:

    ho il romanzo sul kindle da quando è uscito ma ancora non l’ho letto. devo sbrigarmi proprio ne parlate tutti troppo bene

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  7. Come già detto mi hanno parlato di questo libro come un libro lento e a tratti pesante. Non avendolo letto non so quanto sia vero ma per il momento non sono attratta dalla lettura.

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  8. Erica Libri al caffè ha detto:

    Anche io ho letto lo stesso libro questo mese!! Però non mi ha preso ugualmente: molto interessante la storia, la protagonista, poi, è davvero unica e merita, ma la narrazione , per me, è troppo lenta, non ci sono colpi di scena, forse è tutto troppo pesato ed incastrato alla perfezione.

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  9. Stefania Crepaldi ha detto:

    Ecco la prova concreta che questo libro o piace tantissimo o non convince. Insomma, la mia curiosità è aumentata ulteriormente, quindi lo leggerò presto. 🙂

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  10. dolci73 ha detto:

    Questo libro mi incuriosisce ma proprio i pareri discordanti mi frenano

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  11. katybooklover ha detto:

    Non è la prima volta che mi capita di leggere pareri così entusiastici di questo libro, sono felice che ti sia piaciuto.

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  12. Eleonora C ha detto:

    Ho letteralmente amato questo libro,
    tanto che una volta finito di leggerlo ne ho sentito subito la mancanza, come se avesse lasciato un vuoto dentro di me.

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  13. Francesca ha detto:

    Ultimamente mi sto appassionando maggiormente a questo genere di romanzi. Ne ho appena concluso uno e non mi dispiacerebbe immergermi in questa lettura che a quanto pare lascia molti pensieri e riflessioni al lettore.

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  14. elladilibrielibrai ha detto:

    Anche a me è piaciuto molto questa storia e spero di leggere qualcosa altro di questa scrittrice !

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  15. MARA MARINUCCI ha detto:

    prima o poi devo riuscire a leggerlo

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