Quello che i tuoi occhi nascondono. Cinque sensi – Serena Nobile

9788869051999_0_0_300_75Quello che i tuoi occhi nascondono. Cinque sensi

Serena Nobile

Genere: Romanzo contemporaneo
Sottogenere: Romanzo rosa
Pagine: 332 p.
Descrizione: Bianca ama guardare il mondo attraverso l’obiettivo della sua Reflex, cogliere suggestivi scorci delle vie romane e fuggevoli istanti delle vite altrui. Una sera, mentre sta scattando fotografie sui gradini di un negozio chiuso, si avvicina un ragazzo. Poche parole sussurrate, istanti di fuoco e poi solo la curva seducente e perfetta delle sue spalle impressa sulla pellicola, unico ricordo di quell’incontro. Per Bianca, il desiderio sembra incarnarsi in quella pelle color del latte e in quella bocca dalla bellezza struggente e malinconica, ma quando per caso si incontrano di nuovo, capisce che i loro mondi sono in collisione: lei giudica l’ambiente della televisione cui Federico appartiene superficiale e falso, lui ritiene Bianca solo una ragazza presuntuosa e arrogante. A quel punto, però, la scintilla è scattata e, carezza dopo carezza, Bianca scopre nel corpo di Federico un linguaggio che parla direttamente ai suoi occhi e al suo cuore. Eppure non ha il coraggio di lasciarsi andare, perché mentre lui lascia nella sua vita indelebili tracce di passione, un passato mai sepolto del tutto riemerge con prepotenza: sia lei che le sue migliori amiche hanno la sensazione di essere seguite, osservate da una misteriosa presenza, e strane coincidenze le riportano ai tempi dell’università, alla notte terribile che ha segnato in maniera indelebile il loro futuro. Dimenticare è impossibile, l’assoluzione inaccettabile, la vendetta in agguato.

Recensione

Maryella B.
Leggo Romance sin da quando ero una ragazzina: da sempre le sollecitazioni che mi giungono dalla dimensione dei sentimenti hanno avuto su di me un impatto irresistibile. Ma solo raramente mi sono interrogata sul perché di certe sensazioni, sui motivi che mi portavano a preferire una storia rispetto a un’altra: seguivo solo le emozioni che provavo e questo era sufficiente. Nel tempo, però, sia grazie al continuo confronto con alcune compagne di lettura sia per la necessità di esporre il mio pensiero su un libro – e soprattutto di motivarlo -, ho sviluppato una consapevolezza che prima ignoravo. Certamente era già dentro di me, a un livello inconscio e istintuale, ma non avevo mai sentito l’esigenza di riflettere o di dovermi dare delle spiegazioni, essendo stata per molto tempo, la lettura, un’attività svolta in solitaria. Oggi, l’ho ribadito molte volte, so bene cosa mi soddisfa di una storia e so già quali dinamiche faranno presa sui miei sensi.
I Romance sono una sorta di portale che mi traghetta all’interno delle mie fantasie:  un accesso diretto ai miei desideri e bisogni, a tutta quella sfera di proiezioni su cui si strutturano le mie percezioni; sono il luogo in cui si integra l’incontro tra realtà e immaginario, in cui prendono corpo tutte quelle espressioni emotive che si pongono a fondamento del mio universo erotico ed emozionale. Nei Romance cerco una corrispondenza tra le rappresentazioni che si sono sedimentate nel mio dna interiore – nella mia anima – e quelle che un autore ci offre: non succede sempre che la grafica di questi due mondi riesca a incastrarsi, ma, quando accade, è lì che si verifica il mio appagamento; è lì che vivo una felicità carica di serena quiete, ma che, al contempo, si carica di struggente passione e concreto sentire. Ed è questa attitudine a interpretare e a mettermi in comunicazione col mio lato più intimo ciò a cui aspiro quando inizio la lettura di questo genere letterario ed è basandomi su queste categorie critiche che esprimo i miei giudizi su di esso.
Quello che i tuoi occhi nascondono. Cinque sensi è un romanzo di cui mi ha, immediatamente, intrigato la sinossi che lasciava intendere un mix tra sentimento e suspense, combinazione che trovo sempre irresistibile e, a questo, si aggiungeva anche il fascino dell’intenzione posta alla base della serie di cui il libro rappresenta il primo episodio. L’idea di un filo conduttore che facesse riferimento ai cinque sensi mi è apparsa subito molto suggestiva e così ho iniziato con grande entusiasmo la lettura.
Il prologo ci proietta, senza tergiversare, all’interno di un passato che, come spesso accade, ha una memoria salda e non dimentica, anzi, si pone come custode di un mistero e, dopo periodi di lungo silenzio, torna a far sentire la propria voce nel presente: l’interesse si fa subito altissimo e questo stato di accattivante tensione continuerà a percorrere le pagine di tutta la storia. Purtroppo, però, se la trepidante attesa di scoprire la verità sugli eventi accaduti molti anni prima è riuscita ad attirare la mia attenzione, altra sorte è toccata al fronte romantico, dove ho patito l’impostazione più fisica del rapporto che nasce tra i protagonisti: la componente sentimentale è imbastita, soprattutto, per quello che riguarda il personaggio femminile, su una difficoltà ad abbandonarsi totalmente ai legami, coinvolgendo, oltre al corpo, anche un territorio più intimo come quello del cuore. Purtroppo questo tipo di rappresentazione delle relazioni è quella che mi lascia più insensibile quando leggo una storia d’amore: certamente non disdegno un taglio sensuale, ma apprezzo molto di più che l’attrazione investa la totalità di un individuo senza trattare sesso e amore come compartimenti stagni e senza che questo tipo di ottica sottenda una qualche – implicita – condanna nei confronti di una partecipazione assoluta quando ci si abbandona all’altro. Sembra quasi che ci sia una sorta di vergogna nel testimoniare una pari dignità tra emozioni fisiche e psicologiche: una specie di primato delle une sulle altre che è quasi una costante, per esempio, nei romance storici in cui l’eroe, generalmente, è un libertino che ha sempre ceduto al richiamo della carne ma non ha mai concesso a nessuna il proprio cuore e il cui fascino e la virilità sono identificati proprio con questa prerogativa. Fatto è che apprezzo molto poco questa caratterizzazione dei personaggi e del plot e, solo in rarissimi casi, ho superato il mio disappunto. Ho bisogno di calarmi all’interno di una storia in cui l’amore venga accolto, che non appaia qualcosa da demonizzare, ma parte integrante della vita come l’automatico atto di respirare e, quando mi scontro con la volontà di “voler proteggere il proprio cuore”, perdo il mio entusiasmo: naturalmente cosa diversa è quando  un rapporto  non mi viene presentato con velleità sentimentali, se è solo una storia di sesso non stento in alcun modo ad accettarlo né lo condanno. Tuttavia in questo caso penso ci fossero degli spunti interessanti, ma che non siano stati sfruttati al massimo, cedendo più a una sorta di tendenza, abbastanza diffusa negli ultimi anni, di dare un carattere più erotico alle trame, dimenticando, però, che non esiste passionalità più intensa e autentica di quella che investe la totalità dell’individuo e che questo tipo di orientamento in qualche modo ha uno stampo più maschilista: una visione che sposta il focus e dimentica che l’universo femminile si nutre di ben altre suggestioni.
Quello che i tuoi occhi nascondono. Cinque sensi, a prescindere da questo, che è un giudizio molto soggettivo, scorre agevolmente e si arricchisce di momenti ironici, di citazioni letterarie interessanti, ci fa entrare nella bellezza del rapporto che lega Bianca alle sue amiche e sul finale lascia il giusto desiderio di continuare a leggere la serie. Tre stelle il mio giudizio complessivo: troppe scene dedicate al sesso e un approfondimento poco curato del meccanismo relazionale hanno impedito che la narrazione, secondo i miei gusti, acquisisse un più ampio respiro. Se, invece, le vostre “fantasie” coincidono con l’affresco realizzato da Serena Nobile alias Virginia De Winter questo è il libro che fa per voi.
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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. chiccabloglibrintavola ha detto:

    lo leggerò per il tu leggi? o scelgo e sono molto impaziente

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    1. Maryella B. ha detto:

      Non vedo l’ora di leggere la tua opinione

      Mi piace

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