Schegge di ricordi – Monica Lombardi

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Autore: Monica Lombardi
Editore: Amazon Publishing (18 luglio 2017)
Serie: Schegge #2
Genere: Romanzo contemporaneo
Sottogenere: Thriller psicologico; Suspense
Lunghezza stampa: 368
Descrizione: È sopravvissuta. Ora vuole ricominciare a vivere.

Due donne, due amiche, Giulia e Livia, rapite una sera di novembre. Quando tornano alla loro vita, niente è più come prima. Livia, quella che è stata più a contatto con il mostro, di notte sogna la sua prigionia e di giorno non riesce a scrollarsi di dosso la sensazione che lui tornerà. E infatti il mostro si avvicina, più folle e spietato che mai. Con un solo obiettivo: insinuarsi per sempre nella mente di Livia.

Il commissario Claudio Sereni, a sua volta vittima di un insolito incidente di cui non ha memoria, dovrà riprendere le fila del caso del rapimento delle due amiche rimasto irrisolto. Attorno a lui orbitano il collega Emilio Arco e la sensitiva Ilaria Benni. Dovrà muoversi con decisione per stanare il mostro e allo stesso tempo con delicatezza per non spezzare la fragile corazza che Livia ha costruito intorno a sé, ai suoi ricordi e ai suoi sentimenti. Con Schegge di ricordi Monica Lombardi torna a scavare nelle voragini della mente umana, in un thriller psicologico degno dei maestri del genere.

 

Recensione

Maryella B.

Si guardò intorno. Era circondato, quasi sommerso da quel frammento di umanità distratta, in parte fatta. Ignara, istupidita. Si godette la sensazione. Non perché quei punk del nuovo millennio gli piacessero davvero, ma perché era eccitante pensare alle prospettive infinite che la gente in generale gli offriva.
Prospettive. Infinite.
La sua mente si era finalmente aperta. Niente più sbarramenti, niente più censure. Poteva pensare quello che voleva e, ancora meglio, sapeva che avrebbe osato fare quello che pensava.

Sono una lettrice di Thriller, ma soprattutto sono una lettrice di Monica Lombardi, anche se in realtà dovrei cospargermi il capo di cenere perché ho scoperto tardi la straordinaria penna di quest’autrice. Il tutto risale a poco più di un anno fa e da allora ho iniziato delle vere e proprie maratone per recuperare il tempo perso e conoscere tutti i suoi personaggi. Non so nemmeno io perché ho atteso tanto per scoprire la storia narrata in Schegge di ricordi, secondo episodio della serie Schegge – preceduto da Schegge di verità. Il primo volume di questa riuscita dilogia l’ho letto esattamente dodici mesi fa e ho trovato che il talento di Monica, indiscutibile nel Romantic Suspense, avesse una versatilità che potrei definire volitiva, tanta è l’energia e la sicurezza che anche cambiando genere – seppur riproponendo alcune delle prerogative essenziali della sua scrittura –  riesce a trasferire in questa trascinante prova letteraria.

Senza esasperare, Monica Lombardi compie un lavoro di cesello che focalizza l’attenzione del lettore sulla psiche dei personaggi, tracciandone i pensieri, le tare, i complessi gorghi emotivi, le debolezze, l’incapacità di sottrarsi a una malsana coscienza morale e la determinazione di “ri-abbrancare” la propria vita reagendo con forza alle esperienze devastanti che hanno segnato l’anima. L’abisso della mente umana diviene la sua tela, sulla quale con pennellate – talvolta decise e altre più delicate – l’autrice ci restituisce una rappresentazione intensa di quali conflitti dilanino le coscienze e quanto siano aberranti i misteri nascosti dentro ogni individuo.

Schegge di ricordi riprende gli avvenimenti narrati nel volume che lo precede e la cui lettura è essenziale per riuscire a seguire non solo le vicende, ma per conoscere l’evoluzione personale dei protagonisti, che tornano tutti a calcare la scena. Come sempre non ci sono forzature né in termini di trama né sul fronte della caratterizzazione dei personaggi, tutti ottimamente approfonditi e resi nella coerenza delle azioni e del sentire. Non esiste stasi nei copioni di Monica Lombardi e ogni elemento contribuisce a rendere l’intreccio sempre dinamico e interessante: l’alternanza dei pov e il succedersi di momenti ad alta tensione che lasciano il posto a situazioni più familiari e tranquille conferiscono fluidità e ritmo alla storia. Se, poi, a tutto questo aggiungiamo la solita concessione ai sentimenti, che è suo marchio di fabbrica, la formula risulta più che vincente.

Le figure di Livia e del suo carnefice giganteggiano all’interno delle pagine e mostrano di sé ogni sfumatura: è un viaggio controverso quello in cui l’autrice ci accompagna, carico per ognuno – anche se in modo differente – di crepe e manchevolezze, segnato da vuoti, spaccature, ma teso verso  direzioni totalmente dissimili. Esiste un’oscurità che è totale, per cui non è prevista redenzione, ma esiste un buio che sottende una forza vitale e morale alacre e fattiva, capace di lasciar intravedere una luce salvifica, a cui, le anime più integre possono fare affidamento nel loro percorso di rinascita.

«Ho paura» confessò.
«Di me?»

(…) «No. Tu mi intimorivi un po’ all’inizio. Poi ho visto che cos’avevi negli occhi e ho smesso di sentirmi minacciata. Sono azzurri, i tuoi occhi.»
«Così li vedo allo specchio, sì.»
«Non riuscivo a capire se fossero azzurri o verdi. Colpa delle luci.»
Stava parlando tanto, troppo. Ma le serviva per abituarsi a quella vicinanza, a quell’eccitazione che la percorreva come una corrente elettrica e che le faceva desiderare cose che non poteva avere. Non così presto, non se non voleva che quel loro primo incontro finisse in un disastro annunciato.
«Ho paura di me, dei miei ricordi, di quello che non riesco a dimenticare. Ho paura che mi scattino in testa da un momento all’altro e che tu possa ritrovarti tra le braccia una donna in preda a un attacco di panico.»
Ho paura di rifiutarti quando ti ho cercato io. Quando sono io ad avere bisogno di te, e non il contrario.

E a esse si aggiungono le figure determinanti dei coprotagonisti e di tutti i personaggi secondari che recitano in maniera impeccabile il loro ruolo, senza sbavature o imperfezioni, e che danno, come non è insolito nelle storie dell’autrice, un sapore corale a tutto l’impianto. Ma, come sempre, primi attori sono i sentimenti che agitano l’animo umano, sono le innumerevoli suggestioni legate alla multiforme varietà delle dinamiche relazionali che intercorrono tra gli individui: ci sono amicizie celebrate, altre ritrovate, ci sono la fiducia e il coraggio del darsi e nel darsi, ci sono i legami d’amore che sanno trovare nuovi equilibri e diventare sempre più solidi, c’è l’amore per se stessi, quel sentimento di resilienza che ti impedisce di lasciarti sottrarre la vita e le opportunità che sta tornando a offrirti. Monica Lombardi oltre a un thriller psicologico di qualità ci regala altresì un posto in prima fila per osservare un’universo, quello femminile, abusato e abiurato, che diventa stimolo per riflettere, ma anche modello di condotta, laddove sia in grado di reagire e rialzarsi.

Con questo romanzo sono tornata ai personaggi e al mondo di Schegge di verità, e spero che concorderete con me che quel mondo, quei personaggi, avevano ancora molto da dire. (Monica Lombardi)

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7 commenti Aggiungi il tuo

  1. CHIARA ROPOLO ha detto:

    Piaciuto molto anche a me

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  2. Daniela Sardella ha detto:

    bella recensione e interessante lettura.

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  3. chiccabloglibrintavola ha detto:

    prima o poi leggerò anche lei

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    1. Maryella B. ha detto:

      Non disperare, io ho iniziato a leggerla solo un anno fa

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