La bella del sud – MARY SCHALLER

il

Recensione

Maryella B.

«Che luce rompe da quella finestra lassù?» domandò una voce sommessa, ma chiara. «Lì è l’Oriente. E Julia il sole» continuò, adattando alla circostanza le prime frasi della scena del balcone di Romeo e Giulietta.

Lei lasciò andare il fiato. Sebbene la faccia dell’uomo fosse in ombra, riconobbe all’istante il suo accento settentrionale. Il cuore le saltò in gola, il sangue prese a pulsarle alle tempie.

Ci sono momenti in cui si sente il bisogno di immergersi in storie dall’anima placida, che consentano di ripercorrere dimensioni a lungo trascurate: storie a cui abbandonarsi e da cui trarre il tepore rassicurante delle emozioni più pure e autentiche. Sono quelle storie in cui i sentimenti si impongono con la garbata delicatezza di uno slancio intimo e romantico, la cui essenza più profonda è espressa da un soave coinvolgimento e da un pudore che ne preservi e custodisca il valore più intrinseco. E quando il mio cuore mi comunica quest’esigenza so che, per trovare il giusto appagamento, devo rivolgere la mia attenzione a un romance storico: se riesco a essere fortunata riuscirò a quietare la mia sete, conquistando una sorta di pace consolatoria che non mi veda più come una mendicante che chiede di essere blandita dalle carezzevoli sfumature dell’amore. Lasciarsi vezzeggiare dai suoi aspetti  più confidenziali e sereni può trasformare una lettura in un’esperienza esclusiva, in cui i turbamenti non hanno a che fare con una passionalità tormentata, brutale, struggente, ma si compiono, con non meno intensità, grazie alla riconquista di un universo a cui siamo disabituati e che ci conduce per luoghi poco battuti: l’attenzione per il primo incontro, la scoperta di poter essere anime affini seppur nemiche per questioni di logica politica, la sorpresa del riconoscere un legame profondo, il crescendo di un’intesa intellettuale ed emotiva che parte in sordina possono riservare un’avvincente viaggio che nulla ha da invidiare  a percorsi più usuali. E senza dubbio La bella del sud, ambientato sullo sfondo della Guerra di secessione, è un libro che è riuscito a mantenere le promesse, lasciandomi affondare le mani in un microcosmo fatto di incanto e genuino sentire, in cui freschezza, candore e innocenza impreziosiscono la narrazione. Mi sono lasciata avvolgere dalle atmosfere sincere e spontanee di questi due cuori che si incontrano e, a dispetto di tutto, si riconoscono e cercano: non ho avvertito alcuna pecca dovuta all’assenza di scene sensuali, che nulla avrebbero aggiunto a questa particolare prospettiva da cui l’autrice ci consente di osservare e vivere l’amore che nasce tra la giovane Julia Chandler, di famiglia confederata, e l’attraente Robert Montgomery, maggiore dell’esercito nordista. La guerra e i pregiudizi reciproci non consentirebbero un avvicinamento, ma il destino decide in maniera diversa e, a dispetto di ogni ostacolo o dovere, pensa bene di mischiare le carte riservando loro una sorte inaspettata. Una bella caratterizzazione dei personaggi e dialoghi adeguati – talvolta romantici, altre volte ironici e brillanti – sanno conferire alla storia la giusta complessità, strappando, in più di un’occasione,  un gradito sorriso.

«Oh, il mio povero cuore!» Clara lasciò cadere la tazza del caffè. Mancando il tavolo della colazione e l’angolo del tappeto persiano, la tazza di porcellana inglese si frantumò sul pavimento in una pozza di caffè. Jonah posò la forchetta sul piatto, prima di dedicarle la sua totale attenzione.

Fissando la lettera che aveva in una mano, Clara si premette l’altra sul petto. Non era necessario che fingesse, questa volta. Le parole scritte da Melinda Winstead erano sufficientemente abiette da procurarle un vero colpo apoplettico. «Morirò» gemette, facendosi scivolare dalle dita il foglio di carta da lettere azzurra.

La storia pur non essendo particolarmente articolata o rocambolesca scorre spedita ed è ingentilita dall’elegante prosa della scrittrice che sa rendere con eccellente abilità ogni momento della narrazione. Di sicuro La bella del sud è un libro adatto ai cuori romantici che, ogni tanto, vogliono godere di una rappresentazione dell’amore piena di grazia, ma non  per questo meno stimolante.

Quattro stelle, la mia valutazione.

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