Fahrenheit 451 – Ray Bradbury

il

Fahrenheit 451 - Ray Bradbury - copertinaFahrenheit 451

Ray Bradbury

Traduttore: G. Lippi
Editore: Mondadori
Collana: Oscar moderni
Edizione: 1
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 10 maggio 2016
Pagine: 166 p., Brossura

Età di lettura: Young Adult

Descrizione: Montag fa il pompiere in un mondo in cui ai pompieri non è richiesto di spegnere gli incendi, ma di accenderli: armati di lanciafiamme, fanno irruzione nelle case dei sovversivi che conservano libri e li bruciano. Così vuole fa legge. Montag però non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi, una moglie che gli è indifferente e un lavoro di routine. Finché, dall’incontro con una ragazza sconosciuta, inizia per lui la scoperta di un sentimento e di una vita diversa, un mondo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della imperante società tecnologica.

Recensione

MaryellaB.

Era una gioia appiccare il fuoco.
Era una gioia speciale veder le cose divorate, vederle annerite, diverse.

I libri non sono oggetti inanimati: racchiudono un’essenza vitale e in essi si dispiegano le innumerevoli istanze dell’umanità celata in ognuno di noi.
Sono custodi del pensiero, depositari di conoscenza, guardiani di libertà. Sono al contempo sentinelle e forzieri: proteggono e salvaguardano il prezioso tesoro rappresentato dalla cultura e divengono altresì immaginarie – ma ugualmente concrete – figure sacerdotali che celebrano la complessa liturgia del sapere e dell’essenza più intima riconducibile a ogni uomo. Il mistero di cui si fanno garanti ha in sé la complessità di un richiamo che è irresistibile ma che genera negli individui reazioni dualistiche: laddove non si è in grado di cogliere quella spinta elevatrice, capace di portare a compimento e perfezionare l’intera natura umana,  i libri suscitano sgomento e paura e il loro immenso potere diviene ambìto strumento di controllo, attraverso cui abbrutire gli istinti e ingabbiare il progresso intellettuale, spirituale e morale di una società. E per trovarsi di fronte a una realtà del genere non è necessario percorrere i sentieri di una storia di fantasia: da sempre i regimi hanno cercato di imbrigliare le libertà individuali e collettive attraverso la censura e la limitazione all’accesso delle informazioni, unici veicoli di autonomia e di vera autodeterminazione. Omologare le esistenze, eliminare ogni possibile pungolo etico, sedare le emozioni e i sentimenti più edificanti, alienare le coscienze diviene un ordine perentorio alimentato da una sete sconsiderata e distruttiva e su queste folli prerogative Ray Bradbury costruisce il proprio universo distopico, in cui, forse, la realtà descritta non è totalmente utopistica sebbene portata al limite estremo. È un’ipotesi esasperata quella che prende forma tra le pagine di Fahrenheit 451, ma che esprime una verità straordinariamente attuale e non nuova per la storia dell’umanità: demonizzare la cultura e impedire la conoscenza VERA crea masse inette, facilmente indirizzabili, fragili sotto ogni punto di vista; controllare l’accesso ai libri e a quanto rappresentano consente ai più deboli di esercitare una forza altrimenti impossibile, amplificata da una strategia di obnubilazione che viene da un costante e protratto plagio psicologico operato dall’unico mezzo di comunicazione consentito – o meglio obbligatorio – che è la televisione. Quella concessa è una felicità esteriore. Vuota e fittizia.

«… Abbiamo tutto quanto occorre per essere felici, ma non siamo felici. Manca qualche cosa. Mi sono guardato intorno. La sola cosa che abbia visto mancare positivamente sono i libri che io avevo bruciato in questi ultimi dieci o venti anni. E allora ho pensato che i libri forse avrebbero potuto essere utili.»
«Voi siete un romantico irrimediabile» disse Faber. «Sarebbe una cosa buffa, se non fosse tragica. Non sono i libri che vi mancano, ma alcune delle cose che un tempo erano nei libri. Le stesse cose potrebbero essere oggi dette nelle “famiglie del salotto”. Le stesse infinite particolarità e coscienza potrebbero essere diffuse e proiettate da radio e televisori. Ma ciò non avviene. No, no, non sono affatto libri le cose che andate cercando. Prendetele dove ancora potrete trovarle, in vecchi dischi fonografici, in vecchi film, e nei vecchi amici; cercatele nella natura e cercatele soprattutto in voi stesso. I libri erano soltanto una specie di veicolo, di ricettacolo in cui riponevamo tutte le cose che temevamo di poter dimenticare. Non c’è nulla di magico, nei libri; la magia sta solo in ciò che essi dicono, nel modo in cui hanno cucito le pezze dell’Universo per mettere insieme così un mantello onde rivestirci…

Difficile, per un lettore, resistere a tali suggestioni e non cedere al richiamo di un classico della letteratura moderna che si traduce in espediente di riflessione, sensibilizzazione e denuncia contro una società in cambiamento. Abbandonare i libri significa alienarsi, precludersi esperienze profonde e “aggregatrici”; ritrovarli significa prendere coscienza di sé e soprattutto ritrovare una speranza che, nel libro di Bradbury, non è mai perduta. Anche un solo uomo può essere promotore di una rivoluzione, può opporsi a una società consumistica che non bada alla qualità dei contenuti che somministra. Senza dubbio la vicenda di Guy Montag è emblematica e carica di affascinanti e apprezzabili significati, tuttavia non è riuscita ad acquisire quell’intensità espressiva che mi aspettavo: non ho avvertito quel coinvolgimento profondo che mi facesse sentire la storia come qualcosa di MIO. Qualcosa che fosse concretamente tangibile, che toccasse la sensibilità del mio animo e appassionasse la mia mente. C’è una mediocrità che esula dai temi trattati – senza dubbio importanti – e che investe la capacità di questo libro di invadere il mio mondo emotivo, comunicandomi sensazioni di drammatico turbamento, Non ho provato commozione  né irrequietezza, come mi commossi e  inquietai quando lessi 1984 di George Orwell che con Fahrenheit 451 ha non poche analogie. Come sempre si tratta delle mie impressioni, opinabili quanto possono essere delle valutazioni personali e che mi portano ad assegnare a questo libro tre stelle.

 

9 commenti Aggiungi il tuo

  1. annaecamilla ha detto:

    Bellissimo libro anche il film è stato bello!!!

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    1. Maryella B. ha detto:

      Il film mi manca, vedrò di rimediare

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  2. inchiostronoir ha detto:

    Grazie Maryella per questa bella recensione!
    “Fahrenheit 451” è uno dei miei libri preferiti e penso che ogni persona che si dice amante della letteratura e del libero pensiero dovrebbe leggerlo almeno una volta. Il futuro descritto da Bradbury mi sembra sempre più reale…

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    1. Maryella B. ha detto:

      Grazie a te per i complimenti e per avermi letto ❤
      Concordo sull'importanza dei messaggi che Bradbury veicola e sulla necessità di fermarsi e riflettere su dove la cultura di massa e il continuo "impauperamento" delle coscienze sta portando il mondo…

      Piace a 1 persona

  3. annamariaarvia ha detto:

    Ho visto il film ma non ho ancora letto il libro. Concordo nel dire che lo scenario distopico immaginato dall’ autore è paurosamente attuale. Dobbiamo ribellarci alla demonzione della cultura attualmente in atto. La grettezza e il cinismo sembrano prendere sempre di più il sopravvento.

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    1. Maryella B. ha detto:

      Mi trovi assolutamente d’accordo

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  4. marisasalabelle ha detto:

    Ho letto il libro molti anni fa. Importante per l’idea che sta alla sua base, ma anche per me risultò allora (ero una ragazzina) piuttosto pesante e non troppo coinvolgente. Sono d’accordo con te: 1984 è tutta un’altra cosa!

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    1. Maryella B. ha detto:

      Mi trovi assolutamente d’accordo

      "Mi piace"

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