(Purché sia di serie! #3) Impudente e malizioso – Susan Elizabeth Phillips

Continuo a essere entusiasta delle strepitose idee di Chiara La lettrice sulle nuvole che si è inventata una nuova Rubrica indirizzata a tutte noi lettrici, o anche lettori, che iniziamo delle serie e poi, sia per mancanza di tempo che perché presi da altre novità librarie che non fanno altro che distrarci, non riusciamo a ultimarle. E anche oggi ripresento l’appuntamento sul Blog.

Ora non abbiamo più scuse! Purché sia di serie! è la soluzione ai nostri problemi: la rubrica ci pone l’obiettivo mensile di leggere un libro appartenente a una saga già iniziata precedentemente ( quindi non prevede la lettura del primo episodio) e poi di recensirlo sul blog senza porre le solite limitazioni degli spoiler che oltre che ben accetti sono, in questo caso, quasi d’obbligo. Se volete unirvi a noi non potrà che farci piacere: raggiungeteci nel Gruppo Facebook dedicato all’iniziativa.

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Appuntamento fisso ogni 11 del mese.

Confesso che questo mese la scelta è stata un po’ tormentata: avevo individuato un paio di opzioni ma alla fine ho ceduto al richiamo di un libro che ho aspettato a lungo e, andando contro i mie propositi, ho deciso di ridare una chance a Susan Elizabeth Phillips col suo Impudente e malizioso, secondo episodio della serie Wynette, Texas di cui avevo letto parecchio tempo fa il prequel, Un fiore nella polvere, recentemente ripubblicato da Leggereditore col titolo di Amore e fantasia.

Come dicevo, in occasione della lettura di Le fragilità del cuore (Recensione), avevo ufficializzato il mio addio alla SEP e non pensavo di poter tornare sui miei passi, ma tant’è che il richiamo di quella nostalgia canaglia che mi ha sempre fatto sentire il desiderio di poter riprovare le belle emozioni legate alla storia di Francesca e Dallie – con la quale avevo conosciuto l’autrice – è stato irresistibile. Così, messe da parte tutte le mie remore, fiduciosa e piena di speranza, mi sono buttata.

Impudente e malizioso - Susan Elizabeth Phillips - copertinaImpudente e malizioso

Susan Elizabeth Phillips

Traduttore: A. Zanzottera
Editore: Leggereditore
Collana: Narrativa
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 7 novembre 2018
Pagine: 320 p., Brossura
Descrizione: Lady Emma Wells-Finch, la rigida e rispettabile direttrice della prestigiosa scuola inglese St. Gertrude, ha una missione: un viaggio di due settimane negli Stati Uniti per rovinare la propria reputazione ed evitare di sposare l’esimio duca di Beddington, benefattore del suo istituto. Kenny Traveler, giocatore professionista di golf e playboy famoso in tutto il mondo, è stato allontanato per pessima condotta dallo sport che ama e solo una cosa potrebbe ristabilire la sua carriera: conquistare una completa e totale rispettabilità. Proprio a lui viene affidata Lady Emma durante la sua permanenza in Texas. È l’occasione giusta per cancellare le proprie colpe, ma quando un uomo affascinante che non si può permettere un altro scandalo incontra una donna caparbia, determinata a causarne uno… tutto può succedere!

Chissà come sarà andata?

Recensione

Maryella B.

Ho atteso questo libro per anni, quando, dopo aver letto Un fiore nella polvere, è scattato il colpo di fulmine per la penna di Susan Elizabeth Phillips: colpo di fulmine che, come nella migliore delle tradizioni, dopo un intenso e appagante interludio amoroso mi ha, più di una volta, riservato cocenti delusioni. Tanto sono rimasta scottata da giungere a una decisione che credevo inoppugnabile: non avrei MAI più letto nulla di suo. Eravamo su piani inconciliabili e le dinamiche, i contenuti – insieme al modo di caratterizzare i personaggi – andavano in una direzione che non riuscivo ad apprezzare. Davanti ai miei occhi vedevo scorrere intrecci poco verosimili, privi di credibilità e accurato approfondimento, a cui si aggiungeva una visione eccessivamente buonista degli eventi e dei meccanismi che muovevano le relazioni; per non parlare della propensione dell’autrice a inventarsi trovate al limite del balordo con le quali tendeva a giustificare l’insensatezza dell’orientamento imposto al plot. Trovavo altresì snervante l’abitudine di inserire nel cast figure invadenti, la cui prerogativa – oltre alla simpatia –  doveva essere quella di assolvere alla funzione di saggio consigliere, dotato di buonsenso e lungimiranza, ma che, secondo la mia percezione, si traduceva solo in una presenza votata a superficiali e tutt’altro che avvedute intromissioni in alcun modo  ispirate a una previdente perspicacia. E che dire di quando lessi Le promesse di una vita, libro ambientato in Italia e presentato come omaggio al nostro paese ma che ci consegna una storia tessuta intrecciando fili la cui materia è una raffazzonata rappresentazione della realtà: colma di cliché che vogliono gli italiani schiavi della superstizione e dediti a riti pagani – facendosi beffe dei progressi medici raggiunti dalla scienza; dominati da una visione retrograda della vita; mammoni; eccessivamente legati alla cucina e al cibo. Un’ambientazione così mal riuscita da rendermi indigesta tutta la storia, peraltro non particolarmente seduttiva nemmeno sul fronte romantico.

Credo di avere creato il giusto livello di suspense riguardo al mio incontro con Impudente e malizioso, suscitando quella sana curiosità che vi porterà a chiedervi se il libro sia riuscito ad appagare le mie aspettative e, soprattutto, a riconciliarmi con la SEP, riuscendo anche a spezzare quella catena di letture negative che ultimamente mi stanno perseguitando. Sarebbe stata la volta buona?

Vi piacerebbe saperlo subito, ma dovrete aspettare un po’ per scoprirlo!

Vi dico immediatamente che ho iniziato la lettura del secondo episodio dedicato alla serie Wynette, Texas accantonando sia i miei preconcetti nei confronti dell’autrice sia ridimensionando le aspettative: pensavo servisse un approccio corretto, capace di consentirmi un’esperienza serena e non viziata da diffidenze o eccessive speranze. Così animata dalla migliori intenzioni mi sono lanciata!

L’inizio è in perfetto stile Phillips: personaggi un po’ sopra le righe, ognuno con un’individualità marcata e riconoscibile; i soliti spunti ironici animano dialoghi e situazioni; una sorta di commedia degli equivoci che rende stuzzicante l’incipit di questa storia.

«Sesso?»
«Tutta la notte per trenta dollari.» Lui si puntò con i gomiti sul piano che circondava la vasca. «Ultimamente ho riflettuto su quanto sia ingiusto. Una donna può far pagare centinaia di dollari per l’intera notte, ma un uomo… Caspita, è una vera discriminazione, ecco cos’è. Giuro che ho recentemente pensato di denunciarla alla commissione per le Pari opportunità sul lavoro.»
Lei non riusciva a togliergli gli occhi di dosso. Era al contempo disgustata e stranamente affascinata. «Le donne ti pagano per fare sesso?»
Lui la guardò come se fosse lei quella dura di comprendonio. «Hai chiesto il servizio di un accompagnatore.»
«Pensavo di aver ingaggiato un autista.»
«Una guida. Un escort. È la stessa cosa. Francesca non ti ha spiegato dei servizi autista-escort?»
«Evidentemente no» riuscì a commentare Emma.
Kenny scosse la testa. «Allora gliene parlerò. Avrebbe dovuto tenere conto del fatto che tu non capisci come funzionano le cose qui. Adesso mi ritrovo in una situazione scomoda. Non mi piace parlare di soldi con le mie clienti. L’argomento che più mi piace affrontare è il piacere.»

Kenny è un campione di golf che sta attraversando un momento difficile: deve riprendere in mano le sorti della sua carriera offuscata da pesanti problemi di condotta che gli sono valsi un grave provvedimento disciplinare. Deve aggiustare il tiro e far rientrare lo scandalo al fine di poter riprendere le competizioni. Quando la sua amica Francesca gli chiede di fare da accompagnatore a Lady Emma Wells-Finch, il talentuoso campione vede la luce in fondo al tunnel dal momento che la Francesca in questione altri non è se non la moglie adoratissima di Dallas Fremont Beaudine, suo mentore e aguzzino poiché commissario pro tempore della pga, responsabile della sua temporanea radiazione e l’unico in grado di salvare il destino di Kenny sospendendo la decisione e consentendogli di riprendere a giocare.

«Fammi solo questo piccolo favore, Kenny» gli aveva detto. «Se ti prendi cura di Emma nelle prossime due settimane, ti assicuro che parlerò con Dallie per convincerlo a ridurre la durata della tua sospensione. Ti perderai il Masters, però…»
«Be’, e come pensi di convincerlo?» aveva indagato lui.
«Mai mettere in dubbio i miei metodi, quando si tratta di affrontare mio marito.»
Lui non lo stava facendo. Tutti sapevano che a Francesca bastava guardare Dallie Beaudine per farlo sciogliere, anche se erano sposati da dodici anni.

Il sodalizio è presto concluso e il ribelle del pga inizia la missione, ignaro che l’insospettabile  lady inglese, oltre a  a nascondere il carattere di un generale con quattro stelle, sta premeditando un piano che la salvi dall’inaccettabile destino di sposare un duca: attirato dal lignaggio e dall’irreprensibile reputazione di Emma, direttrice della prestigiosa scuola inglese St. Gertrude, il nobiluomo è alla ricerca di una moglie trofeo, ma non sa di avere fatto i conti senza l’oste. Lady Wells-Finch ha le idee chiare, deve macchiare in modo indelebile la propria integrità in modo da far desistere il duca dalle sue intenzioni e, soprattutto, senza che la situazione si ripercuota sulle vite dei giovani alunni della sua scuola. Ma come sempre il diavolo fa le pentole ma… Così la storia inizia ad andare in modo imprevisto e il vento dell’amore comincia a soffiare sulle vite dei protagonisti, irresistibilmente attratti l’uno dall’altra anche se la loro relazione non contempla i sentimenti, soprattutto da parte di Kenny, tormentato da un’infanzia difficile e refrattario a lasciarsi andare a un’intimità più profonda di quella fisica. E mentre si delinea la vicenda di Emma e Kenny, la SEP, come suo solito inizia a tessere le fila di una storia secondaria, che spesso risulta anche più intrigante della principale: protagonisti ne sono Torie Traveler, sorella del sexy golfista, e lo sfigato Dexter O’Conner – così la giovane definisce l’uomo che il padre ha scelto come suo futuro consorte. Non vi anticipo nulla ma le cose tra i due prenderanno una piega particolare.

Come dicevo ho affrontato la lettura di Impudente e malizioso con la mente e il cuore sgombri da ogni preconcetto, ma la Phillips non mi è stata di molto aiuto in questa prova: purtroppo ho dovuto fare i conti con una serie di stati d’animo contrastanti che seguivano l’altalenante ritmo dell’intreccio. In alcuni punti la narrazione ha subito delle forti battute d’arresto legate in particolare alle dinamiche relazionali che si innescano tra Emma e Kenny, che non sono state in grado di regalarmi quel sogno d’amore che rincorro quando ho tra le mani un romance.

Voglio sentire che al mio cuore manca un battito.

Pretendo di avvertire l’intensità travolgente di un amore che sia totalizzante, ma non necessariamente straordinario: mi basta che venga vissuto nella sua completezza, respirato come è naturale respirare l’aria, accolto come una componente imprescindibile della vita.

Senza concedersi di riflettere un secondo di più sulla questione, si ritrovò ad aprire la bocca e a sentirsi dire: «È successa una cosa ridicolissima.» Si schiarì la gola. «Ho appena capito di… È un vero fastidio, una vera stupidata, ma…» Sentiva la lingua impacciata all’interno della bocca. «Ti lascerà di stucco. Probabilmente ti farà arrabbiare. E lo capisco perfettamente.»
Lui attese con pazienza.
«Oh, non fa niente. Fa’ finta che…» Ma anche quando cominciò a ritrattare, si fermò. Aveva molti difetti, ma la codardia non era mai stato uno di quelli. E chi aveva stabilito che una donna poteva difendere il proprio orgoglio unicamente mascherando i sentimenti più profondi? Lei era fatta di tutt’altra pasta, e così sputò fuori quella frase.
«Vedi, mi sono innamorata di te.»
Lui la fissò come se avessero cominciato a spuntarle dalle orecchie dei serpenti.
Tirò su di colpo la testa. «Non dire una parola! Sono così infuriata con me stessa da aver voglia di urlare. Ma hai capito? È maledettamente ridicolo! Di te! Tra tutte le persone al mondo!» Afferrò un forchettone dal piano della cucina. «Perché piuttosto non mi pianto quest’affare dritto nel cuore? O magari decido di essere cotta di Tom Cruise? O… o di Daniel Day Lewis? O qualche stupida rock star? Sarebbe altrettanto irrazionale.» Sbatté sul piano il forchettone, incrociò le braccia sul petto e cominciò a battere il piede per non crollare. «Sì, be’, non resisterò, giusto? Ci sono cose che semplicemente non si possono sopportare. Devo subito mettere un punto.»
La bocca di Kenny si aprì e richiuse, poi si riaprì. «E come… come hai intenzione di farlo?»
Lei sollevò il mento. «L’ho appena fatto, no?»
Aveva paura di scoppiare a piangere e c’era un limite all’umiliazione che era disposta a subire.

Quando leggo un romance sono una pellegrina in viaggio e la mia meta è VIVERE l’unione tra gli amanti: percepire l’impeto del trasporto che l’uno avverte per l’altro; cogliere  il prepotente slancio della passione che fluisce tra loro; afferrare a piene mani quel gioco di dare e avere, prendere e offrire che caratterizza l’economia di una relazione affettiva. Ma, al contempo, sono alla ricerca del placido e consolatorio tepore  di un’intesa serena, intuitiva, istintiva, governata dall’essenziale imperativo di fare e volere il bene dell’altro. Inseguo la reciprocità del viversi; reclamo  l’armonioso incastro che viene a crearsi quando due metà si trovano. Kenny ed Emma sono troppo manchevoli sotto questo punto di vista e mi lasciano nell’affanno di un appagamento che mi viene purtroppo sottratto: la loro storia non mi coinvolge, non sa arginare la mia sete o esaurire la mia fame. Il mio immaginario emozionale ed erotico non collima con la rappresentazione dei sentimenti e della sensualità data dall’autrice. Opinabili ho trovato pure le scelte finali, le modalità del matrimonio, per fare un esempio, o la faciloneria di giungere a un perdono che manca di quell’indispensabile tempo di elaborazione che renda solido l’approdo a determinate decisioni. Di nuovo la SEP mi tradiva: sottraendomi quell’evoluzione coerente degli avvenimenti e delle dinamiche comportamentali che sentivo non reggevano il confronto con la vita vera.

Il mio voto al libro e a me stessa, per essere venuta meno ai mie propositi, si assesta sulle due stelle e mezzo e confidando che la prossima volta la mia scelta possa riservarmi delle sorprese più piacevoli  vi invito ad andare a scoprire come se la sono cavata le mie compagne d’avventura.

Progetto scrittrice

La lettrice sulle nuvole

Librintavola

Libri al Caffè

Daily Connor

Made for Books!

 

 

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21 commenti Aggiungi il tuo

  1. chiccabloglibrintavola ha detto:

    della SEP ho letto un solo libro ma purtroppo non è scoccata la scintilla, dubito che ci incontreremo ancora anche se le mie amiche Chiara e Dolci ne decantano le lodi!

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    1. Maryella B. ha detto:

      Io alcuni libri li ho amati alla follia, poi… il disastro 😦

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  2. CHIARA ROPOLO ha detto:

    io amo la SEP, questo non l’ho ancora letto ma ti dirò. La serie dei Chicago stars mi è piaciuta di più di quelli letti di questa, vedremo. Concordo con te su Le promesse di una vita, l’unico suo che mi ha delusa finora

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    1. Maryella B. ha detto:

      Un piccolo sogno mi ha rubato il cuore, poi ho iniziato a godere meno delle altre storie, ma i primi libri della serie Chicago.Stars mi hanno fatto amare la SEP e altro libro che ho adorato – con qualche riserva riguardo alla gestione finale – è stato Odio quindi amo ❤

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  3. dolci73 ha detto:

    Questo mi manca ancora da leggere, mannaggia al tempo che non c’è mai!

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    1. Maryella B. ha detto:

      Ahahahah Non dirlo a me 😦

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  4. Saji Connor ha detto:

    Non conosco questa autrice, non leggo molti romance, ma sono in aumento da due anni a questa parte 🙂
    Anche per me questo mese la scelta del libro non è stata molto soddisfacente.

    Piace a 2 people

    1. Maryella B. ha detto:

      Pazienza, la vita di noi lettori non sempre è facile: io ultimamente non ne becco una 😦
      Ma non demordiamo 😉

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    2. Maryella B. ha detto:

      Pazienza, per fortuna non ci scoraggiamo per così poco e siamo sempre pronte a ripartire con una nuova lettura

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  5. Ludovica ha detto:

    Maryella…. io ti adoro! E non solo per il tuo
    stile,ma perché molto spesso mi trovo in sintonia con i tuoi gusti!
    La Sep è la mia “croce e delizia”… di lei ho letto tanto ,ma non ho amato particolarmente niente. Non riesco ad immedesimarmi nei personaggi e non approvo mai le soluzioni,o il modo di arrivarci, che escogita per risolvere il problema! Ed allora,mi chiedo e ti chiederai,cosa continui a leggerla? È che vorrei capirla,ed invece,più la leggo e più me ne allontano!
    Bellissima recensione!!!!

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    1. Maryella B. ha detto:

      Grazie mille, sono contenta per i complimenti e soprattutto per le affinità che ci uniscono: dici bene, la SEP è una vera croce e delizia anche se la bilancia per me pende più dal lato della croce. Se escludiamo 3/4 dei suoi libri per il resto mi ha fatto scattare un nervoso che non ti dico

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  6. Irene ha detto:

    Mi sembra che questa volta non ti sia andata molto bene come scelta. Io non ho mai letto un romance in vita mia, a volte mi viene voglia di provare ma mi sa che non proverò con questo!

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    1. Maryella B. ha detto:

      Ci sono romance molto belli, diciamo che io sono abbastanza selettiva – ma lo sono in generale con tutte le tipologie di libri – e la Phillips è riconosciuta come una delle regine del genere. io adoro Nora Roberts tra le altre, ma anche con lei ho avuto delle delusioni. Non tutte le ciambelle riescono col buco.

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  7. Sorairo ha detto:

    Andrà meglio la prossima volta. Io non ho ancora provato questa autrice

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    1. Maryella B. ha detto:

      Sì, incrociamo sempre le dita per la lettura seguente: noi lettrici non molliamo mai

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  8. ciliegina ha detto:

    Anch’io non riesco a leggere le serie troppo lunghe e poi mi annoiano 😀

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    1. Maryella B. ha detto:

      Se sono ben scritte, anche se lunghe, le serie non mi dispiacciono, il problema sta nel fatto che alcune si perdono per strada e non mantengono le promesse

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      1. ciliegina ha detto:

        😁😁 come anche nelle serie televisive!

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  9. Erica Libri al caffè ha detto:

    Ho letto qualche libro della Sep della serie Chicago stars: letture carine ma niente di eccezionale. Ho preso Odio quindi amo ma non l’ho ancora letto

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    1. Maryella B. ha detto:

      Odio quindi amo l’ho apprezzato più di altri suoi libri però a un certo punto la SEP deraglia anche in questo e non mi è piaciuto come ha iniziato a spostare il baricentro della storia portando a un finale che poteva essere gestito meglio. La prima parte mi è piaciuta tanto

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