(L’angolo Vintage 2.0 #4) Accabadora – Michela Murgia

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Il 17 Novembre scorso vi ho anticipato che anche a Dicembre avrei accolto con piacere l’invito di Chiara La lettrice sulle nuvole continuando a partecipare alla sua Rubrica L’angolo Vintage 2.0 e lo avrei fatto leggendo finalmente un altro dei tantissimi libri che pazientemente dimora nella mia libreria in attesa di essere letto: Accabadora di Michela Murgia.

Chi ha avuto modo di seguirmi sa già che l’iniziativa si pone come obiettivo quello di costringerci a prendere in mano quei titoli che da tempo “immemorabile”, pur essendo presenti nelle nostre TBR, restano lì ad aspettare di essere sottratti al triste destino di vedersi preferire altre letture.

Ogni 17 del mese verrà pubblicata la recensione del titolo fortunato.

 

Accabadora - Michela Murgia - copertina

Accabadora

Michela Murgia

Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 26 maggio 2009
Pagine: 164 p.
Descrizione:  Perché Maria sia finita a vivere in casa di Bonaria Urrai, è un mistero che a Soreni si fa fatica a comprendere. La vecchia e la bambina camminano per le strade del paese seguite da uno strascico di commenti malevoli, eppure è così semplice: Tzia Bonaria ha preso Maria con sé, la farà crescere e ne farà la sua erede, chiedendole in cambio la presenza e la cura per quando sarà lei ad averne bisogno. Quarta figlia femmina di madre vedova, Maria è abituata a pensarsi, lei per prima, come “l’ultima”. Per questo non finiscono di sorprenderla il rispetto e le attenzioni della vecchia sarta del paese, che le ha offerto una casa e un futuro, ma soprattutto la lascia vivere e non sembra desiderare niente al posto suo. “Tutt’a un tratto era come se fosse stato sempre così, anima e fili’e anima, un modo meno colpevole di essere madre e figlia”. Eppure c’è qualcosa in questa vecchia vestita di nero e nei suoi silenzi lunghi, c’è un’aura misteriosa che l’accompagna, insieme a quell’ombra di spavento che accende negli occhi di chi la incontra. Ci sono uscite notturne che Maria intercetta ma non capisce, e una sapienza quasi millenaria riguardo alle cose della vita e della morte. Quello che tutti sanno e che Maria non immagina, è che Tzia Bonaria Urrai cuce gli abiti e conforta gli animi, conosce i sortilegi e le fatture, ma quando è necessario è pronta a entrare nelle case per portare una morte pietosa. Il suo è il gesto amorevole e finale dell’accabadora, l’ultima madre.
Premio Campiello 2010.

Recensione

MaryellaB.

… una sapienza quasi millenaria riguardo alle cose della vita e della morte…

Figura storicamente incerta, che si muove tra realtà e leggenda, la femina agabbadora è circondata da un’aura di potenti suggestioni: essa racchiude in sé più di un mistero e interpreta tutti quei sentimenti pietosi e carichi di misericordia evocati dal momento in cui il naturale ciclo della vita giunge al proprio termine. L’ultima madre è colei che celebra un rituale caritatevole, che si pone al servizio dell’altro, alleviandone le sofferenze quando non restano più speranze.  Ed è nello sfuggente e inquietante enigma di un universo fatto di accattivanti superstizioni e antichi costumi che Michela Murgia ambienta il suo romanzo e inizia a tessere le fila di una trama seduttiva, che, tuttavia, dopo una prima parte dal grande potenziale, a un certo punto comincia a implodere: viene a mancare un’evoluzione solida; difetta una rappresentazione energica che consenta di entrare nel cuore di un cerimoniale dai tratti oscuri e, forse proprio per questo, tanto capace di irretire l’immaginario umano; non si compie quel cammino drammatico – ricco di tragica passionalità e, insieme, di emozionante commozione – che un viaggio all’interno di temi tanto controversi dovrebbe suscitare. C’è un che di incompiuto: l’autrice si limita a suggerire ma non a concretizzare; non rende, né attraverso la storia né attraverso i personaggi, la grandezza e l’intensità vitale del viluppo emotivo e quasi primigenio nel quale si addentra. Difettosi risultano l’approfondimento sociale e quello psicologico; i suoi attori non hanno la forza interpretativa che converrebbe quando il copione che sono chiamati a recitare tratta un argomento delicato come l’eutanasia e non sono in grado di farsi veicolo di messaggi edificanti così come non riescono a muovere le coscienze facendosi pungolo di riflessione collettiva. Ma l’errore più grande l’autrice lo commette nel momento in cui esce dal binario tracciato e immette la sua protagonista in un sentiero nuovo: un altro tema spinoso viene messo sul piatto della bilancia, ma, nuovamente, lo si fa con sterile approssimazione. Non si sofferma la Murgia, non entra nella pienezza  delle dinamiche relazionali, all’interno del mistero della vita, della morte, della violazione dei tabù morali: resta sempre in superficie e ci consegna un epilogo manchevole che, pagina dopo pagina, ha smarrito le originarie intenzioni.

Dopo aver assistito al crollo del castello che la scrittrice aveva iniziato a innalzare e aver, al contempo, visto infrangersi le mie aspettative non mi sento di attribuire più di due stelle e mezzo a questa lettura. Ma, nuovamente, vi rinnovo l’appuntamento per il mese di Gennaio: credo di aver già visto un volume che dalla mia libreria continua a farmi l’occhiolino. Penso proprio che cederò al suo richiamo. Curiosi di conoscerne il titolo? È lo sguardo di Andrè Agassi che mi chiede di prendere, finalmente, in mano la sua biografia ufficiale, Open. La mia storia.

Vi ricordo che, come sempre, insieme a me, oltre a Chiara, hanno aderito anche altre Blogger con le quali mi sono già confrontata grazie ad altre iniziative. Se volete seguirci potete trovare i loro articoli cliccando sui link accanto al banner dei Blog partecipanti, per il quale ringrazio Dolci Le mie ossessioni librose-.

Se vi va unitevi a noi: saremo felici di allargare il nostro gruppo.

Vi aspettiamo su Facebook.

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24 commenti Aggiungi il tuo

  1. dolci73 ha detto:

    Non ho letto questo libro ma me ne ha parlato bene la mia collaboratrice.

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    1. Maryella B. ha detto:

      L’ho comprato sull’onda degli entusiasmi letti in rete che definivano questo libro un capolavoro e in effetti la prevalenza dei giudizi è molto positiva: non mi è dispiaciuta la prima parte ma poi la Murgia cambia le carte in tavola senza offrire alcunché di concreto…. almeno per me

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  2. Ludovica ha detto:

    Aspetta anche me da tempo immemore questo libro! La tua recensione mi è piaciuta,nonostante il libro a te non abbia dato granché emozioni. Dovrò proprio decidermi a leggerlo!

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    1. Maryella B. ha detto:

      Ai più è piaciuto e anch’io ne stavo apprezzando la prima parte, poi tutto si è dissolto in un nonnulla: l’autrice ha cambiato scenario ma non ha saputo proporre un’evoluzione convincente che portasse a un percorso di crescita; ha proposto una sorta di parentesi sterile per poi riportare il tutto nuovamente alla stessa ambientazione ma senza arrivare a un epilogo che riuscisse a trasmettere qualcosa, sia in termini di emozioni che di messaggio. Quantomeno io non sono riuscita a coglierli

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  3. chiccabloglibrintavola ha detto:

    oh ma che peccato che a te non sia piaciuto. ne ho sentito parlare così bene che sono rimasta stupita. ti rifarai al prossimo giro!

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    1. Maryella B. ha detto:

      Se guardi in giro, in effetti, è molto apprezzato e non posso dire che anch’io non ne ho subito il fascino nella prima parte… poi il tutto si è dissolto.

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  4. marisasalabelle ha detto:

    È un libro che ha avuto un grande successo, ma nemmeno a me è piaciuto fino in fondo. In particolare non mi ha convinto la seconda parte, con il trasferimento a Torino, che mi sembra non entrarci nulla col resto…
    Devo dire poi che io sono sarda e l’ho un po’ a noia con queste rappresentazioni della Sardegna sempre “arcaica”, “ancestrale”, “profonda”… le trovo stereotipate, anche se so che incontrano molto il favore del pubblico.

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    1. Maryella B. ha detto:

      Concordo, la seconda parte non ha alcun tipo di consistenza: è una parentesi sterile che non porta da nessuna parte; non coinvolge né stimola; non delinea alcun percorso di crescita o riflessione nella protagonista. E il ritorno all.ambientazione iniziale dell’epilogo non ha intensità o concretezza. Grande delusione: alla fine se entri all’interno di un aspetto di una cultura devi saperne cogliere l’anima e trasmetterne le prerogative, le contraddizioni, gli istinti passionali, riuscire a sorprendere e conquistare il lettore con una rappresentazione suggestiva. Qui tutto questo è mancato: siamo rimasti nella superficialità di un mondo stereotipato e non stento a comprendere la tua reazione rispetto al cogliere solo un’idea arida e scontata di un popolo e una terra che, oltre che questo, è anche molto altro. E da siciliana capisco bene il tuo sentimento. Grazie per il commento

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      1. Diana Reydych ha detto:

        Non partecipa a blog, ma la voce dal coro c’è sempre ed un’amica sarda legge volentieri la Murgia! 🙂 Ogni pensiero può essere molto differente ed interessante.

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      2. Maryella B. ha detto:

        Senza dubbio è sempre stimolante confrontarsi con prospettive diverse che riescono a evidenziare aspetti differenti dello stesso libro

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  5. Diana Reydych ha detto:

    Lo lessi pochi anni fa per la biblioteca e ne serbo un buon ricordo. Mi era piaciuto ed è stato ottimo spunto di discussione. Ho trovato il romanzo coerente con sé stesso, la linea narrativa per me andava bene così. In proporzione mi è piaciuto meno Chirù, uno degli ultimi di cui ho sentito parlare molto bene.

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    1. Maryella B. ha detto:

      Devo dire che inizialmente anch’io ho molto apprezzato il libro, poi, dopo la prima parte, pagina dopo pagina si è rotto qualcosa: resto comunque in minoranza rispetto al giudizio negativo 🙂

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  6. luisa zambrotta ha detto:

    E’ un romanzo fantastico, da leggere, rileggere e assaporare!

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    1. Maryella B. ha detto:

      In effetti credo di essere un po’ una voce fuori dal coro rispetto al mio giudizio negativo 🙂

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      1. luisa zambrotta ha detto:

        Noi l’abbiamo letto a un corso di letteratura italiana contemporanea, scavando dietro a ogni singola parola, e ne siamo rimasti affascinati

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      2. Maryella B. ha detto:

        Ho trovato molto seduttiva e avvincente la prima parte, poi qualcosa si è rotto…

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  7. Susy ha detto:

    Non lo conoscevo devo ammettere e confesso che mi ispira poco, la mia lista infinita ringrazia per questa volta

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    1. Maryella B. ha detto:

      Mi senti molto in minoranza rispetto al mio giudizio negativo perché in moltissimi lo hanno apprezzato, quindi non vorrei influenzarti troppo perché il modo di vivere un libro, naturalmente, cambia da lettore a lettore

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  8. CHIARA “Chiaretta” ROPOLO ha detto:

    bella recensione che mi ha permesso di capire che non è il libro adatto a me

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    1. Maryella B. ha detto:

      Non saprei Chiara… io sono una voce fuori dal coro tra le tante recensioni entusiastiche quindi potrebbe anche piacerti

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  9. leparoleinfinite ha detto:

    Un libro che ho in lista da tanto tempo. Ho letto recensioni molto positive

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    1. Maryella B. ha detto:

      Sì, anch’io l’ho comprato grazie alle recensioni positive e a persone che me l’avevano caldamente consigliato. Però non è andata benissimo

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