Un po’ santi e un po’ peccatori

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9788898426188_0_0_300_75Titolo: Un po’ santi e un po’ peccatori
Titolo originale: Between Sinners and Saints
Autore: Marie Sexton
Traduttrice: Barbara Cinelli
Edito da: Triskell Edizioni

Lunghezza: 340 pagine
Genere: Contemporaneo
Sottogenere: Gay Romance
Rating: per adulti
Formato: pdf, epub, mobi
Descrizione: Levi Binder è un barista di Miami al quale interessano solo due cose: il sesso e il surf. Ostracizzato per la sua omosessualità dalla famiglia di fede mormone, Levi è determinato a vivere la vita a modo suo, ma tutto cambia quando incontra il massaggiatore Jaime Marshall.
Jaime è abituato a stare da solo. Ossessionato dagli orrori del suo passato, ha come unico amico un cane: la fedele Dolly. E non ha idea di come gestire un uomo splendido e vivace come Levi.
Completamente agli antipodi in superficie, sia Levi che Jaime desiderano qualcosa che possono trovare solo stando insieme. Attraverso l’amore e il potere terapeutico del tocco delle mani, troveranno un modo per guarirsi l’un l’altro e impareranno a vivere come peccatori in una famiglia di santi.

Recensione

FarfallaPurpurea

Marie Sexton è una garanzia e ogni romanzo letto che porta la sua firma non mi ha mai delusa: correva l’anno 2013 quando ho fatto il mio incontro con Promesse, portato in Italia da Dreamspinner Press, e venivo irresistibilmente attratta da un genere  – quello degli M/M – che mi ha saputo regalare bellissimi momenti fatti di intensità ed emozione.

Un po’ santi e un po’ peccatori non fa altro che confermare le stesse sensazioni non tradendo in alcun modo le mie aspettative, che, confesso, prima di iniziare la lettura erano molto alte.

Non nascondo che l’inizio è stato un po’ in salita: diverse le perplessità ma, per fortuna, l’evoluzione della storia è stata tale da farmi dimenticare i vari dubbi, sostituiti presto da ben altre impressioni. Non sempre riesco a confrontarmi con temi forti quali il dolore; non sempre trovo che gli autori sappiano ben padroneggiare la dimensione della sofferenza. Sento che il tormento legato a ferite sia fisiche, ma soprattutto interiori, meriti di essere declinato con l’opportuna delicatezza, con una sensibilità speciale, in grado di mantenere quel carattere di essenziale umanità capace di toccare, segnare e provocare suggestioni struggenti senza acquistare una natura voyeuristica, disturbante e gratuita. L’abuso degli abusi è una china che  molti autori percorrono: facile perdere il senso della misura e tracimare  gli argini.

La Sexton questo senso della misura non lo perde e riesce a dare una svolta alla narrazione dando il via a un cammino di scoperta di sé per entrambi i personaggi: percorso che porta a un nuovo modo di vivere e approcciarsi all’altro. Levi abbandona quell’atteggiamento egoistico – dovuto più alla volontà di ribellarsi alla famiglia – che lo spinge a non guardare mai agli altri, a cercare solo avventure di una notte, alla ricerca di un piacere effimero, in cui si disinteressa del partner, addirittura non ne ricorda nemmeno il nome, e impara, invece, a mettere innanzi a tutto il benessere del compagno e la sua felicità. Impara a rispettare, a voler proteggere e non forzare la persona che ama; soprattutto impara che l’incontro con l’altro non è solo sesso e pur nel desiderio riesce a controllarsi, ad aspettare, ad adattarsi per paura di ferire Jaime, di esagerare e bruciare le tappe. A lui tocca un compito difficile, compito che, addirittura Levi arriva a pensare sia stato predisposto da un Dio che ha voluto dargli un’occasione.

Jaime, inizia una strada che gli fa superare le paure che lo attagliavano sin dall’infanzia: la paura di essere toccato, la paura di ogni contatto che non fosse quello legato al suo lavoro. Per entrambi è stata una strada in salita, difficile, in cui è stato necessario impegnarsi, avere pazienza, e, soprattutto, avere fiducia e aprirsi all’altro. E se Jaime potrebbe sembrare quello che ispira maggiore tenerezza per via del suo passato, sono stata toccata tantissimo dal cambiamento di Levi: la sua dolcezza, la tenera volontà di non ferire la personata amata, il suo bisogno di prendersi cura di Jaime e  di proteggerlo. Entrambi capiscono che non possono continuare a vivere così come avevano fatto fino a quel momento, per entrambi giunge la consapevolezza  di non aver ai vissuto realmente: si erano limitati a sopravvivere, ingannando se stessi, inibendo i loro veri desideri. Levi si era costruito uno pseudo-equilibrio fatto di promiscuità seriale, non creando mai vere relazioni. Circondato da una folla di gente ma sempre solo. E solo era anche Jaime che, per contro, aveva eretto un muro attorno a sé.

Queste due anime sole, sofferenti, quando si incontrano, in qualche modo, si riconoscono anche se il primo approccio sembra non promettere bene. Servirà del tempo perché Levi capisca: un altro è il modo  di avvicinarsi a Jaime. Giunge graduale la consapevolezza che la sua stessa filosofia di vita non va bene: gli incontri fatti solo di fisicità, rabbia, irruenza, anche se appaganti sotto l’aspetto fisico, lo lasciano vuoto. Amareggiato. È un vivere a metà, nel quale si distrugge e non si costruisce.

La Sexton tesse una storia di riscatto: riscatto dal passato, dalle scelte sbagliate fatte per ribellione o per necessità; la Sexton narra la storia di due persone tormentate dal bisogno di ritrovarsi, affrancarsi da un passato penoso che ha messo una pesante ipoteca sul loro presente. Seppur seguendo ognuno una strada diversa Levi e Jaime iniziano, quando si incontrano, ad affrontare un cammino difficoltoso, che li porterà ad avvicinarsi l’uno all’altro e, contemporaneamente, ad avvicinarsi a quello che sono davvero. In maniera graduale l’autrice comincia a far nascere un legame solido, di enorme intensità e forza: un’intesa prima dell’anima che del corpo; un’unione segnata da sentimenti altruistici che prima ancora che d’amore sono fatti di amicizia, interesse e rispetto per l’altro. È un retaggio ingombrante quello con cui si trovano a fare i conti: una realtà familiare e religiosa desueta. Sono due famiglie complicate, sia quella di Levi che quella di Jaime e, per entrambi i nostri protagonisti, per motivi diametralmente opposti, non è facile scendere a patti con questi legami. La famiglia di Levi ingerisce troppo, giudica, pretende di decidere della vita del figlio e maggiore è la voglia di fare il suo bene – perché di sicuro sono mossi dall’affetto – maggiore è la sensazione di non sentirsi accettato con la conseguente spinta ad allontanarsi. Jaime, d’altra parte, si è sentito tradito, abbandonato, ha sentito che la famiglia è stata troppo assente, non l’ha protetto e gli ha solo fatto del male.

Marie Sexton ha saputo consegnarci un libro toccante in cui ha fuso due temi importanti: la difficoltà dell’essere accettati e i problemi di ordine religioso, comuni a molti culti, legati all’omosessualità. Vi consiglio di non perderlo.

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4 commenti Aggiungi il tuo

  1. luisa zambrotta ha detto:

    Grazie per il consiglio e la recensione

    Mi piace

  2. sherazade ha detto:

    Ottima recensione molto allettante.

    shera 🌲🌲🌲🌲🌷🌿

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  3. almerighi ha detto:

    tipico della natura umana

    Piace a 1 persona

    1. Maryella B. ha detto:

      Direi proprio di sì…

      Mi piace

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