Inganno – Maria Adolfsson

Traduttore: S. Forlani
Editore: SEM
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 18 ottobre 2018
Pagine: 444 p.
Voto: ♥♥♥
Descrizione: La detective Karen Eiken Hornby si sveglia in una stanza d’albergo senza ricordare molto della sera precedente: ha bevuto troppo. Nel letto, accanto a lei, c’è un uomo che dorme profondamente e non dovrebbe essere li. È il suo capo, Jounas Smeed, comandante della divisione crimini della polizia di Doggerland. Karen pensa che dovrebbe decidersi a cambiare abitudini e darsi una regolata, anche perché la vita le ha già fatto pagare un conto salato. Troppo salato. È un pensiero che la tormentata detective ha spesso e che le si ripresenta con forza quando riceve l’incarico di indagare su un efferato omicidio. La vittima, infatti, è Susanne Smeed, proprio l’ex moglie del suo ultimo amante. Karen Eiken Hornby è tornata a Doggerland per dimenticare il suo passato. Ci prova con l’aiuto dell’alcol, del suo impegnativo lavoro, e di uomini che non le piacciono. Ora però è obbligata a fare i conti con i propri errori e quelli degli altri. Il primo capitolo di una serie di noir ambientati a Doggerland, un arcipelago immaginario situato tra la Gran Bretagna e la Scandinavia, nel Mare del Nord. Le isole, Heimö, Noorö e Frisel, rappresentano ciò che rimane della massa continentale che univa le terre britanniche e il continente europeo.

Recensione

Maryella B.
Maryella B. – proprietaria del Blog Le Trame del destino: Libri e dintorni – è anche redattrice presso MilanoNera: la presente recensione è stata  pubblicata in precedenza su MilanoNera e solo in seguito inserita legittimamente nel Blog, in quanto spazio letterario proprio dell’autore della recensione. 

Inganno, primo episodio della Doggerland series, arriva in Italia pubblicato da SEM – Società Editrice Milanese e rappresenta il “vero” esordio letterario della sua autrice, Maria Adolfsson, che grazie a questo titolo aggiunge il proprio nome a quello di una fortunata scuola di scrittori nordici particolarmente apprezzati dagli appassionati del genere giallo.
Felsteg – titolo originale dell’opera – si veste delle atmosfere fredde e crepuscolari tipiche dei paesi scandinavi e porta con sé il fascino di una scrittura che indugia nelle descrizioni, accompagnando i lettori in luoghi “lontani”, la cui aura ricca di mistero conferisce alla narrazione quel taglio speciale, scandito da ritmi lenti e da una spiccata attitudine all’introspezione psicologica.
Maria Adolfsson accoglie le istanze di un filone dalle caratteristiche già ben delineate e, oltre che alla risoluzione del mistero, concede spazio alle dinamiche personali dei suoi protagonisti attardandosi sulle questioni irrisolte, soffermando l’attenzione su tutti quei risvolti esistenziali che fanno di essi degli attori sociali. È in particolare nella figura della detective Karen Eiken Hornby che queste prerogative acquistano maggiore efficacia: è un’anti-eroina la protagonista di Inganno; incarna la complessità e le tribolazioni di una vita normale; è segnata dal dolore, dai sensi di colpa e dalla necessità di chiudere con un passato troppo ingombrante da cui tenta di fuggire rifugiandosi nell’alcool, lasciandosi assorbire totalmente dal lavoro e facendosi coinvolgere da uomini sbagliati.
Una mattina particolare, quella che segue l’Oistra, la grande festa delle ostriche a Doggerland, fa da sfondo all’inizio del romanzo: Karen viene chiamata a dirigere le indagini sull’omicidio di una donna. Si tratta dell’ ex-moglie di Jounas Smeed, comandante della divisione crimini della polizia di Doggerland e suo capo, col quale, proprio alcune ore prima, l’investigatrice dopo l’ennesima scelta avventata, ha trascorso la notte. Nonostante le difficoltà legate alle circostanze e all’ostilità dei colleghi, la detective affronta con scrupolo il compito assegnatole non fermandosi alle apparenze che vorrebbero il caso risolto e comprende che, forse, la verità potrebbe essere legata a una telefonata che risale alla primavera precedente: è il passato che si fa custode di una realtà insospettata e spiazzante.
L’ambientazione, seppur, fittizia dell’arcipelago delle Doggerland, situato nel Mare del Nord tra la Gran Bretagna e la Scandinavia, è ricca di suggestioni concrete e diviene lo scenario in cui, oltre all’omicidio, si consuma la complessa meccanica delle interazioni e dei mutamenti collettivi, si mettono in rilievo le questioni femministe – incarnate dalle difficoltà di integrazione lavorativa in un contesto maschile come quello della polizia – e si scandaglia, con lucida e riflessiva precisione, l’universo delle relazioni umane.

9 commenti Aggiungi il tuo

  1. Sabryna88rsi From Switzerland ha detto:

    Deve essere intrigante.

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      1. Sabryna88rsi From Switzerland ha detto:

        💜

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  2. Sabryna88rsi From Switzerland ha detto:

    L’ha ribloggato su Sito dell'amorevole Elfa Sabrye ha commentato:
    💖 NON FA NIENTE SE LEGGERE UN PO’ ANCHE VOI!!! 💖💖💖

    Piace a 1 persona

    1. farfallapurpurea ha detto:

      ahhahaahhaha
      Grazie mille

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      1. Sabryna88rsi From Switzerland ha detto:

        💖 Grazie a te 💖

        "Mi piace"

  3. marisasalabelle ha detto:

    L’ho letto. Amo i gialli nordici, ma purtroppo tendono a farsi ripetitivi. Questo è stato una lettura piacevole, ma niente di eccezionale

    Piace a 1 persona

    1. Maryella B. ha detto:

      In effetti spesso manca quel guizzo che li affranchi da una sorta di opacità che li rende quasi stantii

      "Mi piace"

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