GDL: La città di sabbia – Commento ai cap. dal 22 a 27

44998632_2298709640202144_3749970537804201984_n

Il 30 Ottobre abbiamo pubblicato il post di presentazione del GDL (Qui) organizzato da La lettrice sulle nuvole e, come è solita prassi, l’iniziativa prevede delle tappe fisse in cui ognuno dei Blog partecipanti riassume e commenta i capitoli assegnati.

Il 13 Novembre il programma prevede che sia il mio Blog a fare il punto della situazione occupandosi dei capitoli che vanno dal 22 al 27.

 

Si parte e attenzione agli SPOILER

 

Cap. 22

Il fantasma del dente

La scena si apre su Mik e Zuzana: alla ragazza è chiaro che l’artefice dei crimini commessi ai danni del Museo Nazionale – il Fantasma dei Denti – altri non è che Karou. Gli album da disegno di quest’ultima ne sono la prova: le loro pagine erano piene di disegni di denti. Sempre denti. La preoccupazione – ma anche l’incazzatura – di Zuze è alle stelle, amplificata dal contenuto criptico dell’email ricevuta da Karou; troppe cose le sfuggono ma a un certo punto la folgorazione…

Sono felice… Sono felice…

Ecco la chiave per iniziare a risolvere il mistero: il riferimento al film preferito dalle due amiche quando avevano quindici anni. Zuzana è in allarme. Forse Karou è in pericolo e forse vuole essere trovata.

 

Cap. 23

Sacerdotessa di un castello di sabbia

Quando Karou è tornata nel mondo umano per raccogliere i denti non se l’è sentita di andare a Eretz; l’esigenza di trovare un luogo grande, isolato, in cui nascondere un esercito di chimere e da cui raggiungere, con relativa facilità, il portale sulla Catena dell’Atlante la porta nella kasbah: è questo il castello di sabbia a cui fa riferimento nell’email a Zuzana. Una vera e propria città. Magnifica e monumentale. Un esercito di chimere armate la animano, chimere di cui la nostra protagonista non si fida, tanto da averne paura,  avverte che tra loro aleggia un clima ostile: vedono in lei una traditrice e mal tollerano che le loro anime dovranno passare tra le sue mani per risorgere. Ten, il cui aspetto è quello di una lupa, unica sopravvissuta del seguito di Thiago le sta per portare la cena su ordine di quest’ultimo: il Lupo da tempo le porta i pasti in modo che lei non interrompa il suo lavoro e offre il proprio contributo in termini di dolore per rendere possibile la magia di Karou. La ragazza è sconcertata dal pensiero che stava aspettando Thiago e, poco dopo, viene gelata dai progetti del Lupo che ha affidato a Ten il compito di farle da assistente per accelerare tutto il processo di resurrezione. Nonostante le opposizioni alla fine non può che cedere agli ordini. Karou si sente molto a disagio sia con Ten che con le altre chimere che hanno un atteggiamento che lei definisce ferino, ricorda l’episodio dei “frutti dell’arza” e sente che in lei le due nature, quella umana e quella di Madrigal, si scontrano ma al contempo si uniscono creando una strana alchimia. Il capitolo si chiude con l’entrata in cena di Razor: resuscitato per espressa volontà di Thiago era un sacerdote delle ossa di Heth e Karou ne aveva percepito l’anima colma di oscurità.

 

Cap. 24

Amante di un angelo

Tutta l’attenzione della sala in cui si trova Karou è rivolta su Razor, i cui occhi sono fissi sulla ragazza: coloro le cui anime venivano dai turiboli non ricordavano nulla, non sapevano che Loramendi fosse caduta e non sapevano che dovevano la loro nuova possibilità di vita proprio a lei.  La chimera dalla testa di leone con un balzo cerca di attaccare Karou, che riesce a sottrarsi  ai colpi fisici di Razor ma non alle sue parole, sferzanti più di un pugno: lei è l’amante di un angelo, onta delle peggiori per le chimere e per lei questa vergogna assume un vero e proprio significato letterale. Alle parole segue un secondo attacco finché non giunge Thiago a porre fine allo scontro: Karou sente il sangue pulsarle nelle vene, avverte dentro di sé la sua natura di soldato, si sente Madrigal. Poco dopo il Lupo ordina che venga riportata da Ten nella sua stanza ma non prima di dirle quanto lei sia preziosa, che ha il desiderio di proteggerla e che si fida di lei: il passato dev’essere cancellato per concentrare tutte le energie sulla missione che stanno portando avanti.

 

Cap. 25

La fila dei nemici comincia qui

Karou è nella sua stanza, dopo aver lasciato fuori Ten, sente il bisogno di disegnare e preso l’album il suo pensiero va ad Akiva: l’angelo di cui è stata amante, quell’accusa che ancora le brucia, che forse non le consentirà mai di essere perdonata e accettata dalle chimere finché non riuscirà a resuscitare tutte quelle che sono morte a causa sua.

Il che ovviamente era impossibile. Troppe anime erano svanite, comprese quelle che le erano più care. Perdute. Era così, allora? Nessuna possibilità di redenzione?

Tanti i sentimenti che si agitano in lei: il desiderio di svegliarsi e scoprire che tutto non è stato altro che un brutto sogno, la frustrazione per l’impossibilità dell’impresa che sta portando avanti, la voglia di ritrovare Zuzana e il suo sostegno. Su tutto però Karou ha una consapevolezza, sa che sta agendo solo per Sulphurus e per le altre chimere che non sono ancora state uccise dagli angeli.

Un fischio acuto la distoglie dai suoi pensieri: una pattuglia sta tornando e Karou gioisce alla vista di Ziri, uno della sua gente, un Kirin, forse l’unico delle chimere che non aveva gioito dell’esecuzione di Madrigal. Con lui Madrigal aveva un’intesa speciale, fin da bambini, ma ora le cose sono cambiate, Karou lo legge negli occhi del vecchio amico, divenuto un adulto dall’andatura pesante e dallo sguardo cupo.  Da cosa dipendeva quell’atteggiamento? Perché lui non aveva ricambiato il suo saluto? Nonostante il desiderio di sapere la ragazza non se la sente di scendere e scoprirlo.

 

Cap. 26

Atroci lesioni

Karou non aveva visto che Thiago era affacciato alla finestra sottostante alla sua: quando Ziri aveva alzato gli occhi su di lei aveva scorto il Lupo e così aveva ignorato il saluto della ragazza: erano questi gli ordini, rivolti a tutti, ma il giovane pensava fossero, in particolare, rivolti a lui. Lui che era stato amico di Madrigal, che l’aveva amata, che aveva tentato di invano salvarla. Che ancora provava qualcosa per lei, anche se non riusciva a capire la natura di quei sentimenti: forse pietà?

Thiago, il soldato per eccellenza, ora è di fronte a Ziri e ha solo una cosa da chiedere, una sola speranza: che abbiamo inferto terribili lesioni ai corpi inermi dei nemici e che gliene venga fatto il racconto. Nel cuore di Ziri monta il disgusto.

 

Cap. 27

Grande cuore selvaggio 

In questo capitolo la narrazione si apre sulla fuga di Sveva, aiutata da Rath, giovane Dashnag che porta in braccio Sarazal. I Dashnag sono carnivori e la giovane teme per la propria sorte e per quella di Sarazal, ma Rath con parole lapidarie la rassicura sul fatto che non diventeranno il suo pasto: le sta conducendo  dai Caprini, branco di creature lente e dondolanti, nella speranza che tra loro ci sia un guaritore. Sveva si chiede il perché di tanta devastazione, di quel fuoco distruttore,  cosa gli  angeli siano disposti a fare pur di uccidere o catturare poche chimere.

Torna in scena Akiva e sgombra il terreno dall’idea che i serafini stiano incendiando tutto il territorio: l’intento è quello di radunare i fuggitivi verso una stessa direzione e dunque stanarli, ma l’angelo sta facendo il possibile per portare avanti un piano di depistaggio. Akiva si confronta con Hazael e insieme si chiedono chi ci sia dietro gli attacchi. Inizia a farsi avanti l’idea che possa esserci un altro resuscitatore e il cuore del serafino perde un colpo al pensiero che Karou sia viva.

Nonostante il doppio gioco di Akiva la lentezza dei Caprini fa sì che vengano scoperti: una è la missione attaccare per uccidere e poi mutilare il nemico. Akiva si ribella, ma è consapevole che non basta solo smettere di uccidere le chimere, è necessario scegliere il proprio padrone e usare una nuova arma: la speranza.

Considerazioni

Con enorme dispiacere, commentando le tappe precedenti, avevo espresso il mio malumore per il modo in cui la Taylor sta gestendo la narrazione di La città di sabbia: troppi cambi di scena, introduzione di nuovi personaggi, abbondanza di sequenze statiche in cui l’azione è totalmente assente e rende la lettura tutto fuorché dinamica; tuttavia mi rendo conto che queste stesse caratteristiche sono elementi essenziali per rendere movimentato e vitale un plot, ma la Taylor sta sprecando, sta indugiando, sta dicendo troppo senza in realtà dire molto, sta inserendo nuovi tasselli – probabilmente nei capitoli seguenti scopriremo che diverse informazioni sono essenziali – ma lo sta facendo nel modo sbagliato. Tutto risulta troppo diluito, privo di energia: non basta elencare azioni, descrivere pensieri, inserire informazioni, è necessario fare molto altro. Scrivere – scrivere per coinvolgere – è superare la forma e andare oltre il contenuto: è creare suggestioni, dipingere, raffigurare universi emotivi ed emozionali, riuscire a far fluire una corrente vorticosa che avvolga il lettore, sì travolgendolo con intensità ma al contempo cullandolo con l’incanto seduttivo di una malia morbida e suadente.

L’attitudine a raccontare della Taylor mi lascia l’amaro in bocca: avevo apprezzato buona parte di La Chimera di Praga che, sul finale, aveva perso mordente, acquistando il carattere della frammentarietà e smarrendo quella pienezza che aveva reso interessanti trama e personaggi. In questo secondo libro e nei capitoli che sono argomento di questa tappa non trovo siano stati fatti passi avanti: manca un’anima che risollevi le sorti della storia, sottraendola a un destino di scialbo grigiore; manca una mano abile, capace di rendere il riverbero dell’animo umano, entrando nei suoi riflessi, cogliendone le sfaccettature, facendo delle proprie parole qualcosa di funzionale a questo progetto. La sequela di personaggi, di descrizioni, l’avvicendamento di contesti diversi, l’incessante lavoro di world building laddove potrebbe trasfigurare le fattezze della narrazione, finisce con l’essere un’esecuzione vuota, che non solo non riesce a offrirmi quel quadro che vorrei ammirare ma finisce con l’indispormi.

Poco si è aggiunto rispetto alla quantità di parole usate; poco è stato chiarito e la sceneggiatura, piuttosto, continua ad essere appesantita e ad arrancare.

Trovo che la caratterizzazione dei personaggi sia insignificante: a parte qualche momento trascurabile, mi appaiono banali, non bucano le pagine, sono schiacciati dalla mole ammorbante delle corrosive lungaggini dell’autrice, che, invece si dimentica di  soffermarsi a sufficienza sulla loro dimensione emotiva, rendendoli stuzzicanti o singolari e rendendoceli cari, o altrimenti invisi, ma facendocene avvertire tutta l’umanità nei suoi pro e contro. Di sicuro la Taylor sta intorbidendo le acque, soprattutto attorno al personaggio di Thiago, che è molto ambiguo: lo dimostra il fatto che dica a Karou di fidarsi di lei e che presto anche gli altri lo faranno, ma ai suoi sottoposti intima di tenerla a distanza e di non avere fiducia nella ragazza. Insomma, questi capitoli non sembrano un secondo episodio di una serie, in cui nel primo siano già state poste le premesse che consentano alla “navigazione” di procedere spedita: siamo ancora alle fasi di partenza mentre credevo saremmo già stati in alto mare. Spero che l’autrice aggiusti il tiro e inizi a fare sul serio. E scusandomi per aver perso la misura non riuscendo a essere più sintetica vi do l’appuntamento con la prossima tappa che potrete leggere seguendo il programma del calendario. A presto.

 

 

Titolo: La Città di sabbia
Autrice: Laini Taylor
Editore: Fazi editore

Genere: Modern Fantasy

Età di lettura: Young Adult

Pagine: 462 pag.
Serie: #2 Trilogia della Chimera di Praga

Seguito da: Notte di marionette e torte

Descrizione:  Dopo aver viaggiato nello straordinario mondo de La chimera di Praga e aver scoperto i segreti di Karou, allieva di uno stregone e talentuosa disegnatrice, chimera dai capelli blu che si innamora pericolosamente di Akiva, un serafino bellissimo, ecco il secondo tempo di questa grandiosa avventura, figlia della penna di una scrittrice già finalista al prestigioso National Book Award.
La studentessa d’arte Karou ha finalmente le risposte che ha sempre cercato. Sa chi è e cosa è. Ma, insieme a questa scoperta, un’altra verità affiora in superficie, una realtà che la ragazza farebbe di tutto pur di ignorare: ha amato un ragazzo che le è nemico, lui l’ha tradita e per questo il suo mondo è sconvolto. Ora, in una kasbah dimenticata nel deserto del Marocco, Karou e i suoi alleati si preparano a uno scontro definitivo contro l’armata dei serafini e sotto la luce delle stelle plasmano creature di potente forza distruttiva. Akiva, legato dall’appartenenza all’esercito degli angeli, ma gravato da un profondo conflitto interiore, inizia a progettare un altro tipo di battaglia: quella per il riscatto. Per la speranza. Costellato da scene drammatiche e scenografie impossibili, La città di sabbia porta i due protagonisti sui fronti opposti di una guerra antichissima che ha acquistato nuovo vigore. In una dimensione fantastica descritta nei minimi particolari, Laini Taylor dà vita a un mondo intero dove la combattuta storia d’amore tra Karou e Akiva diventa il simbolo della lotta per la pace universale.
Ma la speranza può rinascere dalle ceneri dei sogni infranti?

 

 

 

13 commenti Aggiungi il tuo

  1. Diana Reydych ha detto:

    Io non so cosa ne penso. Non mi sta dispiacendo , anzi il capitolo su Ziri mi ha fatto pensare :” sto lupo bastardo e doppio giochista! ” che le Chimere siano arrabbiate con lei ha anche senso, ma non mi aspettavo l’ostracismo calcolato. Se Karou lo scopre lo sventra a Thiago.
    Sto ancora aspettando l’avviamento della storia, ma non posso lamentarmi perché mi sta fornendo un contesto anche se prendendo tutto alla larga e so che sarà fondamentale. A volte storie belle mancano di tutti gli elementi secondari, scatenando il dibattito tra chi si esalta e chi è esigente.
    Probabilmente Karou ed akiva si scontreranno terribilmente e Zuzana irrompera’ nella scena. Altrimenti a che pro le mail ?
    Quindi per il momento mi sto godendo la lettura, aspettando che le cose si allineino da sole.
    Scoprirò a fine lettura se è stato un fallimento o meno.

    Piace a 1 persona

    1. farfallapurpurea ha detto:

      Io sono abbastanza indisposta, non solo perché non concretizziamo – quello potrebbe essere anche perdonabile – ma perché mi manca il coinvolgimento emotivo, non sento emozioni o particolare trasporto. Non sempre è necessario raccontare chissà che, puoi fare un capolavoro anche descrivendo gesti quotidiani o contesti semplici o normali: è del modo che sono insoddisfatta più ancora che del contenuto. Però capisco totalmente il tuo approccio: di sicuro si continua a preparare il terreno e alla fine tutto tornerà. Vedremo…
      Grazie per essere passata ❤

      "Mi piace"

  2. cara Mariella hai espresso in parole quello che io avevo in mente dall’inizio di questo volume. la tua è una analisi perfetta della situazione.
    Vorrei solo aggiungere che nonostante tutto i capitoli si leggono in maniera molto veloce e forse questo è sintomo di qualcosa di bello che spero avverrà a breve.

    Piace a 1 persona

  3. farfallapurpurea ha detto:

    Devo dire che il mio stato d’animo non mi aiuta nell’affrontare la lettura: non la sento particolarmente agevole perché quando mi prende che non provo emozioni faccio fatica e mi sento come schiacciata. Però non demordiamo in attesa della svolta.
    Baci

    "Mi piace"

  4. CHIARA ROPOLO ha detto:

    mi dispiace e un po’ ti capisco. La maggiore particolarità di questa trilogia è dato proprio dallo stile dell’autrice. A me piace ma capisco bene le critiche che rivolgi. Non le condivido ma le capisco. Spero che andando avanti possa coinvolgerti maggiormente

    "Mi piace"

    1. farfallapurpurea ha detto:

      Non dispiacerti Chiara 🙂
      anche se un libro non mi coinvolge trovo che l’esperienza resti sempre importante: mi aiuta a focalizzare meglio i miei gusti di lettrice e il fatto di dover motivare le mie sensazioni è una spinta incredibile a riflettere.

      "Mi piace"

  5. leoblogintheworld ha detto:

    L’autrice non ne esce molto bene, mi pare

    "Mi piace"

    1. farfallapurpurea ha detto:

      Non molto in effetti

      "Mi piace"

  6. Maledetto Thiago, sta tramando sicuro qualcosa per far sì che lei rimanga isolata e si appoggi esclusivamente a lui!!! Maledetto lupo calcolatore!! Comunque ammetto che anche a me ha preso un po’ meno rispetto al primo, ma la curiosità di arrivare alla fine e vedere tutto svelato è davvero eccessiva!

    "Mi piace"

    1. farfallapurpurea ha detto:

      Sì, Thiago di sicuro ha in mente qualcosa e non mi aspetto nulla di buono. La curiosità resta anche per me però spero si cambi registro 🙂

      "Mi piace"

  7. Manuela ha detto:

    Come te sto soffrendo per i continui cambi di piano. Fatico molto a seguire la narrazione che oltretutto non mi cattura.

    Piace a 1 persona

    1. farfallapurpurea ha detto:

      Condivido in pieno: non riesco a farmi coinvolgere e i cambi di scena, così come i molti personaggi, in altri libri ho trovato dessero dinamismo alla narrazione, ma qui tutto è privo d’interesse, non mi dice nulla, anzi mi snerva. Speriamo cambi

      "Mi piace"

  8. dolci73 ha detto:

    Tanto lenti questi primi capitoli

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.