(L’angolo Vintage 2.0 #2)Va’ dove ti porta il cuore – Susanna Tamaro

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A Settembre ho presentato una nuova Rubrica, cui ho aderito con grande piacere, uscita dalla vulcanica mente di Chiara La lettrice sulle nuvoleL’angolo Vintage 2.0 che si pone come obiettivo quello di costringerci a leggere quei libri che da tempo “immemorabile” riposano nelle nostre librerie e che, pur essendo presenti nelle TBR, restano lì ad aspettare di essere sottratti al triste destino di vedersi preferire altre letture.

Ogni 17 del mese verrà pubblicata la recensione del titolo fortunato.

Insieme a me, oltre a Chiara, hanno aderito anche altre Blogger con le quali mi sono già confrontata grazie ad altre iniziative. Se volete seguirci potete trovare qui i loro articoli e se vi va potete unirvi noi: saremo felici di allargare il gruppo.

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Recensione

FarfallaPurpurea

A Ottobre la mia scelta è caduta su un titolo pubblicato nel 1994 e subito diventato un successo editoriale: anch’io, seppur con 24 anni di ritardo dalla data di pubblicazione, avrei finalmente letto il famosissimo Va, dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro.

 

61-01ch2be5l-_sx355_bo1204203200_Autore: Susanna Tamato

Titolo: Va’ dove ti porta il cuore

Genere: Narrativa contemporanea

Descrizione: Olga è nell’età in cui si fanno bilanci. Malata, sente il bisogno di raccontarsi, di ripercorrere la sua giovinezza, il suo matrimonio infelice e le vicende che hanno condotto sua figlia Ilaria a una morte precoce. Ha così inizio la sua lunga confessione alla nipote. E nel gesto della scrittura Olga ritrova finalmente il senso della propria esistenza e della propria identità.

Anche la mia voce si sarebbe aggiunta al coro dei suoi estimatori?

I numeri non lascerebbero dubbi: 16 milioni di copie vendute in tutto il mondo e addirittura un’onorificenza altisonante vuole il bestseller della scrittrice triestina come uno dei 150 libri che hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia del nostro Paese. Con queste premesse le aspettative erano senza dubbio altissime, così come altissima – non sarebbe stata la prima volta – la possibilità di ricavarne una delusione senza precedenti.

Senza tergiversare dico subito che ho faticato parecchio per portare a termine la lettura e ancora di più nel tentativo di entrare in sintonia coi pensieri e i sentimenti di Olga, voce narrante della storia: complice senza dubbio la mia scarsa predisposizione per una struttura narrativa impostata su un flusso continuo che prende le sembianze ibride del romanzo epistolare e del diario. Quella della Tamaro è una scrittura lineare, dal carattere riflessivo, che lascia fluire le emozioni, i ricordi, le idee, ma che non riesce a raggiungermi come avrei voluto. La forma del monologo appesantisce e rallenta, toglie dinamismo e crea una stasi legata alla sovrabbondanza di descrizioni, informazioni, citazioni, sentenze morali e considerazioni senza che queste siano intervallate da dialoghi o sequenze narrative che mandino avanti la storia e facciano da motore trainante.

Olga sente il bisogno di dire, di lasciare liberi – senza filtri o inibizioni – rimpianti, speranze tradite,  rivelazioni in una lettera virtuale alla nipote – che non intende però inviarle mai: una testimonianza che mette a nudo tutta la sua dimensione emotiva e ne sottolinea fragilità e difetti mentre ricostruisce le scelte della propria vita, giudica se stessa e gli altri, analizza le relazioni che l’hanno segnata, prima tra tutte quella con la figlia prematuramente scomparsa. Il suo intento non è solo quello di fare un bilancio del proprio vissuto, ma soprattutto di lasciare una sorta di testamento didattico-didascalico – e dunque per questo quasi scontato e ordinario – che trova la propria summa nel titolo stesso del romanzo: la direzione indicata dal cuore è l’unica che valga la pena seguire.

Pur apprezzando alcune riflessioni che prendono vita lungo la malinconica confessione della protagonista ho trovato poca tridimensionalità nella caratterizzazione del suo personaggio e dei suoi sentimenti che non mi hanno travolta con l’energia vitale e l’umanità che mi aspettavo e avrei voluto mi abbracciasse, toccando la mia sensibilità. I messaggi avevano un che di stantio e quasi retorico, soprattutto per la marcata componente sentimentalistica, accentuata ancor di più dalla monocorde struttura narratologica.

Una scelta poco felice quella di questo mese, ma che non sento di sconsigliare perché nulla toglie che il libro possa piacere ad altri lettori con preferenze e sensibilità diverse dalla mia. Aspetto i vostri pareri e vi do l’appuntamento al 17 Novembre, data in cui vi parlerò di un classico conosciutissimo: Mansfield Park di Jane Austen.

 

16 commenti Aggiungi il tuo

  1. dolci73 ha detto:

    A me questo libro, letto eoni fa, commosse tantissimo.

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    1. farfallapurpurea ha detto:

      Io purtroppo non sono riuscita a farmi prendere, ma ammetto il mio forte limite quando si tratta di confrontarmi con un flusso narrativo continuo: le stesse difficoltà le ho avute con altri libri che hanno lo stesso tipo di struttura

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  2. io invece sono tra quelle scettiche, non ho mai sentito le necessità di leggerlo, e molto probabilmente resterà per me un libro noto ma semplicemente non adatto a me.
    stessa cosa mi è capitata con il libro di Faletti, tutti lo hanno decantato ma io me ne sono tenuta alla larga.

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    1. farfallapurpurea ha detto:

      Anch’io ho perso un bel po’ di tempo prima di convincermi a leggerlo come mi capita spesso con questi “successoni editoriali” da cui diffido sempre

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  3. CHIARA ROPOLO ha detto:

    l’ho letto quando è uscito, tanto tempo fa. Ho un vago ricordo ma so che non mi era piaciuto, proprio per lo stile

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    1. farfallapurpurea ha detto:

      Ho avuto difficoltà da subito e via via la situazione è peggiorata e non sono riuscita a farmi coinvolgere

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  4. Susy ha detto:

    Ho letto questo libro tantissimi anni fa, non mi aveva entusiasmata sebbene tutti l’amassero ma ricordo che è stata comunque una lettura carina

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    1. farfallapurpurea ha detto:

      Sì, non è del tutto malvagia come lettura, ma non mi ha conquistato: avevo ben altre aspettative

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  5. Erica Libri al caffè ha detto:

    Ho letto questo libro appena uscito e lo ricordo bello ma non facile e scorrevole in effetti.

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    1. farfallapurpurea ha detto:

      Io non amo il flusso narrativo continuo in cui la preponderanza di descrizioni e riflessioni mi impedisce di provare vero coinvolgimento

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  6. manuela ha detto:

    Quando i libri vengono tanto osannati ti senti in difetto quando non ti piacciono o non ti convincono, vero? a me capita così. Questo romanzo lo lesse mia madre e disse che le era piaciuto.

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    1. farfallapurpurea ha detto:

      In effetti sembra che, se un successo editoriale non ti ha conquistato, tu debba sentirti quasi in colpa, però devo dire che nel tempo, per fortuna, ho un po’ superato questa sensazione. Fa questo libro mi aspettavo ben altro, devo dire.

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  7. Sorairo MadeforBooks ha detto:

    Ho sentito molto nominare questa autrice, ma non riesco a convincermi a leggerla.

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    1. farfallapurpurea ha detto:

      Anch’io ho temporeggiato parecchio, poi la Rubrica me l’ha fatto prendere in considerazione, almeno mi sono fatta un’idea personale 🙂

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  8. almerighi ha detto:

    mi ritorna in mente “va’ dove ti porta il clito” di Daniele Luttazzi… e tutte gli strascichi legali che ne seguirono

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