Pensieri su: 120, Rue de la Gare – Léo Malet

Titolo: 120, Rue de la Gare

Autore: Léo Malet

Edito da: Fazi Editore

Collana: Darkside

Genere: noir

Pagine: 221

Voto: (4/5)

Descrizione: Primi anni Quaranta. C’è la guerra. Nestor Burma è appena tornato dal campo di prigionia e vede per caso Colomer, suo socio all’agenzia investigativa Fiat Lux prima che venisse chiusa, davanti alla stazione di Perrache. Proprio quando i due si riconoscono e stanno per incontrarsi dopo tanto tempo, Colomer cade a terra, freddato da un colpo di pistola. Prima di morire, però, riesce a sussurrare all’amico un indirizzo: 120, rue de la Gare. Lo stesso che Burma aveva sentito ripetere all’ospedale militare da un prigioniero colpito da amnesia. Sulla scena del delitto c’è una ragazza armata. È lei l’assassina? Partendo dal rebus del misterioso indirizzo, iniziano le indagini. Ad aiutare l’investigatore ci saranno il poliziotto Florimond Faroux e la bella Hélène Chatelain, ex segretaria della Fiat Lux che, sospettata di nascondere qualcosa, verrà addirittura pedinata dalla polizia…
Torna in libreria uno dei capolavori di Léo Malet: la prima inchiesta dell’affascinante Nestor Burma. Un romanzo che non può mancare nelle librerie di chi colleziona la serie, ma anche un’ottima occasione per fare la conoscenza del detective anarchico e delle sue avventure.

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thought-2123971_960_720In una nuova e molto curata veste editoriale torna in libreria uno dei grandi del giallo d’autore: scrittore poliedrico e versatile, Léo Malet si muove in maniera disinvolta tra il poliziesco, i romanzi di cappa e spada e il giallo dalle tinte nerissime.  Universalmente riconosciuto come maestro del noir è proprio in questo filone che la critica gli ha attribuito i massimi riconoscimenti.

Mi chiamo Nestor Burma, – risposi, fremendo all’idea di star per svelare il mistero di quel poveretto. – Nella vita civile, faccio il detective privato…

– Nestor Burma, – ripetè con voce mutata.

– Sì, Nestor Burma. Prima della guerra, dirigevo l’Agenzia Fiat Lux…

– Nestor Burma.

Impallidì, come stesse facendo uno sforzo, la cicatrice si fece più netta, poi ebbe un gesto di profonda stanchezza.

– No… Non mi dice niente, – concluse in un soffio, con accento di dolore.

Accese con mano tremante una sigaretta, e trascinando i piedi, tornò a sedersi vicino alla rete, di fronte alla torretta e al piccolo bosco.

In una Parigi che fa da sfondo, 120, Rue de la Gare non delude gli amanti del genere e crea nel lettore una sorta di malinconico e struggente desiderio di incontrare più spesso autori di questa caratura. La sua è una scrittura energica, decisa,  che sa dar vita a dialoghi vivaci e brillanti, a intrecci intricati e a un personaggio – Nestor Burma – dal carattere intrigante e dall’intuito infallibile. È sua la voce che percorre e marchia le pagine: uomo anarchico e difficile, il detective saprà far luce su una vicenda complessa in cui, oltre al protagonista, si muovono altri interessanti attori: alcuni, come il poliziotto Florimond Faroux e la bella Hélène Chatelain, lo affiancheranno nella conduzione dell’indagine, altri contribuiranno a innalzare la tensione.

Quantunque spettinata, Louise era incantevole. Il deshabillé in cui era avvolta le stava a meraviglia. I piedi nudi, dalle unghie dipinte, affondavano nella pelliccia dello scendiletto. Era quel che si dice un gran bel bocconcino. Ma non era merito suo, se potevo bearmi di così seducente visione. Quando Lafalaise aveva suonato a quel civettuolo appartamento di periferia e aveva detto il suo nome, lei aveva soffocato un grido di sorpresa, e dopo aver fatto un sacco, di storie, aveva aperto la porta tremando. Aveva anche cercato di richiuderla quand’ebbe visto il nostro terzetto nella penombra del corridoio. Inalberai la faccia delle grandi occasioni: il meno che possa dirsene, è che non riesce particolarmente invitante.

Un libro da leggere e gustare anche per la marcata componente ironica e caricaturale che diventa valore aggiunto per quello che può essere considerato uno dei capolavori di Malet.

 

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. inchiostronoir ha detto:

    Un giorno dovrei leggere i romanzi con Burma. Li ho sempre “snobbati” a causa della serie TV degli anni ’90 che non mi è mai piaciuta. Bell’articolo, grazie!

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  2. almerighi ha detto:

    un grande! Conosco!

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Léo Malet il più grande noirista francese, almeno per me. Ne ho parlato diverse volte. Ed è un bene, seppur con una certa lentezza, che Fazi riproponga, anche che proponga in Italia i romanzi di Malet.

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