Black Moon. La tentazione del vampiro

Continua l’esperienza del GDL iniziato a Giugno e devo dire che la serie Black Moon mi sta dando incredibili soddisfazioni.

 

Blog che partecipano:

Le mie ossessioni librose

La lettrice sulle nuvole

Le Trame del destino. Libri e dintorni

Librintavola

 

La Riley Jenson Guardian è così composta:

1. Black Moon. L’alba del vampiro (Recensione)
2. Black Moon. I peccati del vampiro (Recensione)
3. Black Moon. La tentazione del vampiro
4. Black Moon. Il Gioco del vampiro
5. Black Moon. L’abbraccio della notte
6. Black Moon. Un bacio prima di morire 
7. Black Moon. Desiderio di sangue 
8. Black Moon. L’ombra del cuore
9. Black Moon. Chiedi alla luna

 


 

L’autrice

Keri Arthur vive a Melbourne, in Australia. I suoi libri e racconti, che spaziano dal paranormale all’urban fantasy, hanno ricevuto importanti riconoscimenti di critica e di pubblico. La Newton Compton ha già pubblicato i primi capitoli della saga Black Moon: L’alba del vampiro, I peccati del vampiro, La tentazione del vampiro, Il gioco del vampiro, L’abbraccio della notte, Un bacio prima di morire, Desiderio di sangue e L’ombra del cuore. I primi tre episodi della saga che ha per protagonista Riley Jenson sono stati pubblicati anche in volume unico. Per saperne di più visita il suo sito: http://www.keriarthur.com.

 

 

 

black-moon-la-tentazione-del-vampiroBlack moon. La tentazione del vampiro

Keri Arthur

Editore: Newton Compton

Genere: Urban Fantasy

Serie: Black Moon #3

Lunghezza: 336 pag.

Descrizione: Riley Jenson è sopravvissuta agli attacchi di lupi mannari impazziti, alle sperimentazioni di scienziati perversi e ai pericoli di un complotto oscuro in cui sembrano invischiati tutti gli uomini che hanno contato qualcosa nella sua vita. Una donna come lei, che ha nelle vene sangue misto di vampiri e lupi mannari, non teme nulla, se non la terribile smania che si impossessa del suo corpo nelle notti di luna piena… Finalmente Riley ha scoperto chi c’è dietro gli esperimenti genetici che hanno creato razze orribili e deformi, per quanto potenti. Dopo tante lotte, il male ha finalmente un volto e…

L’azione, il sesso e il pericolo non finiscono mai per Riley Jenson, l’unica eroina affascinante come un vampiro e indomita come un lupo mannaro

 


Recensione

FarfallaPurpurea

Il GDL iniziato a giugno prosegue a gonfie vele: abbiamo già concluso la lettura del terzo libro della Riley Jenson Guardian series e la prossima settimana partiamo con la quarta tappa di quest’esperienza che  si sta rivelando sempre più stimolante.

Chiusi gli occhi, sentendo che mi si riempivano di lacrime. Non perché la notte che avevo atteso con tanta impazienza era completamente sfumata, ma semplicemente perché nessuno dei due mi aveva chiesto come stavo.

Keri Arthur è un’autrice che conosce bene il mestiere: ha una mira infallibile e ogni volta è in grado di colpire il centro del bersaglio. E questo nuovo episodio delle avventure della sua incredibile eroina non è altro che la conferma delle talentuose doti della sua penna, capace di offrire alle lettrici un impianto scenico ingegnoso e dinamico, in cui le evoluzioni del plot e dei personaggi seguono una maturazione sempre coerente e priva di forzature. La Arthur, già dal primo libro, segna un colpo da maestro costruendo un’ambientazione dall’impatto irresistibile: studiato con accurata scrupolosità,  il mondo urban fantasy che si pone a fondamento delle sue storie ha una consistenza  solida, concreta e mai rarefatta. Al pari dei protagonisti AGISCE,  non si accontenta di essere un semplice sfondo, ma reclama ben altro ruolo. È una presenza costante, che non risulta mai molesta o inopportuna: con la fermezza di un carattere definito entra a far parte del resistente tessuto della trama e con la docile propensione a fondersi armoniosamente con tutti gli elementi dell’universo creato dalla Arthur acquisisce enorme impulso comunicativo: è l’aria respirata dai personaggi; dà vigore alla narrazione; sostiene l’intreccio; è una corrente di energia che percorre ogni pagina della saga. In questo microcosmo nel quale si muovono razze mutanti, una delle connotazioni più suggestive è la rappresentazione insolita della sessualità e delle relazioni, che sottraendosi alla rigida gabbia dei canoni tradizionali, conferisce un carattere originale e inedito a tutto il corpo narrativo e alla caratterizzazione dei personaggi. Il non essere umani, sposta il baricentro delle inibizioni, sottrae al giudizio etico perché non è sul terreno dei canoni umani che si gioca la partita, e, in qualche modo, accende e stimola il nostro immaginario… (cit.) 

«Hai un’espressione libidinosa negli occhi, mia cara. Posso fare qualcosa per aiutarti?»

«Dio, sì».

Coprii la piccola distanza che ci separava, e lui mi mise le mani sui fianchi, con fare possessivo, quasi esigente, mentre mi attirava a sé. Il suo corpo sembrava acciaio rovente contro il mio, la sua erezione ancor più bruciante nel punto in cui premeva sul mio ventre. Vampate di desiderio mi correvano sulla pelle già surriscaldata, ma cercai di non cedere all’impulso di prendere semplicemente ciò che volevo.

La tentazione del vampiro propone una storia in cui suspense e tensione sono in continuo crescendo: Riley finalmente ha l’occasione di confrontarsi con chi ha minacciato la sua vita nei libri precedenti e ogni capitolo la vedrà sembra più vicina alla verità. E in questa nuova avventura ritroverà i compagni di sempre, affronterà sfide insidiose, si misurerà con dei cambiamenti inattesi che investono la sua natura e i suoi poteri, che iniziano a svilupparsi in maniera imprevista. Come sempre non mancherà l’azione e l’elemento sentimentale sarà nuovamente gestito secondo le singolari regole dell’autrice: una sorta di parsimonia che, però, in alcuni momenti apre uno spiraglio alla generosità, concedendo una piccola, ma intensa, gratificazione ai cuori romantici. Non dà certezze la Arthur, ma sa come stuzzicare. Non nega. Non del tutto. Ma usa con esperienza l’arte del dare e del ritrarsi: lasciando sperare, toccando le corde più sensibili dell’immaginario delle sue lettrici per poi privare del sospirato appagamento. Ci si muove sempre sul filo del rasoio percorrendo le vie tracciate dall’autrice e La tentazione del vampiro non si sottrae a questa sperimentata consuetudine.

I dialoghi hanno il marchio di fabbrica della Arthur: brillanti, ironici, pertinenti e sempre adeguati al carattere dei personaggi e alle situazioni. I legami affettivi, quelli veri, vengono esaltati: la scrittrice australiana ne celebra il valore; sottolinea l’importanza data a chi si ama; lascia trasparire la preoccupazione per un fratello o una sorella; rende disponibile al lettore, senza alcun tipo di filtro, l’intima e autentica connessione che unisce Riley al gemello, facendoci sperimentare l’assoluta abnegazione che caratterizza il loro rapporto.

Come ben sa chi mi legge raramente nelle mie recensioni riporto gli avvenimenti che costituiscono l’intreccio, da un lato perché sono dell’idea che scoprire i fatti sia un diritto inviolabile del lettore, dall’altro ritengo che le vicende siano uno strumento attraverso cui gli autori veicolano messaggi, suggestioni, idee, ispirazioni ed è soprattutto da questi aspetti di una lettura che mi lascio conquistare. In fondo una storia può anche raccontare eventi non necessariamente rocamboleschi o straordinari: è lo stile dell’autore, il come vengono narrati e ciò che si nasconde tra le loro pieghe a fare la differenza. E a parte tutto mi è più congeniale portare l’attenzione su quanto non è esplicitamente scritto, ma fluisce dal copione a cui lo scrittore dà vita. E sull’onda delle fortissime sollecitazioni legate alla pesante polemica nata attorno al Romance – a chi lo scrive e lo legge – durante la lettura di Le tentazioni del vampiro venivo investita dall’eco delle etichette che vogliono il genere Rosa come una tipologia il cui profilo è descritto da qualità – per alcuni pecche imperdonabili – quali l’essere leggero e poco impegnativo. E se anche si tratta di caratteristiche frequenti nel Romance, sarebbe avventato ritenere che siano prerogative comuni a tutto il genere e, probabilmente, sarebbe precipitoso ritenere che quell’apparente leggerezza non nasconda ben altro. Così, accompagnata da queste riflessioni e dal tam tam mediatico originato dallo scontro virtuale tra detrattori e appassionati di Letteratura Rosa ((Leggi articolo) ho avvertito – chiare e insistenti –  le spinte dei messaggi edificanti che Keri Arthur fa scorrere come linfa vitale all’interno dei suoi libri.

I miei sensi erano all’erta e non è stato difficile spogliare Le tentazioni del vampiro da tutte quelle impressioni più immediate, che avrebbero visto questo romanzo come una lettura d’evasione, qualcosa da leggere, come viene spesso sottolineato, mentre si sta in spiaggia a godersi il sole, solo ed esclusivamente per svagarsi.

Ai miei occhi questo terzo episodio della serie Black Moon invece si delineava, pagina dopo pagina, con evidenza incontestabile, come un vero e proprio MANIFESTO FEMMINISTA – inteso nell’accezione più positiva del termine: Riley Jenson è un modello di donna che si fa sintesi di tutte quelle virtù ideali che esprimono la vera anima dell’universo femminile. È forte, coraggiosa, determinata, volitiva, ma non per questo diviene un’innaturale calco del microcosmo maschile: conserva intatte le qualità essenziali dell’essere donna e, mai come in questo libro, lascia filtrare le sue fragilità, i suoi desideri, i bisogni. Non ha nulla da dimostrare. Afferma con sicurezza di essere pari agli uomini, ma di quella parità che tiene conto delle differenze; che  rispetta e non ritiene un’onta mostrare il proprio nucleo più autentico. Lancia dei messaggi precisi: una donna deve rimanere se stessa; una donna non deve contraffare la propria natura indossando la maschera della durezza e della resistenza a tutti i costi; una donna può desiderare un figlio; una donna ha diritto alla propria dignità esattamente perché è diversa da un uomo e la sua delicatezza,  il bisogno di attenzioni e dolcezza non sono mali da sopprimere, ma valori aggiunti, che ne esprimono l’unicità.

 Chiusi gli occhi, sentendo che mi si riempivano di lacrime. Non perché la notte che avevo atteso con tanta impazienza era completamente sfumata, ma semplicemente perché nessuno dei due mi aveva chiesto come stavo…

****** era in piedi sulla soglia, una spalla poggiata contro lo stipite, l’espressione un misto di desiderio e ferma determinazione. E reggeva il più grande mazzo di rose rosse che avessi mai visto.Qualcosa dentro di me si sciolse. Esultò.

La Arthur attraverso la particolare rappresentazione della fisionomia del sesso urla a chiare lettere ben più di un banale assenso a una vita erotica fatta di promiscuità e disinvolta concessione ai piaceri carnali. La diatriba tra Quinn e Riley altro non è se non una rivendicazione della legittimità degli istinti, dei desideri, delle pulsioni femminili, del nostro diritto a provare il piacere, a inseguirlo e a non sottrarsi alla possibilità di ottenerlo. Una donna, così come un uomo, deve poter vivere il sesso senza rimanere incastrata nella gabbia dei giudizi e di una cultura maschilista che applica una doppia morale. L’autrice usando con sapienza la sfrenata brama sessuale dei lupi –  proponendola volutamente in una veste eccessiva e iperbolica – afferma che saziare la propria indole passionale equivale a respirare,  a compiere un’azione vitale ed ESIGE che all’orizzonte erotico di una donna si guardi con un atteggiamento ispirato a un principio di equità.

 «A quanto pare, non si fida di te», commentò…

«Senti chi parla. L’uomo convinto che tutte le lupe siano delle puttane».

«Ti ho spiegato che…»…

… fui investita da una nuova ondata di rabbia. Quell’uomo non faceva che giudicarmi, mettendo in discussione ogni mia scelta. Si aspettava che mi adattassi ai suoi parametri, che invece erano totalmente estranei ai principi di un licantropo.

Ma Riley non è solo ambasciatrice di una pretesa relativa alla libertà di vivere con pienezza la propria energia sessuale: la protagonista della Arthur non dimentica mai di parlare di un compagno a cui unirsi e giurare fedeltà, col quale condividere una relazione esclusiva e un’esperienza che vada oltre l’incompleto appagamento derivante da un consumo che rimandi solo ad aride prestazioni. La vera relazione, quella a cui ambire, è fatta di ben altro e una donna è a questa che vuole giungere.

Mi toccava, mi accarezzava, mi reclamava. Non fisicamente, forse, ma in un modo totale, assoluto, diverso da qualunque altro contatto avessi mai sperimentato. Non importava che i nostri corpi non fossero uniti, perché lo erano le nostre anime, e quella danza andava oltre l’intimità fisica, oltre il mero piacere. Avvertivo soltanto passione, calore, intensità, e ne ero sommersa. Deliberatamente, completamente. Il cuore mi batteva all’impazzata, il corpo urlava chiedendo sollievo, e ogni muscolo, ogni fibra erano talmente tesi da farmi temere che si spezzassero.

Il bisogno di essere compagne è insopprimibile e la Arthur dà piena voce a queste istanze, tuttavia non dimentica di puntualizzare che una donna, seppur compagna, non DEVE annullare mai se stessa. Non diviene proprietà dell’altro e mantiene sempre il privilegio di autodeterminarsi.

 «Ero troppo occupato a difendere il mio territorio per notare che il suddetto territorio era in condizioni pietose».

«Io non sono il territorio di nessuno».

 

10 commenti Aggiungi il tuo

  1. Il Mondo di SimiS ha detto:

    Purtroppo non ho letto i primi due…però la cover mi attira tantissimo!

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    1. farfallapurpurea ha detto:

      Puoi facilmente recuperare: la Arthur si beve, praticamente. La inizi e vieni risucchiata

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  2. oh mamma mia. oh mamma mia che recensione Mariella. io amo come scrivi, amo il modo in cui percepisci le storie, amo come hai centrato in pieno la scrittura della arthur. credo tu abbia messo in bella mostra tutti i pregi di questo romanzo ( e non solo di questo in realtà) grazie ad una recensione precisa e minuziosa.
    il nostro GDL si rivela ogni giorno più appassionante ed io ne adoro ogni momento.

    Piace a 1 persona

    1. farfallapurpurea ha detto:

      Sono felicissima anch’io di essere entrata a far parte del vostro gruppo e non posso che ringraziarti infinitamente per le tue parole ❤
      Cerco di tenere a bada il fiume in piena dei miei pensieri quando scrivo una recensione perché la lunghezza eccessiva paga poco, ma qui non ci sono riuscita: mentre leggevo avevo questo martello che batteva nella testa. Altro che frivolezze! Quando incontri l'autrice giusta ci messaggi importantissimi che prendono vita in una storia

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  3. CHIARA ROPOLO ha detto:

    Hai espresso magnificamente una particolarità che adoro di questa serie. L’eroina è Riley, non ha bisogno di aiuto anche se non lo disprezza. Lei è forte abbastanza e anche umile da accettare i suoi limiti. Per me è perfetta, anche perché piena di ironia.
    Ottima analisi come sempre, è un piacere leggerti

    Piace a 1 persona

    1. farfallapurpurea ha detto:

      Verissimo: Riley è straordinaria e la sua vena ironica la rende ancora più irresistibile. Grazie, come sempre, per i complimenti ❤

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