Ignite me – Tahereh Mafi

L’autore

Tahereh Mafi è nata nel Connecticut nel 1988, ultima di cinque fratelli. Vive in California con il marito Ransom Riggs, autore della famosa Casa per bambini speciali di Miss Peregrin. Con Rizzoli ha pubblicato Schegge di me (2012; in originale Shatter me), il primo romanzo della sua trilogia bestseller. Il secondo romanzo, Unravel me, è uscito nel 2016, sempre per Rizzoli, seguito da Ignite Me. (Fonte)

 

 

9788817094030_0_0_300_75Ignite me

Tahereh Mafi

Traduttore: S. A. Benatti
Editore: Rizzoli
Genere:Distopico/Paranormal/Young Adult
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 11/05/2017
Pagine: 476 p.

Voto: ♥♥ (2/5)

Descrizione: Niente sarà più come prima. Non si sa che fine abbia fatto il Punto Omega. Tutti i compagni di Juliette potrebbero essere morti. Forse la guerra finita ancora prima di cominciare. 

Juliette comunque non si arrende: affronterà la Restaurazione. Se vuole sopravvivere, deve sconfiggerla. Ma per abbattere la Restaurazione e l’uomo che l’aveva quasi uccisa, le servirà l’aiuto di qualcuno che non avrebbe mai pensato di avere al suo fianco: Warner. E mentre si preparano insieme ad affrontare il loro nemico comune, Juliette scoprirà che tutte le sue certezze su Warner, sui propri poteri, e perfino su Adam erano sbagliate.

La serie Shatter me è così composta:

1– Shatter me (Recensione)

1.5– Destroy me

2– Unravel me (Recensione)

2.5– Fracture me

3 – Ignite me

4– Restore me

 

«Una saga entusiasmante e ad alta tensione sulla scoperta di sé e l’amore proibito. La serie di Shatter Me è imprescindibile per i fan della letteratura distopica Young Adult.» 

Ransom Riggs

 

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Le Trame del Destino


Recensione

FarfallaPurpurea

Sono una clessidra.
I miei diciassette anni si sono sfaldati, seppellendomi dall’interno. Mi sento le gambe piene di sabbia e legate, la mente trabocca di granelli di indecisione e scelte non fatte che fremono d’impazienza, mentre il tempo sfugge dal mio corpo. La lancetta corta di un orologio mi batte sulla schiena all’una, alle due, alle tre e alle quattro, sussurrando ehilà, alzati, in piedi, è ora…

La lettura è un’esperienza complessa: non ha a che vedere solo con l’incontro coi fatti raccontati in un libro, ma è un vero e proprio lavoro di analisi e decodificazione, durante il quale ci confrontiamo, da un lato, con una serie di stimoli che pungolano la nostra personale sfera emotiva e, dall’altro, con  notazioni di carattere più tecnico legati alle modalità di scrittura e a tutti quei “punti cardine” necessari per dare spessore e solidità a un progetto narrativo. Può accadere che una storia riesca a tradursi in una sintesi equilibrata, in grado di offrire al lettore un appagamento emozionale e uno che soddisfi una gamma di istanze più razionali e specifiche; può accadere che la bilancia si sposti, invece, da un lato piuttosto che dall’altro; può accadere che ogni prerogativa venga disattesa. Ma dal momento che ogni lettore applica categorie di giudizio assolutamente personali e soggettive non sorprende che la valutazione su autori e libri risulti spesso diversa o addirittura contrastante. La lettura della serie Shatter me mi ha reso quanto più concreta possibile la consapevolezza che questo processo di scomposizione delle parti di un libro – all’apparenza macchinoso, ma in realtà più istintivo e immediato – è un compagno sempre presente quando inizio la mia relazione con un autore e l’universo costruito dalla sua penna. Ho già espresso nelle recensioni dei titoli precedenti della serie la mia crescente insoddisfazione nei confronti di quanto Tahereh Mafi mi stava offrendo e ognuno degli episodi a cui mi accostavo rendeva sempre più salde le mie conclusioni: filtrata dalle maglie – forse troppo fitte – del mio setaccio, l’autrice non riusciva a ottenere altro se non una severa condanna: non riusciva a soddisfare né i miei bisogni emotivi né era in grado di superare la prova del talento, che si misura attraverso:

  1. l’abilità di creare un’ambientazione che sia il fondamento di tutta la storia: non solo uno sfondo opaco e anonimo, ma che ne sia parte essenziale, vera e propria protagonista. L’ambientazione, al pari dei personaggi deve avere carattere, solidità e deve essere una PRESENZA ATTIVA e COSTANTE.
  2. la destrezza nel mantenere il controllo della trama e nell’affrontare ogni cambiamento o evoluzione – anche quelli non inizialmente previsti – portando avanti un lavoro accurato: ricorrendo a  una strategia che evidenzi crescita, cura e attenta progettualità (cit.).  Nessuna improvvisazione o manipolazione degli eventi  o del carattere dei personaggi che non metta in mostra uno sviluppo congruente, risultato di una “maturazione” adeguata, in grado di convincere e non apparire conseguenza di una faciloneria che mal si combina col “mestiere di essere scrittori”.
  3.  l’attitudine di un autore di entrare nel cuore pulsante di fatti e personaggi rendendone le qualità, cogliendone tutte le sfumature e fornendoli di una gamma coerente di reazioni, pensieri, azioni che potrebbero benissimo avere una vita anche al di là della finzione delle pagine.
  4. offrire una prosa che soddisfi, non necessariamente elaborata, ma idonea ed efficace.

Definirei frustrante il modo in cui, con puntualità rigorosa e disinvolta, la Mafi si fa beffe dei primi tre punti  di questo breve elenco, dimostrando quanto siano MANCHEVOLI i risultati del suo impegno attività frettolosa.

Unravel me – episodio che precede Ignite me – aveva iniziato a traghettare i lettori verso un cambiamento di rotta che ha trovato la propria forma definitiva nel terzo libro della saga: una nuova direzione le cui caratteristiche hanno le fattezze di una bozza imbastita in modo grossolano e priva di quell’essenziale lavoro preparatorio capace di dare sviluppo pieno e completo ai meccanismi descritti. Quei mutamenti che in un libro possono essere auspicabili presentavano delle qualità  troppo DEBOLI: debole è il percorso che altera le dinamiche relazionali; debole è il processo di evoluzione della personalità dei protagonisti, la cui fisionomia muta in modo repentino e senza una valida e fondata progressione; debole è il trattamento riservato ad alcuni di loro, ridotti con slealtà narrativa ad agnelli sacrificali – questo il destino riservato ad Adam, le cui reazioni vengono presentate come assurde  – pur di portare acqua al cadente mulino progettato dall’autrice; debole è, in generale, la caratterizzazione dei personaggi non sempre dotati di un bagaglio atto a sopravvivere al confronto con quella che è la realtà: reazioni, pensieri, azioni raramente potrebbero avere una vita anche al di là della finzione delle pagine – gli stessi Warner e Kenjii, che risultano più curati sotto questo aspetto non sono esenti da bug che lasciano passare la virulenta macchia dello stereotipo; debole è il modo in cui cambiano gli equilibri della leadership di quella che era la Resistenza rappresentata dal Punto Omega; deboli in Ignite me sono le sembianze di quel mondo distopico presentato nel primo libro e che, via via, è diventato sempre più inconsistente e sfumato, al punto da rimanere soffocato dall’accentuata svolta rosa  che tinge la trama e che impone un passo lento e  monocorde a buona parte della storia.

Lacunosa e insufficiente è la ripresa  dei ritmi narrativi, quando la Mafi, finalmente, decide di affrancarci da quel “gorgo romance” nel quale ci aveva fatto naufragare, dando spazio all’azione e portando i riflettori sulla necessità di lottare per sconfiggere il nemico che minaccia tutta l’umanità: è un finale affrettato, che non riesce a risollevare il romanzo dalla mediocrità delle pagine precedenti.

In questo scenario di desolazione offerto da Ignite me pochi, per me, i momenti felici, che non hanno avuto l’energia adeguata a farmi uscire dal senso di delusione che continuava ad amplificarsi. Resta, però, la bellezza di un’esperienza come quella del Gruppo di Lettura in cui ho avuto il piacere di confrontarmi con pensieri e opinioni diverse e nel quale ho sentito e condiviso l’entusiasmo  delle mie compagne d’avventura, le cui tappe riassuntive sono sempre state stimolanti e capaci di coinvolgermi. Ringrazio davvero tutte per avermi accolta nel loro affiatato team: non vedo l’ora di ripetere l’esperienza.

 

10 commenti Aggiungi il tuo

  1. CHIARA ROPOLO ha detto:

    avevo già captato qualcosa dai commenti e su alcune cose la penso proprio come te. Mi è mancato il worldbuilding e l’accento è stato troppo posto sulla parte romance.

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    1. farfallapurpurea ha detto:

      Sì, il worldbuilding è inconsistente e se presenti un libro come distopico non puoi certo improvvisare: l’ambientazione deve essere l’aria respirata dai personaggi, presente SEMPRE, non certo in maniera ingombrante, ma deve naturalmente e delicatamente invadere le pagine, divenire un’ulteriore protagonista, la cui presenza è la base su cui poggiare tutta la struttura narrativa, altrimenti nulla regge. La parte romance oltre che invadente, per spazio occupato, è stata gestita male… come molte altre cose del resto

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  2. e io non avevo mica messo tutta questa attenzione alla struttura narrativa sai? 😀
    tu sei incredibile nelle tue analisi, colpisci dove è giusto che sia e mi apri gli occhi su tante cose. io, nel gruppo, sono tra le estimatrici, ma concordo su alcune pecche riscontrate nella lettura della trilogia. c’è però da dire una cosa, ci siamo davvero divertite nella lettura di questi romanzi e le nostre interazioni sono state gratificanti e interessanti. esperianza bellissima da ripetere!

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    1. farfallapurpurea ha detto:

      Sono contenta del fatto che apprezzi il mio modo di approcciarmi ai libri, poi, ci sono momenti in cui anch’io do giudizi più di pancia perché avverto sollecitazioni che coinvolgono non solo la mia razionalità, ma soprattutto il mio mondo emozionale. Anche se il mio Blog è giovane negli anni ho iniziato a prestare sempre più attenzione ad alcuni aspetti dei libri anche grazie a varie collaborazioni, ad altri GDL a cui partecipavo su Anobii e a un’infinità di quelle che io chiamo Letture di coppia nelle quali mi confrontavo con due amiche incredibili e con le quali riuscivamo a ridurre in frammenti piccolissimi ogni parte di un libro, con conversazioni lunghissime di commento. Il giudizio negativo sul libro nulla toglie alla bellezza dell’esperienza di gruppo che ho trovato in ogni momento stimolante e coinvolgente, anche se io sono arrivata alla fine. Grazie a tutte voi ❤

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  3. Il Mondo di SimiS ha detto:

    E niente… che devo dire, ma tu un libro l’hai scritto? perchè secondo me dovresti proprio farlo…
    Torno in tema.
    Non ho ancora letto questa serie, ma ne ero terribilmente attratta per i tantissimi pareri positivi che ha scatenato, e poi arriva questa bellissima recensione che… “ok, non la leggo più”
    Lo so i libri sono a gusto personale e concordo con tutto quello che hai scritto prima però mi vedo molto vicina a te come età e impressioni quindi mi fido. Poi chissà magari un giorno la leggerò 😉

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    1. farfallapurpurea ha detto:

      Non penso sarei capace di scrivere un libro, sono certa incapperei in tutti quei difetti che critico.
      Riguardo alla Mafi io sono l’unica che ha stroncato il libro: nel GDL sono stati rilevate alcune pecche, ma non siamo scesi sotto le 3 stelle, anzi la maggioranza ha apprezzato e dato 4 stelline. Quindi puoi sempre avvicinarti. Grazie, come sempre, per essere passata e per i complimenti :*

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  4. Diana Reydych ha detto:

    Effettivamente ci sono numerosi difetti, ma sono riuscita lo stesso a godermi la lettura. E , appunto, la gioia ed il divertimento sono unici quando si legge in compagnia.

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    1. farfallapurpurea ha detto:

      Sì, i gruppi di lettura sono sempre un’esperienza stimolante. Grazie per essere passata

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  5. Lisa C. ha detto:

    Inutile dirti che ancora una volta mi hai lasciata senza parole: sono d’accordo con Simo e penso anche io che tu non debba limitarti a scrivere recensioni! Se già scrivi dimmi cosa che lo voglio leggere!!!!
    Hai un talento : catturi l’attenzione, esprimi concetti ed analisi così bene da farlo sembrare facile, ma non lo è.
    Brava! Il mio harem mi rende orgogliosa!
    Detto questo, seguo la tua analisi e mi fido della tua opinione, quindi al momento passo e salto questa serie

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    1. farfallapurpurea ha detto:

      Uno di questi giorni i vostri complimenti mi daranno alla testa ahahah
      Sono lusingata: grazie è dire poco.
      No, non scrivo altro perché penso che io, per prima cadrei in tutte le trappole narrative che tendo a criticare nei libri che non mi piacciono: sarebbe, probabilmente, la fiera del cliché 😉
      E l’harem è ben contento di avere un Sultano come pochi ❤
      La mia opinione, come dicevo a Simo, è una voce fuori dal coro: il libro è stato molto apprezzato, quindi potresti sempre decidere di tenerlo da parte per poi fartene un'idea personale.
      Bacioni :*

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