Un altro giorno ancora – Bianca Marconero

Bianca Marconero

È lo pseudonimo di una scrittrice di Reggio Emilia. Ha lavorato come redattrice per periodici per ragazzi e poi è approdata alla scrittura creativa. Già autrice di una saga fantasy, con la Newton Compton ha pubblicato La prima cosa bellaL’ultima notte al mondo, Ed ero contentissimoUn altro giorno ancora e Non è detto che mi manchi.

 

 

un-altro-giorno-ancoraUn altro giorno ancora

Bianca Marconero

Editore: Newton Compton
Collana:First
Genere: Romanzo contemporaneo
Sottogenere: New Adult/Narrativa rosa
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 19/04/2018
Pagine: 381 p
Voto: ♥♥♥♥♥

I sentimenti sono come i fiori selvatici. Crescono dove meno te l’aspetti.

Elisa Hoffman ha imparato presto a cavarsela da sola. Ultima di cinque fratelli, vive per la famiglia e per l’equitazione. L’esclusivo maneggio in cui lavora, alle porte di Milano, è il posto che ama di più al mondo, e mette da parte tutti i risparmi per riuscire a comprarsi Sparkle, un cavallo che ha addestrato per mesi. Tutti i suoi sogni, però, si infrangono alla notizia che Andrea, un ragazzo terribilmente bello e ricco, ha offerto più soldi e ha acquistato il cavallo che le era stato promesso. Elisa non si dà pace e riversa su di lui tutto il suo risentimento. Ma Andrea è davvero così freddo come sembra, o sotto il ghiaccio si nasconde qualcosa di diverso? Un imprevisto, un accordo e un’inattesa amicizia con il nemico permettono a Elisa di scoprire che il ragazzo, in realtà, possiede delle qualità inaspettate… Una storia sull’amore in tutte le sue declinazioni, e sui sentimenti che, come fiori selvatici, crescono in silenzio, senza che nessuno li annaffi.

Dall’autrice del bestseller La prima cosa bella

Recensione

FarfallaPurpurea
Non amo per niente il genere New Adult.
Sono arrivata a questa conclusione dopo aver letto alcuni dei primi titoli arrivati in Italia qualche anno fa, quando YA e NA hanno iniziato a “invadere” il panorama del Romance.
Sono una lettrice che non teme le novità e l’idea di abbandonare la mia comfort zone non mi ha mai creato problemi: la decisione di sperimentare il genere, nella speranza di trovare storie appaganti e ricche di emozione, è stata molto semplice. Tuttavia, ben presto, ho dovuto fare i conti con una realtà diversa: troppi, a mio parere, i difetti riscontrati in quelle letture:
  • Dinamiche ripetitive e poco interessanti.
  • Una rappresentazione dei sentimenti fin troppo superficiale.
  • Messaggi non sempre edificanti,
  • Prose piatte.
  • Caratterizzazione dei personaggi stereotipata.
  • Un uso quasi pornografico del dolore e delle tragedie.
  • Manchevolezze narrative che facevano rilevare un’assenza di cura e coscienziosa progettualità degli intrecci.
A questo si aggiungeva un’inadeguatezza di fondo: la pesante inettitudine delle autrici a governare le potenzialità della scrittura in prima persona. La fisionomia della loro prosa mi appariva fiacca, priva di carisma e soprattutto inadatta a cogliere tutte le sfumature legate alla storia e ai personaggi che da essa dovevano prendere forma.
Dov’erano quelle suggestioni derivate dalla possibilità di entrare senza filtri, o mediazione, all’interno dei pensieri, delle emozioni e azioni del o dei protagonisti? Dov’era quell’immediatezza comunicativa capace di condurmi nel cuore più autentico della narrazione?
ESSERE AVVOLTI dall’anima di un romanzo e restare imprigionati – ostaggi – dei turbamenti e delle esperienze dei personaggi; SENTIRE l’energia vitale dei protagonisti; PERCEPIRE l’intensità del loro essere; RICONOSCERE che la loro realtà non è fatta di carta, ma di respiri, pulsazioni, slanci… e ha il calore del sangue e l’umanità della carne.
Queste le mie speranze di lettrice: TUTTE puntualmente tradite.
E così fortemente delusa dell’esperienza fatta ho abbandonato  il genere.
POI È arrivata BIANCA MARCONERO

Non amo per niente il genere New Adult. 

Sì, proprio così. Poi è arrivata Bianca Marconero a segnare un a.B. (avanti Bianca) e un d.B. (dopo Bianca): tutte le mie convinzioni sono state spazzate via, perché non esiste un genere che non possa piacere, ma esistono autori che col loro talento sanno rendere coinvolgente e ben scritta qualsiasi tipologia letteraria.
Un altro giorno ancora riesce laddove altri hanno fallito e lo fa demolendo uno a uno tutti i punti della mia tesi d’accusa e dimostrandomi che, quando a scrivere è un vero cavallo di razza – e in questo caso la similitudine non potrebbe essere più azzeccata vista l’ambientazione del romanzo ï˜‹  ïŽ -, i diritti e le speranze di un lettore trovano sempre una risposta.

… la vincitrice della categoria Young Rider. Si chiama Elisa Hoffman, diciannove anni fatti a giugno, quattro fratelli maggiori, nessun genitore rimasto e un amore sconfinato per i cavalli.

Non conosce sciatteria la prosa di Bianca Marconero; la sua è una scrittura consapevole, volitiva, che segue i mutamenti narrativi rendendone con efficacia spiazzante ogni sfumatura. Non ha indecisioni o pallore: si tinge sempre con le tonalità decise e intense dei sentimenti e delle emozioni che i suoi protagonisti stanno provando; non teme di attingere a registri comunicativi diversi, adattandosi a essere poetica, ironica, profonda…  e sempre, comunque, vibrante.

Stava già per bere ma si blocca, stupefatto. Gli occhi rivaleggiano con il cielo di certi giorni perfetti. Vi leggo un oceano di stupore, e sapere che sono io la persona che lo ha sorpreso mi fa crescere una spanna.

«Allora lo sapevi?», è incredulo, gli scappa quasi un sorriso.

Io rispondo al sorriso. «Come potrei non saperlo?», replico, e mi godo ancora tutto quell’azzurro e la sensazione di dolcezza e di burrasca. «Ci conosciamo da dieci anni!».

Nessuno scivolone. MAI. I suoi personaggi sono totalmente poliedrici – dai principali ai secondari – e sanno parlare direttamente al cuore del lettore, riuscendo a creare quel legame empatico essenziale, che nasce dall’essere trasportati in una storia che diventa anche tua. Ed è così che Elisa, voce narrante del romanzo, coi suoi tatuaggi, i capelli biondi e viola e lo sguardo da Bambi diventa lo stargate che ci conduce in un universo emozionale che non trascura nulla: rende la complessità del proprio e dell’animo degli altri interpreti e ne trasmette tutta l’intensità espressiva. Parla direttamente alle tue orecchie e opera quella magia incantatrice, capace di farti innamorare di tutto ciò che racconta.

Nella vita vera sono altre le cose importanti. E quella che più conta per me è che sia chiaro, lapalissiano, che non voglio rogne sentimentali. Non voglio cioccolatini a San Valentino e non voglio la telefonata della buonanotte. Non voglio un ragazzo tutto mio. Non sogno marito e figli. Allargare la propria cerchia di affetti vuol dire esporsi alle cose che possono andare male. Può sembrare un discorso cinico, ma lascio l’ottimismo agli avventati. Poiché la vita mi ha già preso a calci un paio di volte, ora adotto le mie precauzioni. Disarmo la sfiga, limitando il numero di persone che mi possono ferire. Da quando ho messo in pratica questa regola, la vita fa meno paura.

Attraverso le parole della sua eroina Bianca Marconero costruisce persone, non solo personaggi – coerenti e convincenti – che veicolano messaggi costruttivi e raccontano storie speciali, fatte di fragilità, tenerezza, determinazione, lavoro, fatica, tormento, fedeltà ai legami e ai sentimenti. Il dolore agita, sì, le sue pagine, ma in nessun momento diviene un’esperienza insana o utilitaristica, usata al solo scopo – per altro infelice – di caratterizzare personaggi privi di profondità: non c’è nulla di voyeuristico nella sua presenza perché l’autrice ne restituisce il valore in termini di maturazione e resilienza.

… dopotutto, ho appena guadagnato un altro giorno…

Non si fermano qui i pregi di Un altro giorno ancora: il plot è articolato, scandito da eventi e meccanismi gestiti senza improvvisazioni o trascuratezze; i dialoghi sono sempre interessanti, appropriati e dinamici; l’amore si mostra nella totalità della sua essenza. E quando tutte queste prerogative si combinano in una sintesi tanto perfetta, allora la prova del talento è superata a pieni voti.

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6 commenti Aggiungi il tuo

  1. CHIARA ROPOLO ha detto:

    sempre con una connotazione tecnica e sempre fantastica nel recensire. Non l’avessi già letto (e amato alla follia) lo farei solo per queste tue parole

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    1. farfallapurpurea ha detto:

      ❤ ❤ ❤ ❤ Che bello quello che mi dici. Grazie mille :* Io invece devo recuperare gli altri suoi, ormai sono in ballo e mi tocca ballare 😉

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      1. CHIARA ROPOLO ha detto:

        brava recupera! Leggi La prima cosa bella

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      2. farfallapurpurea ha detto:

        Agli ordini 😉

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  2. io quoto in pieno Chiara, tu sei troppo brava nello scrivere ed io sono troppo felice che Bianca ti abbia conquistata!

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    1. farfallapurpurea ha detto:

      GRAZIE! ❤ Se continuate così a farmi complimenti mi monterò la testa hahahha
      Felicissima io di averla letta, nonostante avessi chiuso col genere, dopo tutte le fregature prese. Un bacio

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