Unravel me – Tahereh Mafi

 

L’autore

Tahereh Mafi è nata nel Connecticut nel 1988, ultima di cinque fratelli. Vive in California con il marito Ransom Riggs, autore della famosa Casa per bambini speciali di Miss Peregrin. Con Rizzoli ha pubblicato Schegge di me (2012; in originale Shatter me), il primo romanzo della sua trilogia bestseller. Il secondo romanzo, Unravel me, è uscito nel 2016, sempre per Rizzoli, seguito da Ignite Me. (Fonte)

 

 

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Unravel me
Tahereh Mafi

Traduttore: S. A. Benatti
Editore: Rizzoli
Genere: Sci-fi/Fantasy/ Distopico/

Serie: Shatter me #2
Età di lettura: Young Adult
In commercio dal: 01/12/2016
Pagine: 540 p.

Voto: ♥♥

Descrizione: «”Chiudi gli occhi” mormora. E io mi fido di lui perciò obbedisco. Chiudo gli occhi e lui me ne bacia uno, poi l’altro. Poi il mento, il naso, la fronte. Le guance. Le tempie. Ogni centimetro del mio collo e…»

Juliette è sfuggita alla Restaurazione e al suo leader che intendeva usarla come arma. Da quando vive al Punto Omega è libera di amare Adam, ma non sarà mai libera dal proprio tocco letale, nè da Warner, che la desidera più di quanto lei credesse possibile. Tormentata dal passato e incapace di pensare al futuro, Juliette sa che dovrà compiere delle scelte difficili. Accettare il proprio potere distruttivo per metterlo al servizio della resistenza e, soprattutto, allontanare Adam pur amandolo con tutta se stessa.

La serie Shatter me è così composta

1 – Shatter me (Recensione)

1.5 – Destroy me

2 – Unravel me

2.5 – Fracture me

3 – Ignite me

4 – Restore me

La serie Shatter Me è perfetta per gli appassionati che bramano romanzi young adult ricchi d’azione con storia d’amore allettante come Divergent di Veronica Roth, The Hunger Games di Suzanne Collins, e Legend di Marie Lu. Tahereh Mafi ha creato un’accattivante storia originale che combina il meglio del distopico e del paranormale, ed è stata lodata da Publishers Weekly come “una lettura avvincente di un autore che non ha paura di correre dei rischi.”

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Le Trame del Destino


Recensione

FarfallaPurpurea

Forse oggi c’è il sole.

Forse la grande sfera dorata trapela dalle nuvole, come un tuorlo d’uovo che gocciola in un cielo azzurrissimo, e brilla di fredda speranza e false promesse legate a teneri ricordi, vere famiglie, colazioni abbondanti, pancake spruzzati di sciroppo d’acero impilati su un piatto in un mondo che non esiste più.

O forse no.

L’incontro con Tahereh Mafi continua a lasciarmi con l’amaro in bocca: pur apprezzando alcuni elementi dei suoi libri, avverto – come era già accaduto con la lettura che precede Unravel me – una gamma di emozioni contrastanti. Il secondo titolo della serie Shatter me ha un inizio che mi lascia ben sperare: presenta una narrazione che rimedia alla staticità degli eventi del primo episodio della saga; porta avanti con diligente attenzione un lavoro di scoperta, esplorando e sciogliendo alcuni dei misteri che avvolgono i vari attori, di cui vengono delineati con cura sia l’aspetto personale che quello relativo ai poteri di cui sono dotati.

L’Energia mi scorre dentro con un impeto che non ho mai provato e non ci sto nemmeno riflettendo devo solo fare qualcosa devo toccare qualcosa e sto chiudendo le dita e piegando le ginocchia e tirando indietro il braccio e

sferro

n

pugno

contro

il

pavimento.

La terra si spacca sotto le mie dita e le vibrazioni mi riverberano dentro, rimbalzandomi nelle ossa finché mi vortica il cranio e il cuore diventa un pendolo che mi sbatte contro la cassa toracica…

L’attenzione si sposta e l’interesse si focalizza su alcuni personaggi, che, pagina dopo pagina, iniziano a prendere il sopravvento sulla sceneggiatura tracciata dalla Mafi – rubando la scena a chi era stato, o avevamo creduto protagonista. Un avvicendamento, questo, che rompe gli equilibri e  imprime una direzione tutta nuova al plot, alle dinamiche relazionali e  al carattere degli stessi personaggi, investiti da  un’evoluzione  che ne stravolge qualità ed essenza. Come nel primo libro, nell’uso della prosa l’autrice mi appare incoerente: in alcuni passaggi riconosco quella prerogativa ammaliatrice che trasforma le parole in immagini evocative e ricche di suggestioni, mentre a un certo punto trovo che la scrittura perda quell’impatto quasi magico per vestirsi di abiti sciatti e appiattiti. A fronte di un interesse che sento costante per i primi 2/3 della storia mi trovo, nel prosieguo, a perdere quel coinvolgimento che vorrei sentire sempre alto: stento, anzi non riesco, ad appassionarmi. Lo sviluppo delle vicende personali e generali che costruiscono la trama perde mordente: manca un’anima che accenda di vigore e vivida fiamma quanto viene rappresentato. Non riesco ad avvertire le pulsazioni di un cuore che vibri e mi investa di quell’essenziale energia che nasce dal talento di chi sa rendere persone i propri personaggi, ricreando con le parole la VITA. QUELLA VERA.

A questo senso di insoddisfazione crescente si aggiunge un fastidio sempre più pronunciato, che coincide con un cambiamento di rotta relativo a quei legami che avevano caratterizzato i rapporti personali tra i protagonisti: un mutamento, che, seppur comprensibile, mi lascia profonde perplessità, non tanto sull’evoluzione in sé quanto sulle modalità, che trovo improvvisate e insoddisfacenti: non è mancando di rispetto ai propri personaggi e ai loro sentimenti che si percorre una strada che all’improvviso appare migliore. Penso sia necessario preparare in maniera accurata il terreno, perché quel frutto che può apparire più dolce e gustoso lo diventi realmente.

Mi sorride come gli ho visto fare solo una volta, in passato, guardandomi come se fossi la cosa più dolce che avesse mai deciso di mangiare.

Quelle fossette…

… Non so perché il mio cuore stia perdendo la testa…

Il lettore esigente PRETENDE che le incoerenze affettive non deturpino una storia e che la memoria sentimentale non abbia breve scadenza; il lettore esigente quando si confronta con questo genere di meccanismi li decodifica e li avverte come una palese banalizzazione semplicistica di ciò che viene narrato. L’autore è sovrano: ha un grande potere e il diritto di modificare la rotta viaggiando anche verso destinazioni non programmate, ma i grandi poteri comportano grandi responsabilità; mantenere il controllo della trama e lavorare su una strategia che evidenzi crescita, cura e attenta progettualità diventa essenziale. Queste le considerazioni giunta a questo punto della lettura di Unravel: è ancora presto per comprendere in pieno l’intenzione di Tahereh Mafi e, soprattutto, per intuire le modalità con cui costruirà il futuro narrativo dei suoi protagonisti. Vi aspetto al prossimo appuntamento – il 24 Luglio, come da programma del GDL – nella speranza che molti dei grovigli, emotivi e non, vengano sciolti.

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