Amistad. La figlia della luna – Francesca Redeghieri

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Serie Amazzoni:
1) Amistad. La figlia della luna – Romanzo
2) Castalia. La figlia del corvo –  Novella (Recensione)

 

 

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Francesca Redeghieri ha trentotto anni e vive con il compagno e la figlia Ginevra a Novellara, in provincia di Reggio Emilia. Durante il giorno lavora come fioraia in un negozio chiamato Il Sogno, che rispecchia benissimo ciò che è, una vera sognatrice a occhi aperti. La sera, invece, quando tutti dormono, accende il suo PC ed entra nel magico mondo della scrittura. Adora leggere e scrivere quando la casa è avvolta nel silenzio, perché così i suoi personaggi hanno libero sfogo di far sentire la loro voce. All’età di diciannove anni ha pubblicato il suo primo romanzo storico: Come vento selvaggio (Beta, 2001), ambientato ai tempi degli indiani d’America. Ha una scrivania piena di cassetti e dentro di ognuno c’è una storia diversa, che aspetta solo di essere raccontata.

 

 

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Titolo: Amistad. La figlia della luna

Autore: Francesca Redeghieri


Recensione

FarfallaPurpurea

«Io non combatterò mai contro di te.» Longino le sollevò il mento. «Ma se dovessi incrociare la mia spada con la tua, sappi che il mio gladio finirà nella polvere. Non alzerò mai la mia arma contro di te, qualunque cosa accada.»

La Raccontastorie: così Francesca Redeghieri definisce se stessa; e lei sa bene come raccontare le sue storie; sa bene come plasmarle.

Renderle emozione viva: questo è il suo mestiere.

La sua è una penna che cesella la materia cedevole dei sentimenti; che sa modellare e restituire, attraverso una prosa evocativa, il riverbero travolgente di un racconto che supera il tempo e la ragione, non ascolta il destino – o forse gli va incontro per portarlo a compimento – e ubbidisce all’inappellabile legge dell’amore.

Primo episodio della serie Amazzoni, Amistad – La figlia della luna è un romanzo che parla di legami –  celebrati o traditi –  di doveri, di eroismo, di scelte e predestinazione. Romanzo coinvolgente, ricco di magico mistero e di passioni, è un viaggio tra storia e leggenda; un cammino accidentato dentro quanto di più intimo si nasconde nell’universo emotivo dei protagonisti, chiamati a percorrere strade insolite, a confrontarsi con scoperte spiazzanti e a conoscere se stessi, sperimentando paure… debolezze… misurando i propri limiti e riconoscendo che il necessario istinto di completarsi risponde solo alle pretese dell’anima.

Mai, in un solo istante della sua vita, aveva desiderato altro che essere l’amazzone che era diventata. Ne andava fiera e amava la propria vita per ciò che le aveva dato… Credeva che lo stesso valesse per Briseide ma, evidentemente, si sbagliava.

«Non so che fare» le stava dicendo in quel momento e sollevò le mani. «Sono lorde di sangue e non riesco più a tollerarlo. Sono stanca di dover uccidere per non essere uccisa. Siamo così simili nell’aspetto, ma così diverse qua dentro.»

E si sfiorò il petto, quasi volesse prendere il cuore e consegnarglielo nel palmo.

Amistad era senza parole. Loro erano gemelle. Un qualcosa di profondo e speciale le univa, tra loro bastavano solo gli sguardi, era così da sempre.

Questa volta però sembrava tutto diverso.

L’universo degli interpreti che danno sostanza alla storia ha una bellezza seduttiva a cui è impossibile resistere. Integrità, ardimento,  solidale partecipazione, lealtà, accendono le figure di Amistad, Briseide, Longino, Annibale, Castalia… tutte, e non solo loro, capaci di dare voce agli slanci delle emozioni e a concretizzare una rappresentazione dell’amore e delle relazioni che si fonda su una salda e tangibile consapevolezza: l’amore è sapersi riconoscere, dare e darsi, mentre nient’altro si cerca se non il bene del compagno. È nel saper rispondere alle richieste della vita e dei sentimenti che gli eroi – e le eroine – della serie Amazzoni bucano le pagine. Le imprese che ne attestano il valore vanno oltre l’audacia dimostrata in battaglia e stanno nel riuscire a cogliere la pienezza dello stare insieme, a dispetto delle difficoltà e degli infidi giochi di una sorte ingannatrice.

«Tu e **** siete prigioniere della stessa rabbia. È stato questo che vi ha sconfitto… Lasciatevi trascinare dall’amore, ****, fate in modo che valga la pena viverlo senza rimorso e senza paura, perché non c’è niente di più puro e in grado di sconfiggere il male che vi circonda come il sentimento che vi scaturisce dal cuore.» **** si spostò. «È questa la chiave di tutto.» Poi si allontanò, scendendo lungo il sentiero costeggiato dalle ginestre.

Trascinati in un contesto storico affascinante e suggestivo come quello del conflitto tra Roma e Cartagine, saremo travolti dalla forza di incontri che il fato sembra voler osteggiare, ma di cui il cuore rivendica le ragioni. La guerra e le ciniche logiche che ambiscono la conquista del potere sembra vogliano prendere il sopravvento sulla vita dei personaggi che Francesca Redeghieri tratteggia con abile precisione: le certezze si sgretolano, i vincoli familiari si sfaldano e nuove alleanze – quelle dei sentimenti e dei desideri – prendono forma, mentre il destino non ha ancora detto la sua ultima parola.

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14 commenti Aggiungi il tuo

  1. leparoleinfinite ha detto:

    Che meraviglia ❤ ❤ ❤

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  2. leoblogintheworld ha detto:

    Non è esattamente il mio genere 😉 ma complimenti per la bella recensione 🙂

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    1. farfallapurpurea ha detto:

      ahhahahah Potresti, ogni tanto, provare a cambiare il colore delle tue letture… un tocco di rosa… 😉
      Grazie mille per i complimenti 🙂

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      1. leoblogintheworld ha detto:

        Diciamo che per il momento mi attengo ai colori classici… nero e giallo… 😉

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      2. farfallapurpurea ha detto:

        Non avevo dubbi 😉

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  3. piovesuletamerici ha detto:

    Wow! Parole che trasmettono emozioni… Bellissima recensione, complimenti ❤

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    1. farfallapurpurea ha detto:

      Grazie, gentilissima? Non vorrei fare una gaffe, come mi è già successo usando il femminile quando non dovevo 🙂

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      1. piovesuletamerici ha detto:

        Nessuna gaffe 🙂
        E non è gentilezza ma solo verità 😉

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  4. CHIARA ROPOLO ha detto:

    che belle parole, è una serie che mi incuriosisce da un po’

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    1. farfallapurpurea ha detto:

      Grazie Chiara, sono belle storie con messaggi positivi ed edificanti. Purtroppo ho riscontrato alcune imprecisioni grammaticali, ma non so se la copia review che avevo io fosse quella definitiva e magari l’editing li ha eliminati.

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