Il ragazzo alla pari – Federica Gnomo Twins

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Il ragazzo alla pari

Federica Gnomo Twins

Collana: Ombrerosa
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 30/05/2013
Pagine: 154 p., Brossura
Descrizione: Federica è una donna di quarant’anni separata e madre di due gemellini. Quando la sua amica Lia le consiglia di partire per una vacanza e pubblica un annuncio per trovarle una baby-sitter che la aiuti con i piccoli, Federica ancora non sa cosa il destino ha in serbo per lei. Già, perché a presentarsi è un bel giovane di ventitré anni al cui fascino – come Federica scopre ben presto – è piuttosto difficile resistere. Fin qui nulla di irreparabile, se non fosse per il fatto che anche Tom non sembra affatto indifferente alla sensualità della sua datrice di lavoro… Il ragazzo alla parie una commedia rosa, piccante ed esilarante che diverte, fa sognare ma anche riflettere. Al di là della pura e semplice toy-boy story romantica e sexy, si muovono infatti due protagonisti seducenti, dalle vite complesse: Federica convive quotidianamente con i fantasmi di un matrimonio fallito e con le ansie di una madre single, mentre Tom deve fare i conti con una morbosa situazione familiare. Tra dubbi, incertezze e appassionati momenti di intimità, Federica e Tom dovranno impegnarsi non poco per vincere le difficoltà. E insieme a queste, dovranno affrontare anche il tabù sociale di un rapporto – quello tra una donna matura e un ragazzo – che pure chiede solo di essere vissuto e rispettato “alla pari” di qualsiasi altra forma d’amore.

 

 


Recensione

Mirta65

Mi sono sposata non tanto giovane. D’accordo.

Mi avevano avvisato che il mio futuro marito era un seduttore. Va bene.

Che era affidabile quanto un’auto usata. E mica mi faccio sviare da questi paragoni!

Avevo accettato il rischio per quella convinzione – tutta femminile – che “tanto a me non può capitare, io sono diversa e lo farò cambiare. Ormai poi è adulto e si sarà tolto tutti i capricci. Vuole mettere su una famiglia solida… E poi vale la pena provare per non avere rimpianti”. Vuoi mettere svegliarsi la mattina con un bonazzo simile nel letto? Peccato che, dopo la nascita dei gemelli, nel letto insieme a quel bonazzo di mio marito si sia svegliata una mia amica, ex amica ormai, e io li abbia anche scoperti. Nel senso letterale del termine: ho alzato le coperte e li ho presi a calci.

Diciamo che con il senno di poi, sommando le due persone, le mie convinzioni, i pettegolezzi e le probabilità, me la sono andata a cercare.

Così mi sono tenuta i gemelli e l’agriturismo – tanto era della mia famiglia –, ho staccato un assegno a mio marito Lorenzo, per le prestazioni sessuali soddisfacenti che mi aveva concesso nei primi mesi della nostra relazione, e l’ho liquidato come un gigolò.

Qualche soddisfazione me la devo anche prendere dalla vita!

QUATTRO CHIACCHERE FRA DONNE…

L’ho acquistato perché mi sembrava leggero, divertente e spensierato… E’, purtroppo, un sorriso amaro quello che affiora alle mie labbra. Mio malgrado, mi trovo costretta, a formulare qualche seria considerazione: sin dalle prime pagine l’autrice m’immerge in un mondo ben conosciuto e mi offre uno spaccato della condizione della donna ai giorni nostri. Abbiamo lottato, all’inizio del secolo scorso, per il diritto di voto, abbiamo proseguito per l’affermazione dei nostri diritti, per la nostra indipendenza e per non subire più discriminazioni. Oggi possiamo con certezza affermare che siamo fiere della nostra ritrovata condizione che ci permette di raggiungere gli obiettivi prefissati. Ma siamo e rimaniamo comunque schiave del nostro “orologio biologico” che ci spinge inesorabilmente a perpetuarne la specie. Tutte noi, a un certo punto della nostra vita, iniziamo la ricerca di “colui” che speriamo ci amerà e ci renderà madri. Nella nostra affannosa ricerca, in genere guardiamo all’uomo più grande di noi, nella convinzione che l’età porti saggezza e stabilità. Niente di più falso. Ci ritroviamo a essere mogli di uomini che ci tradiscono convinti che la ragazzina di turno possa in qualche modo fargli ritrovare la giovinezza ormai perduta. Così a quarant’anni, magari divorziate, deluse e amareggiate dall’amore, con il famoso figlio tanto agognato da allevare, ci ritroviamo sole. “SOLA” una delle parole più odiate del vocabolario. Noi non possiamo rimanere sole siamo esseri che anelano l’aggregazione… Questa parità ce la siamo conquistata! Allora sfruttiamola, cogliamo l’attimo, non pensiamo al futuro e viviamo il presente, poi… SOLA è una parola terribile… Finiamo, come la protagonista del libro, a far da madre ad un “figlio” che non abbiamo partorito!
Buona lettura…

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