Il complotto Toscanini di Filippo Iannarone

L’autore

È nato a Roma nel 1954. Laureatosi in Giurisprudenza, ha proseguito gli studi sulla giurisdizione criminale nel xvi secolo presso l’Archivio Vaticano e presso la Scuola di Paleografia, Diplomatica e Codicologia. Ha lavorato nel gruppo eni, creato un proprio studio legale, è poi diventato imprenditore nel settore alberghiero.
Attualmente vive con la moglie e due bassotti a Bad Honnef, sul Reno.
Il complotto Toscanini, il suo primo romanzo, è il frutto di studi, letture e un grande amore per la musica.

Il complotto Toscanini, il suo primo romanzo, è il frutto di studi, letture e un grande amore per la musica.

http://www.filippoiannarone.it

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Il complotto Toscanini
di Filippo Iannarone

Marchio Piemme
Serie Gialli e Thriller
Pagine 384
Pubblicato a febbraio 2018

L’OMICIDIO DI UN LUMINARE
DELLA MEDICINA IN EPOCA FASCISTA.
UN PROCESSO FARSA CHE CELA LA VERITÀ.
L’OMBRA DI UN INCREDIBILE SOSPETTO
SU ARTURO TOSCANINI.

Piazze, provincia di Siena, 1935. È notte quando la quiete immobile della cittadina toscana viene squarciata da un grido. Di fronte alla folla riversatasi in pochi istanti tra le vie, il corpo inerme di un uomo ucciso da una serie di violente percosse: si tratta di Alberto Rinaldi, solo all’apparenza un comune medico di provincia. In realtà, un luminare della medicina del tempo. Grazie alle sue cure miracolose, infatti, tra i suoi pazienti si annoverano personalità di spicco in Italia e in Europa, fino in America. Malgrado l’attenzione dei giornali e della famiglia della vittima, però, le indagini e il processo si rivelano una farsa, nulla viene chiarito dalla giustizia e tutto scivola nell’oblio.
Quattordici anni dopo, nel 1949, il presidente della repubblica Luigi Einaudi vuole conferire la nomina di senatore a vita al grande compositore e direttore d’orchestra Arturo Toscanini. Sul passato del maestro, però, c’è un’unica ombra: il suo nome compare tra i documenti dell’indagine per l’omicidio di Rinaldi, e in quella delicata fase storica di transizione repubblicana è necessario che nessun personaggio pubblico abbia scheletri nell’armadio.
Ma perché la morte di Rinaldi ha a che fare con Arturo Toscanini? Che cosa legava lo scienziato e il maestro? E perché una nuova indagine potrebbe far emergere un coinvolgimento di Toscanini in quella morte spaventosa?
Il colonnello Luigi Mari, figura eroica dell’antifascismo liberale, affiancato dal giovane tenente Barbetti, viene incaricato di far luce su un mistero che dura ormai da troppo tempo. Tra depistaggi, colpi di scena e congetture fruttuose, Mari cercherà di scoprire una verità che in molti hanno voluto celare.
Filippo Iannarone ci racconta i difficili anni Trenta e i primi passi della Repubblica italiana, in un affresco vivido e appassionante da cui emerge la voglia di libertà di alcune straordinarie figure del nostro passato recente.

Leggi il primo capitolo


Recensione

leoblogintheworld

27 settembre 1935

È una notte di luna nera. Pochi minuti prima dell’una, un urlo rompe il silenzio.

Una voce straziata che scuote i sonni più profondi, i dormiveglia, i pensieri di chi non dorme. È una voce ferita a morte, l’ultimo rantolo, un suono ormai senza parole. Un grido gli fa eco, poi un altro ancora.

Un romanzo che si muove con estrema disinvoltura tra ricostruzione storica e affascinante invenzione: verità e fantasia perfettamente integrate al punto da spiazzare il lettore e rendergli complicato ricordare che non tutto quello che sta leggendo è realmente accaduto. E non sono solo i fatti a venire manipolati dall’autore che ispira alcuni dei suoi personaggi a figure reali che hanno fatto parte della sua vita.

Il colonnello Luigi Mari riceverà l’incarico di far luce su un mistero che dura ormai da troppo tempo e insieme al giovane tenente Barbetti porterà avanti un’indagine non semplice, ricca di colpi di scena e false piste. Per fortuna intuizioni e congetture fortunate riescono a condurli sulla giusta via eliminando ogni ombra che grava sul maestro Toscanini e portandoli a una soluzione inaspettata del mistero. Un esordio per Piemme di tutto rispetto. Consigliato.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. marisasalabelle ha detto:

    non mi ha entusiasmato… lento e troppo didascalico

    "Mi piace"

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