Perché le donne sono più percettive

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Risultati immagini per Perché le donne sono più percettive Quando definiamo qualcuno “percettivo” o “intuitivo”, facciamo, senza saperlo, riferimento alla sua capacità di comprendere il linguaggio corporeo e di confrontarne i segnali con quelli verbali. In altre parole, quando affermiamo di avere il “sentore” o la “sensazione viscerale” che qualcuno menta, evidenziamo di solito una discordanza tra linguaggio corporeo e linguaggio orale. Come molti oratori sanno, ciò sta alla base di quel fenomeno noto come audience awareness

Quando definiamo qualcuno “percettivo” o “intuitivo”, facciamo, senza saperlo, riferimento alla sua capacità di comprendere il linguaggio corporeo e di confrontarne i segnali con quelli verbali. In altre parole, quando affermiamo di avere il “sentore” o la “sensazione viscerale” che qualcuno menta, evidenziamo di solito una discordanza tra linguaggio corporeo e linguaggio orale. Come molti oratori sanno, ciò sta alla base di quel fenomeno noto come audience awareness (consapevolezza del pubblico) o modalità di relazione a un gruppo. Se, per esempio, gli ascoltatori siedono con la schiena ben appoggiata alle poltroncine, il mento abbassato e le braccia incrociate al petto, un oratore “percettivo” avrà il sentore o la sensazione viscerale che il discorso non sia molto efficace e intuisce che, per suscitare l’attenzione della platea, dovrà cambiare approccio. Un oratore non “percettivo” continuerà imperterrito a parlare.

Essere percettivi significa essere capaci di individuare le contraddizioni tra il linguaggio orale e il linguaggio corporeo di un soggetto.

In complesso, le donne sono molto più percettive degli uomini e proprio da ciò ha avuto origine la famosa espressione “intuito femminile”. Le donne possiedono, infatti, la capacità innata di cogliere e decifrare i segnali non verbali, oltre che un occhio clinico per i dettagli: ecco perché pochi mariti riescono a mentire alla consorte mentre molte mogli ingannano il coniuge senza che lui se ne accorga.

Le ricerche condotte alla Harvard University da numerosi psicologi hanno dimostrato che le donne sono molto più inclini a valutare il linguaggio corporeo rispetto agli uomini: a un gruppo di persone sono stati mostrati brevi filmati privi di sonoro, in cui un uomo e una donna comunicavano tra loro. Ai partecipanti è stato poi chiesto di ricostruire l’argomento del dialogo in base alle espressioni della coppia. Ebbene, le donne hanno interpretato correttamente la scena nell’87% dei casi, gli uomini solo nel 42%. Gli uomini dal temperamento artistico o che svolgono lavori assistenziali hanno ottenuto un punteggio affine a quello delle donne, come del resto i gay. L’intuito femminile è risultato molto sviluppato nelle donne con figli: nei primi anni una mamma si affida quasi esclusivamente ai segnali non verbali per comunicare con il bambino. Proprio grazie a questo precoce “addestramento”, le donne sono spspesso più abili a negoziare degli uomini. Gran parte delle donne è dotata di una struttura cerebrale che le consente di surclassare qualsiasi uomo in fatto di comunicazione. La risonanza magnetica ha dimostrato con chiarezza perché la donna possieda una maggiore capacità comunicativa e valutativa: nel suo cervello vi sono da quattordici a sedici aree preposte a tali funzioni rispetto alle quattro, sei maschili. Ciò spiega perché la donna riesca a cogliere, per esempio, lo stato d’animo delle coppie presenti a una festa – a capire chi abbia litigato, chi si piaccia e chi no –; e perché, dal punto di vista femminile, gli uomini appaiano poco loquaci mentre, da quello maschile, le donne parlino sempre.

Come abbiamo già osservato in Perché le donne non sanno leggere le cartine e gli uomini non si fermano mai a chiedere?, il cervello femminile è multifunzionale. La donna media riesce a gestire dai due ai quattro compiti distinti nello stesso tempo: può, per esempio, guardare la televisione, parlare a telefono, ascoltare una seconda conversazione alle sue spalle e bere una tazza di caffè. È in grado di parlare di argomenti diversi nell’ambito della stessa conversazione e usare cinque toni di voce per distinguerli o enfatizzarli. L’uomo purtroppo riesce a identificare in genere solo tre toni e, di conseguenza, quando una donna tenta di comunicare con lui, perde il filo.

È stato dimostrato che una persona che si affida alle prove visive durante un incontro a quattr’occhi riesce a formulare un giudizio molto più accurato dell’interlocutore rispetto a chi si basa soltanto sulla propria sensazione viscerale. Tali prove affondano le radici nel linguaggio corporeo e, se le donne sono in grado di coglierle inconsciamente, tutti possono imparare a individuarle. Questo libro intende, per l’appunto, aiutarvi in tale compito. Perché gli indovini sanno tutto. (da Perché mentiamo con gli occhi e ci vergogniamo coi piedi, Alan & Barbara Pease)

 

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