La magia del cioccolato, Laura Florand

Laura Florand

LAURA FLORAND ha vissuto in Francia, Spagna e Polinesia francese, dove ha studiato cultura e danza polinesiana alla Fulbright University di Tahiti. Attualmente insegna francese alla Duke University, in North Carolina. È sposata e ha una figlia. Di questa autrice, Leggereditore ha pubblicato il best seller Ladra di cioccolato.
Pagina FB dell’autriceLaura Florand



Titolo: La magia del cioccolato
Autore: Laura Florand
Serie: Chocholat#02
Edito da: Leggereditore
Genere: Romance contemporaneo
Pagine: 389 p.
  

Trama: Nella vetrina della Maison des Sorcières fanno mostra di sé una foresta incantata di dolci e una collezione di cappelli a punta per streghe golose di cioccolato che deliziano gli occhi. Nella loro piccola cucina blu, Magalie Chaudron e le sue due zie mescolano desideri in spumeggianti pentole di cioccolata calda. Ma la tranquilla vita della Maison viene scossa dalla notizia che Philippe Lyonnais ha deciso di aprire una delle sue pasticcerie celebri in tutto il mondo proprio in fondo alla strada. Le creazioni di Philippe sembrano vivere di magia propria e attirano folle di donne: sono sensuali quanto il loro creatore. Ma riusciranno a convincere Magalie ad avventurarsi fuori dalla sua torre d’avorio correndo il rischio di assaggiare un diverso cioccolato e un bacio inatteso?


Recensione

RoRò

Il tema della cucina, dell’alta pasticceria ed in genere tutto quanto è riconducibile alle creazioni culinarie più sfiziose sembra che ultimamente sia molto in auge. Pensavo che fosse più facile resistere ai libri che parlano di dolci e cibarie varie o per lo meno più semplice che resistere ad uno effettivamente in carne ed ossa o se vogliamo in crema e farina. Invece come ogni lettrice ossessivo-compulsiva che si rispetti tutte le volte mi lascio tentare. Avevo già gustato la scrittura della Florand col primo episodio di questa saga sul cioccolato e ne ero rimasta entusiasta, completamente conquistata e mi aveva lasciata con l’acquolina in bocca agognando ancora un assaggio delle sue creazioni.  Ancora una volta i protagonisti sono il cioccolato e l’amore, un connubio senz’altro scontato ma che difficilmente ci lascia scontente, checché se ne dica le endorfine sono le nostre migliori amiche e quando leggiamo questo tipo di storie il pieno ne è assicurato.

Prima dell’alba, Parigi assomigliava a una bambina che dorme, a una regina dell’alta società in uno dei rari momenti di riposo.

Siamo ancora  a Parigi, altro elemento costante di questa dolcissima serie, e il più grande pasticciere di tutti i tempi, Philippe Lyonnais decide di coronare il suo successo aprendo l’ennesimo atelier di dolci in una piccola via nel cuore di Parigi, dichiarando così una spietata concorrenza ad una graziosa cioccolateria del posto. Vuole il caso che la padrona della cioccolateria sia una bellissima e agguerritissima leonessa disposta a difendere il suo territorio con le unghie e con i denti, ma la giovane e fascinosa Magalie deve ancora imparare che a volte certe guerre non vanno combattute, per vincerle basta semplicemente arrendersi. La Florand anche questa volta si diletta a creare degli scenari e delle emozioni che ogni donna vorrebbe provare almeno una volta nella sua vita. Ci presenta il suo Phillippe come un adone, arrogante e generoso, che intende espugnare qualsiasi fortezza per conquistare l’amore della sua principessa.

Nessuna strega degna del suo cioccolato avrebbe lasciato il suo cuore nelle mani di qualche stregone

Utilizza con maestria e abilità le metafore più care al linguaggio delle favole. Un pasticciere dall’aspetto leonino che quando parla ruggisce, un principe pronto a sguainare la spada e tutto quanto in suo potere per vincere la più terribile ed orgogliosa delle streghe, e appropriarsi del premio più dolce, (anche più dei suoi macarons): il suo fragile cuore. Però quando ha impastato il suo dolcetto la Florand diciamo che ha calcato la mano con alcuni strumenti narrativi. Un tira e molla che dura per tutta la durata del libro e si scioglie solo alla fine. Per pagine e pagine crea visioni di castelli e torri irraggiungibili, riferendosi metaforicamente ai due protagonisti come a due guerrieri impegnati a lottare tra loro per aggiudicarsi il controllo. Magalie viene presentata come una strega maliarda che affascina e stordisce con i suoi incantesimi, che fugge e combatte ciò che più teme, l’amore. Devo dire che questo simbolismo fiabesco è la parte più debole del romanzo. Le scene hot, non smentiscono la sua grande delicatezza ed eleganza ma sinceramente non riusciranno mai a superare, nel mio immaginario, le suggestive emozioni della famosa scena di seduzione sulle scale in cui Sylvain si esibì nel primo romanzo. Volendo dare un giudizio complessivo direi che tutto sommato è una storia godibilissima ma non ai livelli della prima.

Voto complessivo 

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